Ma si può eliminare la funzione del redattore?

| 19 novembre 2007 |


La decisione di due grossi editori, uno inglese e uno americano – Sorprendente abbassare i controlli di accuratezza quando il destino di molte aziende dipende proprio dalla qualità dei suoi prodotti

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Due importanti editori stanno per eliminare dai propri giornali la figura del redattore incaricato di rivedere gli originali, titolare gli articoli, contestualizzarli e metterli in pagina.

Uno – spiega il blog ‘’Vision’’ , del gruppo spagnolo Joly – è il britannico David Montgomery, presidente esecutivo del gruppo Mecom (200 giornali regionali in sei paesi europei). L’ altro è il nordamericano Joseph Lodovic, presidente di MediaNews Group (57 quotidiani in 12 stati, oltre radio e televisioni).

I loro argomenti coincidono: attualmente i reporter possono scrivere le loro notizie e metterle a posto direttamente sulla pagina, anche quando lavorano in remoto. C’ è da fare più strada e meno scrivania, ecc.

Il lavoro di verifica e di editing nella redazione del New York Times nel settembre del 1942. E, a destra, il reporter ”integrato”.

Sono le stesse cose che più o meno si dissero dei correttori di bozze quando nelle redazioni arrivarono i computer: se il giornalista può scrivere direttamente il suo testo è inutile che ci sia una persona incaricata solo di controllare che quello che ha scritto il linotipista coincide con il testo dell’ articolo.

In tutti e due i casi c’ è una parte di ragione. Ma si dimentica la cosa principale: il lettore. L’ indice di errori nei giornali è ogni volta maggiore (tanto che i lettori del New York Times si lamentano proprio di questo), ed è cresciuto – fortunatamente – il livello delle loro esigenze. Quindi, non bisogna tato eliminare i filtri quanto migliorarli.

In un tempo in cui il destino di molte aziende sta soprattutto nella raffinatezza dei suoi controlli di qualità, sorprende che l’ industria editoriale pretenda di ridurre i suoi.

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