MA ANCHE SECOND LIFE NON E’ IL PARADISO

| 24 luglio 2007 |


Un approfondimento del Los Angeles Times – Inesistenti i ritorni economici delle vetrine business – ‘’Una delle merci più acquistate su Second Life sono i genitali’’, sottolinea il CEO di Deep Focus (ed effettivamente le zone più frequentate sembrano essere quelle dedicate agli strip club, Casinò, e bordelli)
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Second Life comincia a perdere colpi?

Il Los Angeles Times – racconta Dario D’ Elia su apogeonline – ha pubblicato un interessante approfondimento sugli inesistenti ritorni economici delle vetrine business aperte su Second Life. «Non c’è un motivo convincente per rimanere», ha confermato Brian McGuinness, vice presidente di Virtual Aloft, uno dei brand di Starwood Hotels & Resorts Worldwide che ha deciso di chiudere il suo hotel virtuale, riporta D’ Elia.

Secondo la nota testata californiana basta un breve giro sulle isole di BestBuy, Sun Microsystems o Dell per comprendere che i cittadini di SL preferiscono ben altri lidi. «Una delle merci più acquistate su Second Life sono i genitali», ha sottolineato Ian Schafer, CEO di Deep Focus. Effettivamente le zone più frequentate sembrano essere quelle dedicate agli strip club, Casinò, e bordelli.

Secondo Peter Ludlow, docente di Filosofia presso la University of Toronto, le grandi corporation sono sbarcate su SL esclusivamente per «mostrarsi all’avanguardia» e guadagnare un po’ di immagine offline. «Non si tratta di capire se Second Life è giusto o sbagliato», ha dichiaratoReuben Steiger, CEO di Millions of Us, marketer di riferimento nel business della dimensione virtuale . «È solo che ci sono un sacco di alternative».

Ma, mentre i giornali annunciano che le aziende stanno lasciando Second Life, in Rete – rileva, sempre su apogeonline, Federico Fasce – si discute sul mondo di Linden Labs.

Secondo Luca De Biase – osserva Fasce – la colpa non è tanto del mezzo, quanto del fatto che è stato usato in maniera sbagliata. Massimo Moruzzi spiega che Second Life è piaciuto alle aziende perché simile al mondo reale. Giovanni Calia ritiene che il metaverso sia solo una grande montatura mediatica, ma Stefano Vitta non è d’accordo: Second Life è secondo lui il futuro.

 

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