Cambia l’ economia delle notizie e si frantumano i ruoli nei giornali

| 18 ottobre 2007 |


Lo sviluppo di nuovi tipi di aziende editoriali che distribuiscono contenuti su internet come un tempo i distributori diffondevano i giornali nelle varie reti di vendita

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Per più di un secolo la maggior parte dei giornali sono stati ‘’integrati verticalmente’’, con cronisti, redattori, tipografi, distributori che lavoravano tutti per la stessa azienda. Ma internet – osserva Steve Boriss in NewsOrgStructuresta completamente trasformando l’ economia delle notizie.

Ora che le fonti hanno un accesso diretto agli utenti dell’ informazione, la parola reporter perde senso (reporters are sounding more like repeaters,in inglese, ndr). La funzioni dei cronisti confluiscono in quelle delle aziende di PR, di chi fa notizia, dei portavoce, dei testimoni, degli esperti e di chiunque altro abbia un interesse nelle varie vicende.

I redattori non si limiteranno più a ‘‘passare’’ gli articoli dei colleghi e saranno costretti a competere con quelli che mischiano i fatti con le opinioni, fregandosene del dogma dell’ obbiettività giornalistica. La loro funzione si mescolerà con quella degli opinionisti e degli addetti al mercato quando dovranno lavorare per costruire quella audience che può attirare gli inserzionisti. I lavori di chi stampa, trasmette pezzi o consegna i giornali verrà eliminato quando tutta l’ informazione convergerà su internet.

La loro funzione verrà sostituita da aziende che sono indifferenti ai contenuti, che forniscono il software e i sistemi editoriali che consentono di diffondere l’ informazione – come MySpace, Digg, YouTube, Google News, and Blogger.

Scott Karp* ha esplorato in questi giorni l’ andamento del dibattito su temi quali la “media consolidation” e le economie di ‘’scala” necessarie per aver successo nell’ online. Ma ultimamente, questi dibattiti apparentemente urgenti, da vita-o-morte, si sono improvvisamente fermati di fronte ai costi ultra-bassi e al fatto che il carattere di alta frammentazione di internet li rende del tutto senza senso. E’ probabile che, presto o tardi, il mercato riscopra qualche beneficio nella concentrazione e nelle economie di scala. Ma a quel punto quale potrà mai essere il beneficio competitivo per delle strutture redazionali più concentrate?

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*Scott Karp, CEO e cofondatore di Publish2, Inc, è anche direttore ed editore di Publishing 2.0, un seguitissimo blog sulle trasformazioni nell’ economia dei media, ed è considerato uno dei 40 più influenti personaggi nel mondo dell’ editoria per il 2007.

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