IL BLOG E LA COMUNICAZIONE POLITICA IN FRANCIA
NUMERI ‘’PICCOLI’’ MA GIA’ ‘’POTENTI’’

| 9 febbraio 2007 |


Su PolitiqueCafè uno studio sul peso dei blog nella campagna elettorale Oltralpe – Il successo virale dei video – Quasi la metà degli internauti francesi considerano internet la fonte più importante – Il potere di modificare l’ agenda politica
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Politica e blog. In Francia la campagna presidenziale per il 2007 si sta sviluppando in piena esplosione della blogosfera – ogni candidato ha i suoi blog di riferimento (il più ‘’gettonato’’ blogger francese, Loic Le Meur, ha scelto ad esempio Sarkozy) – e PolitiqueCafè, un blog di discussione e analisi politica,  ha dedicato in questi giorni alla questione un ampio articolo di Florent Wolff dal titolo accattivante: ‘’Aritmetica della blogosfera politica’’, che qui proponiamo in traduzione italiana.

(Sul rapporto fra blog e politica in Italia si può vedere, fra l’ altro, su Visionblog una intervista di Raffaele Mastrolonardo a Rosanna De Rosa, docente di sociologia all’Università Federico II di Napoli e autrice del libro Fare politica in Internet. ‘’ L’articolo di Wolff – ha spiegato Rosanna De Rosa su politicaonline.it – è del tutto credibile, per una volta qualcosa di serio e non enfatico’’).

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ARITMETICA DELLA BLOGOSFERA POLITICA
di Florent Wolff (da PolitiqueCafè)*

 

Le misure del fenomeno blog

In Francia, secondo un recende studio di Médiametrie, l 32% degli internauti – cioè quasi  9 milioni – consultano almeno un blog ogni mese, due milioni in più rispetto all’ anno scorso; mentre nel corso dell’ ultimo trimestre 2006,  4,5 milioni di internauti (16% del totale ) hanno ‘’postato’’ almeno un commento su un blog e sono 3,6 milioni coloro che hanno un blog.
Ma vi si parla di politica?
Nel novembre 2006 i blog francesi registravano 2.6 miliardi di pagine viste attraverso 159 milioni di visite. Per dare un peso a questi dati consideriamo che il sito del quotidiano Le Monde contava  86 milioni di pagine viste nel dicembre 2006. In altri termini, la blogosfera nel suo insieme genera ogni mese 30 volte più di pagine viste rispetto al sito del primo quotidiano online.

Ma attenzione, questi dati messi così possono somigliare all’ albero che si nasconde nalla foresta.

Infatti, quasi il 95% delle pagine viste e l’ 80% delle visite fanno capo solo a Skyblog, una piattaforma comunitaria che ha come target soprattutto i giovani, ed è senza un taglio politico particolare. In modo analogo l’ analisi dettagliata dai dati di Médiamétrie mostra che I blog più popolari non si occupano di politica.
A contrario, il blog di Loïc Lemeur, che è generalmente considerat come il primo blog francese ed è uo dei primi di taglio politico (vedi: www.bonvote.com ), totalizza a novembre’’soltanto’’ ~150 000 visite e ~235 000 pagine viste. Ancora una volta, questo punteggio sembra magro rispetto all’ audience di un sito di informazione come  LeMonde.fr.

 

Immersione nella blogosfera politica

Se guardiamo il top dei Quattro siti e blog politici più influenti proposti da  bonvote.com, otteniamo in ordine decrescente di popolarità:

Se interroghiamo uno degli indicatori di misura di audience più popolari del web – Alexa – si ottiene di nuovo che, in rapporto al leader dei siti d’ informazione francesi ondine – quello di le Monde – le  audience di questi quattro siti restano modesti.

In altre parole,  l’ audience globale e individuale dei blog politici resta molto limitata in rapporto all’ insieme della blogosfera e in rapporto ai principali siti d’ informazione

 

La blogosfera di fronte ai media tradizionali

Possiamo misurare il peso di internet e della blogosfera in rapporto ai media tradizionali sotto tre punti di vista: uso, credibilità e impatto.

