MEDIA PARTECIPATIVI? UNO C’ E’ GIA’, IL QUOTIDIANO REGIONALE

| 29 giugno 2007 |

Il caso di Ouest-France, il giornale più diffuso in Francia, con 800.000 copie – Quaranta edizioni, 530 pagine giornaliere, di cui 220 realizzate da 2.423 corrispondenti di villaggio e di quartiere – Un intervento di Didier Pillet, capo redattore e blogger ufficiale del quotidiano

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di Didier Pillet
blog.ouest-france.fr*

Didir Pillet

Didier Pillet

Il media partecipativo che sognano gli internauti esiste e si chiama quotidiano regionale. E qualcuno di essi ha pi di cento anni di vita, come Ouest-France, il giornale pi diffuso del paese. Circa 800.000 copie vedute al giorno, 40 edizioni, 530 pagine costruite, di cui 220 realizzate da … 2.423 corrispondenti di villaggio e di quartiere.

I villages reporters!

Chi sono questi corrispondenti? Il 63% sono maschi, 37% donne, l’ 80% collaborano alle pagine locali, il 20% a quelle di sport. Il 56 % fra di loro sono al lavro da pi di dieci anni e il 6% della rete si rinnova ogni anno. Sono pensionati (34%), dipendenti di aziende private (33%), funzionari (12%), studenti (8,5%), disoccupati (7,5%), artigiani e commercianti (1,5%), contadini (0,39%), altro (2,5%).

Portavoce delle comunit locali

Ogni giorno sono portatori di informazioni da comunicare al circolo dei lettori locali ma anche alle altre comunit vicine, pi o meno interessate a seconda del’ importanza di queste informazioni e della ‘’copertura’’ dell’ edizione a cui collaborano.
Queste informazioni sono fornite da singole persone, animatori di associazioni, servizi pubblici dove le hanno scavate loro stessi.
I loro testi e le loro foto vengono indirizzate a un segretario di redazione che ne autentica l’ origine, ne verifica forma e contgenuto e mette in pagina.
Sono in realt dei veri e propri portavoce delle comunit locali e riconosciuti come tali sia dal giornale che dalla popolazione del territorio dove essi lavorano.

A Ouest-France, dal 1944, e prima a Ouest-clair, sin dal 1899, i 2423 reporter di villaggio e di quartiere – che vengono definiti ‘’corrispondenti locali’’ – fanno esistere circa 4.500 comunit locali. Le pi importanti, che raggruppano il 75% della popolazione, sono presenti tutti i giorni sul giornale. Le altre si fanno sentire pi volte a settimana e pi volte al mese, secondo un quadro di lavoro che fissa per ciascun comune, a seconda del suo peso demografico, degli obbiettivi di regolarit (presenza di notizie durante la settimana) e di densit (numero di informazioni).

Senza di loro la Francia sarebbe muta

Senza questi corrispondenti l’ OuestFrance sarebbe muto. La Francia sarebbe muta. Perch da soli, le agenzie di stampa, le radio, le tv, i giornalisti professionisti non potrebbero accumulare tutte le informazioni raccolte dai corrispondenti locali.

La conoscenza di un gran numero di fatti diversi, di iniziative, di annunci su progetti e realizzazioni di interesse generale, di manifestazioni culturali, di problemi politici, sociali, ambientali a favore o contro il patrimonio, ecc. resterebbe confinata nei piccoli circoli in cui essi si producono.

Lavoratori indipendenti, che non ricevono delle indicazioni da parte del giornale ma a cui il giornale spiega in quali condizioni etiche e pratiche essi possono raccogliere le informazioni che poi comunicano, essi sono riconosciuti come tali da una legge del 1993. Sono pagati er quello che producono: non ricevono un salario ma degli onorari versati ad articolo. Lo Stato, riconoscendo il loro ruolo essenziale per la vita democratiuca, li esonera da tutta o da parte della contribuzione sociale.

La fiducia delle comunit e del giornale

I villages reporters e quartiers reporters hanno visto la loro efficacia stimolata dalla diffusione dei sistemi elettronici, computer, fotocamere digitali, cellulari. Producono ormai in diretta al pari dei giornalisti.

Il legame principale che lega villages reporters e quartiers reporters alle comunit locali da un lato e al giornale dall’ altro la fiducia, l’ abitudine a parlarsi, a discutere sia sui fatti della vita quotidiana ce sul modo di parlarne, sui problemi che essi pongono, ecc.

Conosciuti e riconosciuti, essi sono nello stesso tempo sotto il controllo delle comunit, di cui raccontano la vita al giornale, e sottomessi alla validazione del loor lavoro al giornale da parte del segretario di redazione. La rapidit della comunicazione fra gli uni e gli altri una esigenza forte, ma non la sola. L’ esigenza principale l’ autenticit, la verit, l’ espressione contraddittoria di una pluralit di notizie e di opinioni su tutte le questioni che non fanno consenso.

