Citizen journalism, salvagente dell’informazione

| 3 febbraio 2007 |

The Nation«I quotidiani americani assomigliano ai dinosauri dell’era dei new media, massicce enormi giganti dai costi eccessivi per essere preparati e distribuiti, e che non sembrano poter attirare lettori giovani-e neppure di mezza età-nella quantità necessaria per sopravvivere». Questo uno stralcio della cover story dell’ultimo numero del settimanale progressista The Nation, centrato su un tema di grande attualità, il futuro del giornale e, per estensione, del giornalismo come strumento di strumento centrale per una cittadinanza informata e partecipativa.
John Nichols, uno dei pionieri del blogging politico statunitense, spiega che «né il broadcast né i media digitali hanno sviluppato l’infrastruttura redazionale o il livello di credibilità tipico dei giornali». Mentre il calo diffuso della circolazione è tutt’altro che una una tendenza temporanea, e in Europa l’innovazione sembra andar meglio, l’importante è non lasciare il dibattito nelle mani delle corporation che hanno dimostrato di fallire alla grande. Concludendo con un pressante invito al citizen journalism: «I cittadini (americani)… devono unirsi a reporter e redattori nella battaglia per assicurarsi che, qualora i quotidiani non dovessero farcela, il giornalismo continui a sopravvivere».
Un ampio resoconto è disponibile sul bollettino di LS-DI.

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