GIORNALISTI RUSSI OTTENGONO ASILO POLITICO

| 15 luglio 2007 |


Sono i primi nell’ era Putin – Un articolo dell’ Osservatorio sui Balcani – L’ annuncio del CPJ

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Fatima Tlisova, dell’agenzia di informazione Regnum, e Jurij Bagrov, corrispondente di Radio Svoboda da Vladikavkaz, sono i primi giornalisti russi ad aver ottenuto asilo politico in Occidente nell’era Putin.

L’annuncio ufficiale dell’ottenimento dello status di rifugiati politici da parte dei due reporters russi – rileva un articolo dell’ Osservatorio sui Balcani – proviene dal Comitato per la protezione dei Giornalisti (CPJ), un’organizzazione internazionale con sede a New York.

La notizia, che viene ripresa da Kommersant’ e dai siti delle principali agenzie di stampa russe, fa seguito ad un recente articolo del New York Times secondo il quale i due giornalisti avrebbero presenziato ad una tavola rotonda presso il Parlamento statunitense sui temi dei diritti umani in Caucaso. Pochi giorni dopo, avrebbero organizzato insieme al CPJ una conferenza stampa a Washington per spiegare i motivi della loro fuga dalla Russia. A spingere i due ad espatriare sarebbero state “le ripetute minacce nei loro confronti, le persecuzioni dell’FSB e l’impossibilit di poter svolgere il proprio lavoro senza impedimenti”.

Nel corso della conferenza stampa, la coordinatrice del Cpj per l’Europa e l’Asia centrale, Nina Ognjanova ha dichiarato che “nel Caucaso del Nord in serio pericolo la sicurezza dei giornalisti indipendenti”. Secondo il CPJ, dal 2000 in Russia sarebbero stati uccisi “su commissione” 13 giornalisti. La Russia “guadagnerebbe” il disonorevole terzo posto, dopo Iraq ed Algeria, tra i Paesi pi pericolosi per la categoria (ammonterebbero a 47 i reporters uccisi negli ultimi quindici anni).

Alla lunga lista di giornalisti uccisi di recente in Russia, contenuta nel report annuale del CPJ “Attacks on The Press 2006”, andrebbe con ogni probabilit aggiunto Igor Safronov, esperto in temi di armamenti e difesa del quotidiano Kommersant, misteriosamente precipitato da una finestra del suo palazzo nel marzo di quest’anno.

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