In prima linea nella rivoluzione di internet

I corrispondenti di villaggio e quartiere sono in prima linea nella migrazione dei quatidiani su internet. Quale sar il loro ruolo in quei giornali ‘’collaborativi’’ che stanno diventando i quotidiani? ‘’I nuovi media non hanno mai ucciso i precedenti, li obbligano ad adattarsi e ad andare molto pi veloce’’, dice il presidente di Largadre active mdia, Didier Quillot.

E’ tempo di sperimentazione. Cos, Le Dauphin, nelle Alpi francesi, ha aperto un blog laboratorio a La Murette, dove tutti gli abitanti sono stati invitati a diventare a loro volta dei villages reporters. Producono da 10 a 15 articoli al giorno con la supervisione di un giornalista che li riceve e li mette online, cos come delle sequenze video.

Se sono pochi gli abitanti che hanno l’ ambizione di diventare giornalisti, molti invece hanno voglia di far sentire la propria voce, di condividere analisi e testimonianze sui fatti della vita locale, le realizzazione e i progetti sia su internet che, nei momenti migliori, su giornale.
Il bilancio dell’ esperienza condotta dai nostri fratelli del Dauphin promettente. Non solo il giornale ha l’ occasione di rinnovare la sua offerta e di rifondare la propria legittimazione presso i lettori – il cui circolo si allarga grazie a internet - come animatore della vita sociale e del dibattito pubblico, ma esso d ossigeno alla democrazia locale.
E’ la convinzione condivisa che hanno sia i giornalisti del Dauphin che gli eletti e l’ insieme degli internauti che hanno partecipato all’ operazione.

Una mutazione in corso

Questa esperienza, e le altre come madepeche.com, il sito collaborativo animato dai giornalisti de La Dpche du Midi, o la realizzazione in seno al gruppo Ouest-France di un data base di informazioni di servizio in presa diretta con gli organizzatori di manifestazioni e gli animatori di servizi pubblici, porta i giornali regionali a far evolvere la propria organizzazione.
I corrispondenti locali che si sono impegnati e che sono diventati pi i rappresentanti del giornale che i portavoce dellecomunit locali devono ritessere il loro legame con la popolazione. Alcuni giornalisti si trasformano in animatori di territori pi o meno vasti, tutti gli attori pi o meno grandi della vita sociale diventano dei collaboratori che devono: 1 – avere le referenze per accedere al servizio del data base, 2 – rinunciare a ogni anonimato, 3 – rispettare le norme etiche e di pubblicazione.

Una rivoluzione organizzativa in atto.

Restano da risolvere molte questioni come la natuta e la forma delle informazioni da ar circolare sui due supporti, carta e internet, lo statuto dei testi e delle foto prodotti sulla rete. A chi appartengono? Esiste il diritto d’ autore? Devono essere compensati? Sono problemi in fase di studio e di discussione con le parti sociali.

Far cadere il muro del silenzio

Molte questioni ma anche delle solide certezze. A cominciare da questa: i nostri giornali regionali, con le loro reti tessute fitte e radicate nel territorio, la loro credibilit e la fiducia di cui beneficiano, la capacit dei professionisti e dei segretari di redazione e di edizione, che si adeguano prestissimo al web, provano che sono pronti a vivere bene la rivoluzione di internet. Le loro esigenze e le loro abitudini di lavoro con le comunit locali sono fondate sull’ esercizio della responsabilizzazione individuale nel quadro della solidariet necessaria in seno alle comunit locali che credono nel loro avveire.
Al di l della pubblicazione in tempo reale delle informazioni e della completezza dei servizi pratici necessari alla vita quotidiana, i siti di informazione dei quotidiani regionali offrono l’ opportunit di realizzare un sogno mai ancora pienamente realizzato: animare il dibattito locale nei paesi cos come nei quartieri delle grandi citt, quei territori silenziosi dove, fino all’ era di internet, non c’ erano i mezzi per occupare il terreno e assumere pienamente la funzione di legame comunitario.

I corrispondenti locali non sono dei blogger-giornalisti

Responsabilit, solidariet: queste due parole hanno un senso profondo e fondamentale nella relazione produttori di informazioni/lettori che si stabilisce nei giornali regionali, sulla carta come sul web attraverso forum e blog.
E’ questo, senza dubbio, che fa la differenza fra i villages reporters, i quartiers reporters e quegli internauti che si presentano qui e l come dei blogger giornalisti calpestando molto spesso queste nozioni essenziali di verit, di rispetto e di solidit delle relazioni.

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*Traduzione dell’ intervento al Web Editor Forum di Capetown (3-6 giugno 2007)

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