‘OBIWI’, NASCE IN FRANCIA UN NUOVO SITO COLLABORATIVO

| 5 ottobre 2007 |


Una ‘’rivista specializzata’’ aperta ai contributi dei lettori, che vengono redatti e organizzati da una équipe di professionisti e valorizzati con un sistema di punteggio che offre particolari vantaggi

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Se ne era già parlato su lsdi (http://www.lsdi.it/versp.php?ID_art=487). Ora, dopo alcuni mesi di incubazione, il sito Obiwi.com è stato alla fine aperto.

Dopo Agoravox.com, Rue89.com, Lepost.fr, Youvox.fr, Paperblog.fr et Cafebabel.com – fa rilevare Emanuel Parody su ecosphère – , nella panoplia dei siti partecipativi o del cosiddetto ‘’giornalismo collaborativo ( il Pro-am) , Obiwi si situa nella sezione ‘’rivista specializzata”.

Caratteristica principale : una équipe professionale redige e organizza i contributi editoriali dei lettori. Che verranno valorizzati da un sistema di punteggio che tiene conto della qualità e della frequenza dei loro contributi.

Il nome Obiwi – spiega a Lsdi Julien Jacob, uno dei fondatori del sito – viene dalla fusione dei suoni ‘’obi’’, come passioni, hobbies, e ‘’wi’’ (wiki o we). Insomma, il luogo dove si condividono le proprie passioni.
E i ‘’biwi’’ sono i punti, una misura ludica del livello di esperienza dei collaboratori, che danno a chi li ‘’guadagna’’ alcuni vantaggi.

Secondo Parody, ci sono diversi modi di comparare questi progetti editoriali. Uno è misurare la parte dei contributi professionistici in relazione a quelli dei lettori.

Per esempio Rue89.com è trainata dagli articoli dei giornalisti porofessionisti, mentre Youvox e Obiwi puntano prioritariamente ai contributi de ‘’dilettanti’’. Un altro consiste nel giudizio sul taglio editoriale : attualità pura per Rue89 o Lepost, rivista pratica per Obiwi o Paperblog. Ma – aggiunge Parody – il taglio e la finalità del progetto editoriale conteranno più della cucina interna degli uni e degli altri. La capacità di informare o di fornire un servizio e di costruire una comunità di lettori sarà la sola misura valida. Insieme, ovviamente, al risultato economico.

A parte qualche eccezione, questi siti – nota ancora ecosphère – non sono concorrenti fra di loro, ma al contrario ciascuno di essi a livelli diversi finiranno per solleticare la stampa tradizionale. Lepost rispetto a 20Minutes o a Metro, Obiwi, Paperblog ou Youvox rispetto alle riviste specializzate (casa, viaggi, high-tech, lusso). La questione: il loro modello di produzione editoriale e il loro modello economico serviranno da stimolo per la stampa professionale dei prossimi anni. In caso di successo, scommetto, finiranno presto o tardi nel girone dei gruppi editoriali in via di ricomposizione. La corsa è appena cominciata.

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