Monetizzare i blog? I micropagamenti non sembrano una strada felice

| 14 dicembre 2007 |


Due note di Nikolas Kaiser-Bril sull’ Observatoire des médias – Il caso Blogorama e un esperimento dell’ autore, fra dono e pagamento a post – I blogger puntano sull’ incremento di influenza non sui ricavi

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di Nikolas Kaiser-Bril

Micromonetizzazione: Giobbe 2.0

Blogorama, la piattaforma francese di blog di Hi-M�dia, lancia un sistema di micro-pagamenti� per la consultazione dei blogs, proponendo ai blogger di fatturare alcuni post a 2 euro.
Ma se il dono non rappresenta un modo di finanziamento ottimale, il pagamento a post non funzioner� certo meglio.

Hi-M�dia dimentica la principale motivazione della maggioranza dei bloggers, l’ essere influenti. Per raggiungerla i blogger cercano di massimizzare la propria esposizione, non i ricavi.

Esistono delle comunit� di blog a pagamento, come Blogit . I dieci dollari che i membri versano ogni mese gli assicurano soprattutto il comfort di un ambiente protetto. Blogit remunera d’ altra parte i blogger in funzione della loro audience, anche se il sistema permette ai blogger pi� attivi di dividere la manna degli abbonamenti pagati da parenti negligenti verso i loro eredi inattivi.

Con Kindle, Amazon propone ugualmente di pagare 99 cents al mese per leggere alcuni blog. Anche se � un prezzo cos� basso, Matthew Ingram commenta con una semplice abbreviazione : ‘WTF’. Che non vuol certo dire, ‘whaaa, troppo forte’ (ma, come si sar� capito, ‘what the fuck’, ‘che cavolo…’, ndr).
Un vecchio libro racconta che Giobbe, anche quando era diventato molto povero, aveva conservato la fede. Se il monopolio del monoteismo impedisce di cambiare fornitori, le piattaforme di blog abbondano. I blogger delusi dal sistema di Blogorama avranno immediatamente deciso di andare a visitare la concorrenza. Il micro-pagamento rappresenta gi� la branca meno redditizia di Hi-M�dia (secondo le loro stesse informazioni finanziarie). E le cose non miglioreranno.

(http://www.observatoiredesmedias.com/2007/11/25/micro-monetisation-job20/)

Micromonetizzazione: Creso 2.0

Qualche giorno fa , alla fine di un�articolo su Rue89, avevo messo un link al mio conto su�Paypal. Risultato:�21,01 euro. Cinque chili di burro per i miei spinaci. Un grazie enorme ai miei benefattori.

L’ ammontare dei doni e la loro distribuzione somiglia stranamente alle altre operazioni di��open-pricing che pullulano sul web. Su�Ohmynews, per esempio, ogni persona che collabora al sito �possiede la sua ‘’cassetta’’ degli oboli. Alcunui articoli�raccolgono migliaia� di dollari, ma l’ ammontare medio per ciascun donatore resta stabile a 4 dollari. Che poi � la stessa cifra media versata per�Radiohead, secondo uno� studio� (criticato) di Comscore. �

Nel mio modesto caso la cifra sale a 3,5 euro. La coda lunga (long tail, ndr) della distribuzione delle somme, come nel caso dei Radiohead, fa risalire la media. �

Morale. Quando monetizzate il vostro contenuto attraverso�i doni�non vi servir� a nulla che crescano le somme che vi vengono versate. L’ essenziale � aumentare il numero dei donatori. Io, per esempio, ho ottenuto un ‘Give Through Rate’ (la percentuale dei donatori sul numero di click, ndr)�dello 0.04%. I Radiohead hanno raggiunto invece il�30%.

Qualcuno ha per caso qualche idea sul modo con cui si pu� raggiungere quest’ ultimo risultato?�

(http://www.observatoiredesmedias.com/2007/11/23/micro-monetisation-cresus20/)

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