Il 40% dell’’audiovisivo nel 2012 passerà via internet

| 26 dicembre 2007 |


Secondo alcuni la rete potrebbe potrebbe arrivare addirittura all’ 80% dello share.
– Nel 2008 la vendita di telefonini raggiungerà i 300 milioni di unità vendute, superando per la prima volta la vendita di televisori.
– I costi delle migliori serie Pro-Am (professional/amatoriali) sulla NetTv possono raggiungere ora i 1.000 dollari al minuto, mentre nella Tv classica questo costo raramente scende sotto i 30.000 dollari.

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In un post della fine di novembre, che purtroppo ci era sfuggito, Tommaso Tessarolo aveva pubblicato alcuni dati� molto rilevanti sul futuro della televisione, rifacendosi in particolare a una ricerca intitolata ‘’Digital Video Barometer” e realizzata con la collaborazione di oltre 270 executives dell’industria televisiva americana (‘’quindi – rileva Tessarolo – persone esperte, informate, competenti alle quali � demandato proprio il compito di costruire le strategie future delle loro aziende’’).

di Tommaso Tessarolo

La ricerca ha rivelato come il 90% campione creda che nel 2012 oltre il 40% del consumo di contenuti audiovisivi avverr� grazie a trasmissioni non veicolate dagli attuali sistemi televisivi e quindi, sostanzialmente, via Internet. Il 23% crede che su Internet troveremo oltre il 60% dei contenuti, mentre il 9% del campione pensa addirittura che nello stesso anno Internet possa arrivare ad avere l’80% dello share di mercato (via).

L’ industria televisiva classica – spiega Tessarolo – prevede quindi che Internet avr� un peso enorme. Pensate che secondo le dichiarazioni di Jeben Berg, product marketing manager di YouTube, sul portale video di Google ogni singolo minuto vengono ‘’caricate’’ oltre 8 ore di materiale video. La maggior parte spazzatura o materiale d’ interesse solo per ristretti gruppi di persone. Comunque un dato impressionante che fa capire quanto la gente gi� oggi comunichi e socializzi distribuendo video su Internet, utilizzando un tempo comunque rubato ai palinsesti televisivi classici.

Quanto alle interfacce per accedere a questa gigantesca library di contenuti online avranno sempre pi� peso i telefonini (o i cosiddetti post-computer-device): solo nel prossimo anno raggiungeranno a livello planetario 300 milioni di unit� vendute, superando per la prima volta nella storia le vendite dei televisori.

Al di l� dei contenuti generati in maniera casuale dagli utenti e quindi distribuiti in rete, sul Web avranno un peso crescente le cosiddette produzioni ProAm che riusciranno in buona parte a conquistarsi un’importante fetta di mercato all’interno dell’industria nu-televisiva, soprattutto grazie ad un nuovo processo produttivo low cost ed ai nuovi linguaggi/format utilizzati. Se paragonate infatti alle produzioni televisive classiche queste realt� hanno un vantaggio competitivo senza precedenti proprio nella gestione dei costi. Una serie NetTV al top viene a costare mediamente sui $3000 al minuto (dati confermati da pi� fonti es. Prom Queen, Buried Alive), ma la maggior parte delle serie NetTV ha un costo minuto di un terzo (circa $1000) pur rimanendo con un livello qualitativo (script, cast, girato, montaggio) decisamente alto. Una serie TV ha dei costi molto variabili (in funzione del cast, del numero di riprese, delle location, etc.) ma raramente scende sotto i $30.000 per minuto, raggiungendo picchi ragguardevoli (>$70.000 x minuto). La prossima serie TV co-creata, prodotta e diretta da JJ Ambrams “Fringe” coster� $10 milioni solo per il pilota e la bellezza di $2 milioni per ogni episodio da 45 minuti.

E’ evidente come all’interno di questi margini sia pi� che probabile che esploda letteralmente il nuovo mercato delle produzioni ProAm. E non si creda che la qualit� finale venga ad essere poi cos� tanto compromessa. Pensate solo che oggi con meno di 5000 euro uno studio NetTV � in grado di produrre contenuti in Full HD. Gli studi televisivi italiani sono praticamente tutti in SD ed hanno dei costi di riconversione talmente alti che prima che venga deciso il passaggio passer� ancora molto tempo. Questo per dire che non sar� poi cos� raro gi� dal prossimo anno cominciare a veder marciare le produzioni NetTV in HD con la televisione classica ancora al palo, schiacciata dai suoi stessi costi. Ol�!

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