Uso
Uno studio recente di TNS-Sofres mostra che solo il 4% dei francesi si rivolge alla rete (in tutte le sue forme, compresi i blog) come « primo mezzo » per informarsi sulle idee e i programmi dei vari candidati.  Il medium preferito per informarsi sulla politica resta la televisione, che ‘’illumina’’ il 57% , a molta distanza dalla radio (15%).
Sommando i differenti media d’ informazione sui candidate si ariva a un totale del 16% dei francesi che consultantgo internet (contro 84% che accendono la tv).

Quello che è rivelatore è l’ importanza che prende internet come strumento di informazione sulla politica per gli internauti che la utilizzano:

  • 8% di internauti si informano su internet considerando la rete come fonte di informazione  per eccellenza
  • 39% la considerano come una fonte di informazione importante.

Questo sondaggio ci insegna dunque che se internet resta (ancora) poco utilizzata per informarsi di politica, difenta però un medium essenziale per coloro che hanno l’ abitudine di usarlo.

Crédibilità
L’analisi precdente ci spinge a porci una domanda semplice: il trattamento dell’ infrmazione da parte di internet viene percepito come migliore o peggiore rispetto agli altri media?
L’ ultima classifica di TNS-Sofres-la Croix sulla fiducia dei francesi nei media come fonte di informazione mostra una erosione lenta e continua dei principali media tradizionali

  • La radio è il mezzo tradizionale più credibile: il 54% degli interpellati ritengono che ‘’le cose si sono svolte pressoché come ha ditto la radio’’s sondés estimant que « les choses se sont passées à peu près telles que décrites à la radio », con un calo di cinque punti in dieci anni (59% nel 1996).
  • I giornali sono giudicati affidabili dal 48%, un livello stabile dopo 10 anni.
  • Infine anche la tv, come la radio, ha perso cinque punti di credibilità in 10 anni raggiungendo il 44% oggi. Senza alcuna sorpresa la tc è considerate il mezzo meno ‘’credibile’’, quello che riporta con meno fedeltà gli avvenimenti.

Per quanto riguarda internet, il  23% degli interpellati ritengono che essa rappresenti gli avvenimenti in modo affidabile, contro il 20% che lo ritengono un medium non affidabile. La maggioranza degli interpellati (57%) resta senza opinione. Attualmente dunque internet non si stacca significativamente in termini di credibilità, viso che la metà delle persone interrogate non hanno acora una opinione ben formata.

Impatto
Se ci si mette dal punto di vista di un politico che vuole far passare un messaggio in un mometo dato, probabilmente classificherà i diversi media in questa maniera

  • la televisione: un buon passaggio alle 20 su TF1, sono 10 milioni di telespettatori
  • la radio : un passaggio su France Info – che ha circa il 9% dell’ audience delle radio nazionali consente di toccare i 4,5 milioni di ascolatori
  • Un ‘’articolo’’ del Monde , il primo quotidiano d’ informazione della stampa nazionale, permette di arrivare a 2 milioni di lettori nella versione carta e altrettanti su lemonde.fr (mai possono anche essere in parte gli stessi lettori)
  • Un articolo di apertura su Ouest France, la prima testata della stampa quotidiana regionale, consente di raggiungere 2,5 milioni di lettori
  • Infine un articolo di copertina sul Nouvel Observateur, primo settimanale d’ informazione, permette di toccare 2 millions di lettori in una settimana.

In ogni caso, stiamo parlando di media one-to-many, dove chi diffonde il messaggio può controllare la natura del messaggio e il tempo e la frequenza del suo passaggio. Come abbiamo già visto, questi media tradizionali permettono di raggiungere vari milioni di persone con un intervento. Nessun rappresentante della blogosfera da solo può pretendere di toccare una popolazione così larga con un unico messaggio.

 

Il video virale, una nuova forma di comunicazione

Il sccesso istantaneo di Daily Motion è impressionante. Nell’ ultima classifica CyberStat di Médiamétrie, lo YouTube francese si piazza già in terza posizione con più di 50 milioni di visite e una durata record di visita di più di 20 minuti.

Ma qual è l’ impatto di Daily Motion nel paesaggio politico francese?

