GIORNALI ONLINE: LA FINE DEL MODELLO A PAGAMENTO?

| 20 settembre 2007 |


Dopo l’ annuncio del New York Times di chiudere TimesSelect e di rendere libero l’ accesso al suo sito, Murdoch annuncia di non aver deciso ancora, anche se dice di essere favorevole all’ accesso gratuito – Le entrate dagli abbonamenti al sito online sono molto inferiori a quelle che potrebbero venire dalla pubblicità

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Il New York Times ha annunciato la chiusura del suo servizio online a pagamento, TimesSelect e, appena la notizia si è diffusa, in molti si sono affrettati a chiedere se non si tratti della fine del modello online a pagamento per tutti.

Come reagirà il Wall Street Journal, appena rilevato da Murdoch? Si chiedeva un articolo di editor’s weblog, ricordando che si tratta del più grosso sito a pagamento.

Murdoch – ha annunciato la Reuters – ha dichiarato che sarebbe orientato a rendere gratuito il sito del WSJ, ma che non ha ancora preso una decisione. Il capo della News Corp respinge le critiche di chi ritiene che una mossa del genere potrebbe danneggiare il giornale e che redere gratuito l’ accesso – che ora costa 99 dollari l’ anno – farebbe notevolmente aumentare il numero di lettori e, globalmente, i ricavi.

Secondo la Reuters, alcuni analisti ritengono che aprire a tutti wsj.com potrebbe essere una mossa rischiosa visto che è uno dei rari siti internet costruiti proprio per attrarre clienti paganti. Ma il modello a pagamento avrebbe impedito di attirare una audience generale molto maggiore. E questo ha ristretto la pubblicità online, il cui prezzo dipende dal numero dei contatti.

Murdoch avrebbe tra l’ altro in mente di realizzare una relazione più stretta fra il WSJ e il Dow Jones Newswires, concorrente di Reuters e Bloomberg.

Il motivo della decisione del NYT – scrive Carlo Felice Dalla Pasqua sul suo blog – è spiegato chiaramente nel primo paragrafo dell’articolo del NYT : le entrate degli abbonamenti agli editoriali e all’archivio (anche questo viene “liberato”) non sono in grado di competere con l’aumento delle entrate pubblicitarie che si ottengono con un sito internet completamente gratuito: “The New York Times will stop charging for access to parts of its Web site, effective at midnight Tuesday night, reflecting a growing view in the industry that subscription fees cannot outweigh the potential ad revenue from increased traffic on a free site”. Gli abbonati crescevano, ma non abbastanza: “our projections for growth on that paid subscriber base were low, compared to the growth of online advertising”. Il Times lo ammette: non aveva previsto il fenomenale aumento del traffico generato da alcuni portali e motori di ricerca: “What wasn’t anticipated was the explosion in how much of our traffic would be generated by Google, by Yahoo and some others”.

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