La linea liberista del capo della FCC provoca anche proteste di piazza

| 22 novembre 2007 |



L’editore del Seattle Times, Frank Blethen, ha bollato come “incosciente” la proposta di Kevin Martin – Molte persone sono scese per strada a protestare durante le audizioni della FCC, facendo ricordare la nascita del movimento No Global – Proteste anche a Washington

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York – Una seconda Seattle, la città dove è nato il movimento No Global. Stavolta, però, i manifestanti hanno indirizzato le loro proteste contro la decisione della Federal Communications Commission – l’organo che detta legge sui media a stelle e strisce – di permettere ai proprietari dei media di gestire contemporaneamente un giornale e una televisione o una radio nella stessa città (come raccontato da LSDI il 13 novembre scorso).

Dopo nove ore di seduta a Seattle per ascoltare centinaia di persone, il capo della FCC, Kevin Martin, ha fatto una proposta che definisce “moderata ed equilibrata”: si potrà possedere contemporaneamente un giornale e un’emittente televisiva o radiofonica in uno dei venti principali mercati degli Stati Uniti. Tra questi c’è anche Seattle, il quattordicesimo mercato mediatico degli Usa. La proposta di Martin prevede che la maggiore concentrazione potrà avvenire se almeno otto voci indipendenti e di proprietà differenti rimarranno operative nella stessa area. Il giornale, inoltre, non potrà acquisire una delle quattro maggiori tv della zona.

L’editore del Seattle Times, Frank Blethen, ha bollato la proposta di Martin come “incosciente”. Molte persone sono scese per strada a protestare durante le audizioni della FCC guidata dall’esponente repubblicano, ricordando la nascita del movimento No Global.

Il deputato dello stato di Washington Dave Reichert ha testimoniato davanti alla Federal Communications Commission dichiarando che ammorbidire i limiti sulla proprietà è qualcosa che va “chiaramente contro l’interesse pubblico”: bisognerebbe invece “creare regole per mantenere la diversità” perché “il localismo e la diversità sono i due fulcri fondamentali della nostra società democratica”. Il deputato spiega che il localismo “rafforza la partecipazione informata”, mentre la diversità “riduce il rischio che le informazioni vengano censurate dagli interessi di pochi”.

La governatricre dello stato di Washington Chris Gregoire ha detto che “la concentrazione dei media indebolisce la creatività e i contenuti e riduce le prospettive possibili per ognuno di noi cittadini: tutto ciò non è salutare in una società basata sui principi di uguaglianza e diversità”.

Pure due componenti democratici della commissione, Michael Copps e Jonathan Adelstein, hanno dichiarato che “la corsa verso la concentrazione dei media porterà ad un voto sbrigativo e sbagliato, è oltraggioso”. Il primo poi ha fatto notare che “i venti maggiori mercati negli Stati Uniti equivalgono al 43% delle famiglie americane”.

Anche The Columbian, giornale dello stato di Washington, si schiera a favore della “diversità”. La proposta di Martin, secondo un editoriale pubblicato domenica 18 novembre, dovrebbe allarmare tutti i cittadini interessati a una informazione corretta.

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