Quando si interroga il sito sui video più visti attraverso delle parole chiave, si ottengono questi risultati:

  • Per la parola chiave Politica, è l’ ingresso in campagna elettorale di Marie George Buffet che viene fuori come il video più popolare, con 560 000 ‘’spettatori’’.
  • Per Ségolène Royal, è il dibattito in Alsazia che viene per primo, con circa 800 000 download.
  • Infine, per la parola Sarkozy, il video montaggio molto partigiano intitolato « Le Vrai Sarkozy » è stato visto 1,4 milioni di volte – un record.

Se questi risultati possono sembrare impressionanti per un medium tanto giovane, restano comunque inferiori su una scala da 1 a 10 rispetto a un passaggio su un tg delle 20.
Nello stesso tempo, la novità di un tale canale di distribuzione è di proporre un contenuto

  • grezzo,
  • senza trttamento,
  • senza filtri,
  • senza restrizione di tempo,
  • e archiviato, cosa che permette di cercarlo e ritrovarlo facilmente.

(…)
La forza di questi siti di diffusione è poi di nutrire l’ insieme della blgosfera di contenuti video e quindi di creare degli effetti di rete: migliaia di blog politici o non politici rilanciano i video ospitati gratuitamente su Daily Motion.
Per esempio, il discorso a porte chiuse fatto da Ségolène Royal sulla necessità delle 35 ore per gli insegnanti (filmato con un cellulare) ha fatto il giro della blogosfera (più di 700 000 ‘’viste’’ su  DailyMotion) e hanno scalfito l’ immagine della candidata.


La blogosfera come acceleratore e casa di risonanza

Con la blogosfera si rientra nel mondo del media partecipativo virale, in cui fondamentalmente ciascuno si vede ofrire una occasione tangibile  di esprimere la sua opinione, e di diffonderla ad una audience in forte crescita.
La blogosfera agisce come un forte amplificatore. Impossessandosi di una idea, o di una informazione, i blogger hanno il potere oggi di accelerare la sua diffusione e di influenzare nello stesso tempo l’ agenda politica.
Questi fenomeni partecipativi non sono nuovi e non sono nati con Internet. (…..) La differenza viene dal fatto che la blogosfera ha la capacità di portare avanti i propri temi, creando così l’ avvenimento con meno strutture, meno concertazione ma una velocità amplificata.
(…..)

Un tentativo di conclusione
Abbiamo dunque appena visto che :

  • La blogosfera politica resta un piccolo mondo in termine di audience ma non in termini di influenza
  • I francesi cominciano appena a rivolgersi a internert per informarsi sulla politica, mentre a tv resta il media dominante
  • Quando consultano la rete pensano nella quasi metà dei casi che si tratta di una fonte importante, anzi la più importante
  • Internet è un mezzo molto giovane che non si distacca ancora in modo significativo dagli altri media in termini di credibilità
  • In termini di impatto per un uomo politico, niente può sostituire un (buon) passaggio in tv o in radio per diffondere un messaggo a un’ audience di massa

La blogosfera politica ha 1000 volti: vi sono blog partigiani, neutri, militantu, satirici o pluralisti. La blogosfera è ancora un mezzo giovane, il cui ruoo nella vita mediatica/politica resta ancora da definire, non ha ancora un corpus di regole sul trattamento dell’ informazione e la sua editorializzazione. In breve, vi si può scrivere e leggere di tutto.
La blogosfera è un mezzo collettivo la cui dinamica si basa sulla condivisione permanente e istantanea dell’ informazione, faclitata specialmente dal flusso automatico di feed-Rss.

Se essa oggi ha un potere come mezzo, è un potere più qualitativo che quantitativo. La blogosfera gioca un ruolo di cassa di risonanza che accelera la comunicazione dell’ informazione. Una tale accelerazione, quando prende una dimensione nazionale, può creare l‘ avvenimento o influenzare l’agenda politica

Paradossalmente sono i meda classici che agiscono come un coefficiente moltiplicatore dell’ influenza della blogosfera, rilanciando in prima pagina delle informazioni condivise all’ origine dalla comunità dei blogger, una comunità ancora minore in termini di audience. Ma poiché questo pubblico cresce molto velocemente si può immaginare che l’ influenza dei blog sulla vita democratica francese non potrà che accrescersi.
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*Florent Wolff lavora nel campo degli  investimenti azionari nelle società di media ed è uno dei fondatori di Politique Café (www.politiquecafe.com), un blog pluralista di discussione politica.

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