I MEDIA TRADIZIONALI ANCORA FONTE PRIMARIA DI INFORMAZIONE

| 3 luglio 2007 |




I risultati della ricerca sui blog italiani Diario aperto , condotta da SWG in collaborazione con l’Università di Trieste, Splinder e Punto Informatico – Il 56% del campione non usa i feed Rss

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Nonostante l’ esplosione dei blog il ruolo dei media continua ad essere quello di fonte primaria di informazione, mentre il blog si inserisce piuttosto come un luogo di discussione della notizia.

E’ uno dei principali risultati della ricerca Diario Aperto , condotta da SWG in collaborazione con l’Università di Trieste, Splinder e Punto Informatico. Si tratta – spiega Federico Fasce su Apogeonline ) – di ‘’uno studio per molti aspetti atipico, condotto non solo allo scopo di monitorare lo stato della blogosfera italiana, ma anche per sperimentare nuovi approcci metodologici in Rete’’.

Nel documento riassuntivo dell’analisi si fa menzione del fatto che i blogger siano ancora legati ai media tradizionali, e quindi al cosiddetto agenda setting, per quanto riguarda il reperimento delle fonti e degli spunti. In realtà anche questo dato – aggiunge Fasce – non è poi così sorprendente. Se si guardano gli schemi relativi all’ecologia dell’informazione tracciati da Shayne Bowman, Chris Willis e J.D. Lasica, possiamo facilmente comprendere come il ruolo del media sia ancora quello di fonte informativa principale, e di come il blog si inserisca nel panorama come un luogo di discussione della notizia. A volte, è vero, il blog stesso può diventare fonte. Ma sembra normale che i media, più strutturati e con più mezzi, occupino ancora un ruolo preponderante nella definizione delle fonti.

Quello che cambia, nella teoria dell’agenda setting, non è tanto ciò che viene presentato al pubblico, quanto piuttosto l’esistenza di un nuovo pubblico, molto meno passivo, in grado di commentare, criticare e spesso ridefinire quanto diramato dai media tradizionali.

Un’ anomalia molto più sorprendente arriva invece dal rapporto tra coloro i quali dovrebbero essere più vicini alla tecnologia e la tecnologia stessa. Il fatto che più del 56% della popolazione intervistata dichiari di non utilizzare un applicativo per leggere i feed Rss forse dà ragione a Scott Karp, che tempo fa spiegava come si trattasse di una tecnologia troppo difficile da comprendere per poter essere veramente utilizzata da tutti. Il problema è che non utilizzare un feed reader significa automaticamente avere un panorama di informazione non tradizionale molto più ristretto e soprattutto significa perdere un po’ di vista il fluire delle conversazioni che fa del network dei blog il suo punto di forza.

Al di là di questo la ricerca mostra un quadro piuttosto prevedibile. Ma l’aver messo a disposizione l’intero patrimonio di dati raccolti – conclude Federtico Fasce – potrebbe portare alla nascita di nuove ricerche, magari dirette a un lavoro più qualitativo e alla conoscenza delle dinamiche sociali che si formano all’interno della blogosfera e all’inquadramento del fenomeno in un frame sociologico meglio delineato.

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