La Rai chiude i suoi notiziari nei Balcani?

| 13 ottobre 2007 |


Via Mazzini ha deciso di chiudere le sue trasmissioni in onda corta, notiziari redatti in 26 lingue diverse – Ecco, secondo Balcani Cooperazione, i motivi per i quali ‘’è un’occasione persa, soprattutto per le relazioni con il bacino Euromediterraneo’’

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di Rando Devole
(da Balcani cooperazione)

La notizia c’è. Anche se non appare sulle prime pagine dei quotidiani. La RAI ha deciso di chiudere le trasmissioni radiofoniche in onda corta. Si tratta di notiziari trasmessi in lingua italiana e in circa ventisei lingue estere parlate in cinque continenti diversi. I beneficiari di questo servizio sono gli italiani all’estero ed i pubblici interessati, che possono sentire le notizie della RAI nella propria lingua. Per curiosità storica, ma non solo, bisogna dire che tale servizio veniva inizialmente gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria. Questo negli anni successivi alla II Guerra Mondiale. In seguito, precisamente dal 1962, è stata la RAI, che in base ad una convenzione firmata con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha trasmesso una programmazione radiofonica in onda corta. Nell’ultimo rinnovo della convenzione non si parla più di onde corte. Significa che tra pochissimo tempo la RAI, nelle relative frequenze, non si sentirà più. Non ci saranno più notiziari in rumeno, bulgaro, albanese, serbo-croato, ecc.

Non si può certo negare che un servizio del genere, che proviene dai tempi bui del muro di Berlino, abbia bisogno di un’adeguata riconfigurazione e di efficaci aggiornamenti. Ma la RAI pare abbia l’intenzione di cancellare in toto questo progetto. La decisione sembra ancor più incomprensibile se si cita la recente convenzione stipulata in luglio con la Presidenza del Consiglio dei Ministri sull’informazione e i programmi per l’estero. Infatti, vi si dice che la programmazione deve raggiungere gli italiani all’estero, ma anche i “cittadini stranieri interessati o interessabili all’Italia e al suo sistema di valori, culture, stile di vita, beni artistici e paesaggistici, creatività e prodotti”. Si parla perfino della necessità di rafforzare la presenza informativa italiana in aree di particolare interesse per il Paese, quali ad esempio “il Bacino del Mediterraneo ed i Balcani”.

(segue qui )

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