LEGGERE I GIORNALI DA RAGAZZI STIMOLA IL SENSO CIVICO

| 20 settembre 2007 |


Uno studio condotto negli Usa per conto della Newspaper Association of America (NAA) ha rilevato legami diretti fra l’ abitudine alla lettura dei giornali e il comportamento elettorale – In particolare hanno partecipato alle ultime elezioni locali voto il 61% dei ‘’lettori di giornali’’ contro il 44% degli altri

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Gli adulti che hanno letto i giornali a partire da ragazzi sono più attivi sul piano dell’ impegno civico, ad esempio nelle votazioni, secondo un recente studio della Newspaper Association of America Foundation.

Lo rileva Jennifer Saba in un articolo per editors&publishers

Lo studio è stato condotto dal MORI Research , uno dei maggiori centri di ricerca degli Usa nel campo dei media, su un campione di 1.500 adulti fra i 25 e i 34 anni ed ha scoperto dei legami diretti fra l’ abitudine alla lettura dei giornali e il comportamento elettorale.

In particolare la ricerca ho accertato che il 61% di quanti avevano cominciato a leggere i giornali da giovani avevano votato nelle elezioni amministrative del 2006, contro il 44% di quanti non avevano contatti con I quotidiani nella loro adolescenza.

Il 24% dei lettori di giornali hanno ammesso di aver donato dei fondi a un candidato o a una organizzazione, contro il 13% che non lettori di giornali.

“I dati dimostrano che l’ impegno civico è prevalente fra coloro che leggevano da ragazzi e le cui scuole usavano I giornali come parte del programma: una conferma del ruolo che i programmi di lettura per i giovani possono avere nella loro trasformazione in adulti impegnati civicamente’’, ha commentato Margaret Vassilikos, senior vice presidente della  NAA Foundation.

Gli adulti che hanno letto da giovani sono poi più franchi. Il 56% del campione hanno detto di aver boicottato alcuni marchi a causa delle loro posizioni, contro il 40% senza influenza dei giornali.

Il 18% si rivolgono a programmi radio o tv per intervenire ed esprimere la loro opinione, contro il 5% degli altri. E infine, il 62% lavorano nel volontariato ( contro il 37%), il 74% si impegnano in organizzazioni civiche (contro il 51%)  e il 35% offrono fondi (contro il 19%).

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