Cina: viaggio nel cuore della censura online

| 14 ottobre 2007 |


Un esperto cinese rimasto anonimo ha redatto per conto di Reporters sans frontières e dell’ organizzazione Chinese Human Rights Defenders, un Rapporto che analizza in dettaglio il sistema di censura, di sorveglianza e di propaganda del web realizzato dalle autorità cinesi – Il documento diffuso alla vigilia del 17/o Congresso del PCC

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Il Partito comunista cinese e l’ amministrazione statale hanno impiegato risorse umane e finanziarie colossali per impedire l’ emergere di una vera libertà di espressione su Internet.

Lo spiega un Rapporto che un esperto cinese che lavora in un’ azienda del settore – e che ha chiesto di restare anonimo – ha redatto per conto di Reporters sans frontières e dell’ organizzazione Chinese Human Rights Defenders, analizzando in dettaglio il sistema di censura, di sorveglianza e di propaganda del web realizzato dalle autorità cinesi.

RSF ha diffuso il Rapporto (che può essere scaricato in inglese oppure in francese) alla vigilia dell’ apertura del 17/o Congresso del Partito comunista di Cina.

Parallelamente le due organizzazioni hanno rivolto a Pechino un appello ad allentare la sorveglianza e il controllo di internet affinché ‘’i cittadini cinesi possano esercitare i loro diritti all’ espressione, all’ informazione e alla libertà di stampa’’.

“Questo sistema di censura che non ha equivalenti nel mondo – rileva l’ appello – è un insulto allo spirito di libertà del Web. A meno di un anno dai giochi olimpici di Pechino, è urgente che il governo cessi di bloccare migliaia di siti internet, di censurare l’ informazione sul web e di arrestare gli internauti’’.

“Viaggio al cuore della censura di Internet” delinea fra l’ altro l’ organigramma preciso di questo sistema di controllo, i cui protagonisti sono l’ Ufficio di gestione della propaganda su internet, che fa capo all’ Ufficio informazione del Consiglio di Stato (governo), l’ Ufficio informazione e opinione pubblica del Dipartimento della pubblicità (ex propaganda) e l’ Ufficio Internet del Dipartimento della pubblicità.

Il Rapporto contiene anche una serie di testi realizzati su alcune parole-chiave. I risultati mostrano chiaramente che esistono ancora delle disparità a livello di censura, ma che su tutti i temi sensibili le autorità soo riuscite a convincere i media online ad autocensurarsi massicciamente.

Per aggirare la censura, il Rapporto preconizza l’ utilizzo dei proxies e delle nuove tecnologie di nternet (blog, forum di discussione, telefonia via internet, ecc.), ma consiglia ugualmente di approfittare della diversità nei livelli di censura fra provincia e provincia o fra strutture amministrative.

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