Comincia l’’era Murdoch al WSJ

| 23 dicembre 2007 |



La famiglia Bancroft dopo 105 anni di controllo della società editrice se ne va insieme all’ indipendenza del prestigioso quotidiano economico-finanziario –Murdoch sta cominciando a distillare la nuova filosofia e promette ‘’standard ancora più alti’’, ma una trentina di ‘’veterani’’ dovrebbero lasciare e si parla già di ‘’enorme cambiamento culturale’’ – Della testata resterà soltanto la parola ‘’Journal’’?

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York – La settimana scorsa gli azionisti della Dow Jones hanno benedetto la presa di potere di Rupert Murdoch, il capo di News Corporation. La famiglia Bancroft, dopo 105 anni di controllo della societ� editrice del Wall Street Journal, saluta e se ne va assieme all’ indipendenza del prestigioso quotidiano economico-finanziario considerato una Bibbia dagli addetti ai lavori. Comincia l’era Murdoch, portatrice di interrogativi e incertezze tra cronisti e lettori.

Negli ultimi mesi, Murdoch – che aveva comprato la Dow Jones per oltre cinque miliardi di dollari – aveva preso un ufficio all’interno dell’azienda, cominciando a illustrare le sue idee e a corteggiare personalmente quei reporter che potrebbero passare alla concorrenza. Articoli pi� corti, pi� politica (con sede rafforzata a Washington), pi� cronache dal mondo e dagli States, scontro diretto con un altro mostro sacro del giornalismo a stelle e strisce, il New York Times. Queste sono alcune delle nuove direttive, che comunque faranno parte di una generale revisione di forma, contenuti e personale del rinomato giornale della Grande Mela.
Sono circolate anche altre voci, subito smentite: i pezzi saranno cos� corti da iniziare e finire nella prima pagina, le parole Wall Street verranno tolte e rimarr� soltanto Journal.

� appurato che Murdoch non ama far pagare per i contenuti online – il Wall Street Journal � tra i pochi a continuare a chiedere una tariffa per vedere gli articoli online – ma per il momento il pedaggio telematico rimane.

� abbastanza sicuro, invece, che scompariranno le pagine di Marketplace, che si occupano di tecnologia e tendenze. La sezione verr� rimpiazzata da altri contenuti su cui ancora non si sa niente, mentre la responsabile delle pagine Melinda Beck ha lasciato il posto per curare una rubrica su salute e sanit�.

Sul fronte redazionale, il quotidiano ha gi� perso una decina di giornalisti che non amano Murdoch e hanno preferito altri lidi. I vertici aziendali – sia di Dow Jones sia di News Corp. – hanno fatto sapere che altri venti o trenta redattori lasceranno i loro posti, rimpiazzati da altri. Un veterano della redazione parla di “un enorme cambiamento culturale”: tra qualche mese il Journal conter� su diversi giornalisti che non hanno una lunga esperienza nel quotidiano di Wall Street, ma sono legati a doppio filo con il magnate australiano.

“So che lo standard che vi siete fissati � molto alto – ha detto Murdoch a centinaia di giornalisti del Journal evidentemente nervosi per il passaggio di propriet� – se non altro, adesso vedrete che fisseremo uno standard ancora pi� alto”.

Indicativa la nuova filosofia del giornale, pubblicizzata con grandi paginate sui quotidiani concorrenti: “Libere persone, libero mercato, libero pensiero”.

La Dow Jones non possiede soltanto il Journal (giornale che in quanto a diffusione � secondo solo a Usa Today), ma anche di un servizio di notizie d’agenzia e di altre societ�.

Il padrone di Fox ha promesso un giornale migliore e pi� competitivo. E per far questo ha messo mano ai vertici della Dow Jones. Il direttore esecutivo Robert Zannino, rimarr� solo per la transizione, dopodich� lascer�. Anche Gordon Crovitz, l’editore del Wall Street Journal, ha i giorni contati. Entrambi saranno sostituiti da fidati luogotenenti del magnate australiano.

Zannino passer� il testimone a Les Hinton, attualmente responsabile esecutivo di News International, che include Times e Sunday Times di Londra, The News of the World e The Sun. Hinton � un giornalista di 63 anni che ha lavorato con Murdoch per pi� di quattro decenni. � anche responsabile dei tagli ai giornali britannici della News Corporation.

Crovitz – che secondo indiscrezioni avrebbe voluto mantenere la tariffa all’ingresso dei contenuti telematici del WSJ – verr� sostituito da Robert J. Thomson, direttore del Times di Londra che ha 46 anni, ha lavorato al Financial Times ed � buon amico dell’attuale direttore del Wall Street Journal, Marcus Brauchli. “� giusto essere rispettosi del passato, ma di questi tempi essere ossessionati dalla storia � fatale”, ha detto.

L’ormai ex direttore esecutivo aveva lavorato nell’industria dell’abbigliamento ed era perci� il primo non giornalista ad occuparsi della Dow Jones dal 1930: se ne va dopo due anni in cui ha traghettato la Dow Jones verso spiagge sempre pi� digitali. Zannino ha infatti venduto piccoli quotidiani controllati, ha acquistato MarketWatch.com e la met� del servizio di archivio di Factiva. L’epitaffio che vorrebbe � “pensate pi� ad un impresa mediatica digitale che non ad una impresa giornalistica cartacea: il Wall Street Journal � come un franchise”.

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