CINA, WIKIPEDIA TORNA LIBERA MA LA CENSURA SU TIEN-AN-MEN RESTA IMPLACABILE

| 17 giugno 2007 |



La ‘’balia’’ abolisce a Pechino la censura sulla più grande enciclopedia del mondo- Sette licenziamenti in un quotidiano per un annuncio-omaggio alle madri dei manifestanti uccisi nel 1989

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Wikipedia è libera in Cina, ma la censura sui fatti di Tien-A-Men continua a colpire e nei giorni scorsi sette dipendenti – tre giornalisti e quattro impiegati – di un giornale del sud-ovest del paese sono stati licenziati in tronco per un annuncio-omaggio alle madri dei manifestanti uccisi nel massacro del 1989.

Di una liberazione di Wikipedia si parlava da un po’ – spiega un articolo di ItNews -, e ora l’Enciclopedia libera più grande del mondo è aperta al pubblico (e ai server) cinesi. A porre fine alla censura è stata proprio quella che i bloggers definiscono “balia”, il governo di Pechino.

Bloccata da quella che i bloggers cinesi chiamano «la balia» una prima volta nel giugno del 2004, fu ripristinata dopo un paio di settimane. Il 21 ottobre del 2005 un nuovo blocco, che dura pochi giorni. E così via fino all’ultimo intervento censorio, nel novembre dello scorso anno. Secondo l’opinione prevalente tra i «navigatori» cinesi di Internet a suscitare i timori del governo e l’intervento della censura è stato il progetto di creare una Wikipedia cinese, che come l’originale si sarebbe formato col contributo di migliaia di volontari indipendenti che avrebbero liberamente introdotto i loro testi nel sito. Il progetto è ora stato abbandonato dai suoi promotori.

Lanciata nel 2001, l’enciclopedia online ha oggi più di seimila collaboratori ed è disponibile in 50 lingue diverse.

Intanto ogni riferimento alla sanguinosa repressione delle manifestazioni di Tien-An-Men continua ad essere assolutamente proibito. Li Zhaojun, redattore capo del quotidiano ‘’Chengdu Wanbao’’ e altri due membri della redazione del tabloid, insieme a quattro impiegati del settore pubblicità, sono stati licenziati per aver lasciato passare, nel 18° anniversario del massacro, un annuncio dal titolo: ‘’Omaggio alle madri delle vittime del 4 giugno’’.

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