Monthly Archives: novembre 2007

Internet e devianza giovanile: ma esiste davvero una relazione?

26 novembre 2007

Un incontro all’ Università di Urbino dopo i ripetuti riferimenti che le cronache di questi giorni hanno fatto a un presunto rapporto fra la rete e i comportamenti devianti delle giovani generazioni --------------

Ma esiste davvero una relazione fra l’anonimato consentito dall’uso dei personal computer come mezzo di comunicazione e la devianza giovanile? Come cambia l’idea di privato quando la logica del reality diventata propria di un’intera generazione? Cosa ci riserva il futuro in un mondo in cui tutti dispongono di un megafono e sono pronti ad usarlo per dire qualunque cosa gli passi per la testa? Cosa ne sarà della nostra cultura quando gli esperti vengono sostituiti da una massa di non professionisti come nel caso di Wikipedia o delle diverse forme di giornalismo dal basso?

Sono domande che si rincorrono in maniera ricorrente in questo periodo in relazione a episodi di cronaca ''nera'' e che saranno al centro di un incontro in programma il 30 novembre all’ Università di Urbino.

Alcuni recenti episodi – spiegano gli organizzatori in una nota - hanno attirato l’attenzione di televisioni, quotidiani e settimanali sul mondo della rete e sui comportamenti devianti della generazione che usa quotidianamente Internet.

Per la prima

La pubblicità del futuro sempre più ‘’virale’’

26 novembre 2007

I siti di social networking, con le opinioni degli utenti, diventano una nuova potente arma per gli inserzionisti, secondo un studio della Royal Mail britannica e dalla Future Foundation -------------------

La pubblicità del futuro passa attraverso i siti di social network. Per molto tempo bistrattati proprio dagli inserzionisti perché non riuscivano a fare profitti nonostante l’ampio numero di utenti, i vari MySpace, Beo e Facebook sembrano ora aver trovato la chiave di volta. Lo rileva un articolo di ItNews ) spiegando che, secondo uno studio pubblicato il 23 novembre dalla Royal Mail britannica e dalla Future Foundation, gli utenti di community sono generalmente più propensi ad acquistare un prodotto dietro consiglio di un altro utente che condivide le sue stesse esperienze o che frequenta lo stesso ‘’bar digitale’’.

Su questa strada – prosegue ItNews - gli sviluppatori di Facebook hanno creato dei programmi interattivi esterni che consentono agli utenti di offrire pareri su qualsiasi cosa, su qualsiasi prodotto.

Molte di queste applicazioni esterne sulle opinioni vengono oggi usate da milioni di altri utenti.

In sostanza, conferma e ribadisce lo studio, la pubblicità del futuro passa attraverso le opinioni degli utenti

Al Jazeera english sta per lanciare un network negli Usa

24 novembre 2007

Lo ha annunciato il capo della sede londinese della società – Sconfitto il pregiudizio che la vede come ‘’l’ emittente dei terroristi’’

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Al Jazeera English lancerà un network in America nei prossimi sei mesi. Lo ha annunciato il capo della sede di Londra dell’ emittente, Sue Phillips, spiegando che il canale –  attualmente visibile negli Stati Uniti solo attraverso il web tramite un accordo con You Tube – sta riuscendo a sconfiggere il pregiudizio che la considera sbrigativamente  ‘’l’ emittente dei terroristi’’.

Parlando in occasione delle cerimonie per il suo primo anno di vita, Phillips, ex capo della CBC (Canadian Broadcasting Corporation) ha anche ribattuto alle critiche di autocensura rispetto alle vicende del Qatar, dalla cui amministrazione verrebbe finanziata.

Phillips ha spiegato che l’ obbiettivo finale per Al Jazeera English sarebbe autofinanziarsi attraverso pubblicità e abbonamenti.

Al Jazeera English era stata lanciata il 15 novembre del 2006 con tre sedi principali: Kuala Lumpur, Londra e Washington, oltre alla sede centrale a Doha, la capitale del Qatar. Al Jazeera English ha

Un reporter che fa tutto da solo

24 novembre 2007

L’ esperimento di videogiornalismo su un canale satellitare tedesco, Sat1 per riuscire a far parlare davvero, con il minimo di mediazioni, i veri protagonisti – L’ esperienza di Michael Rosenblum

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - I reporter del futuro faranno tutto da soli: operatori di macchina, tecnici del suono, produttori, narratori. È l’esperimento di 24 Stunden-My Story, proposto dal canale satellitare tedesco Sat1.

Cosa racconta questo programma? La vita quotidiana di un berlinese di 23 anni che fa il concierge in Vietnam, ad esempio. “Bisogna annullare le distanze tra spettatore e giornalista”, dicono a Sat1.


A New York questo tipo di video-giornalismo è già realtà. I vantaggi? Sul lato economico, impareggiabili: si paga una sola persona al posto di tre, una telecamera che solitamente costerebbe 60 mila dollari viene sostituita da un’altra a 3.500, l’hardware per il montaggio video è rimpiazzato da un portatile da 1.500 dollari. Quale futuro per il video-journalism (VJ)? Forse il web. O forse l’hyperlocal, visto che

Pubblicità: un calo del 7,4% sui giornali Usa

24 novembre 2007

Il settore più colpito è stato quello degli annunci immobiliari, che ha perso il 24,4% - Continua invece a crescere l’ online, anche se a un ritmo meno intenso – Monta la preoccupazione tra gli investitori americani che questo rallentamento possa avere ripercussioni sulla spesa pubblicitaria nel 2008

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(via AP e 9colonne)

La pubblicità sui giornali Usa è calata del 7.4% nel terzo quadrimestre, secondo una ricerca diffusa in questi giorni, con una secca perdita soprattutto nei piccoli annunci che non compensa il guadagno che si è registrato nella pubblicità online.

I ricavi dalla pubblicità a stampa sono scesi del 9%, toccando i 10,1 miliardi di dollari nel periodo giugno-settembre, ha precisato la Newspaper Association of America (NAA), con una punta massima del 17% per i piccoli annunci.

In quest’ ultimo settore gli immobiliari hanno avuto la peggiore performance, con un calo del 24,4% nel quadrimestre, ma anche altri due importanti settori sono stati colpiti: la ricerca di personale e le auto, scese rispettivamente del 19,7 e del 17,7%.

Frivolo Twitter? Assolutamente no

23 novembre 2007

Steve Outing, uno dei principali teorici e sviluppatori del citizen-journalism, spiega come i cronisti possono usare Twitter per ‘’velocizzare’ al massimo il flusso di notizie dal luogo di un grosso avvenimento -----------------

di Steve Outing
(da Poynter online )

Un ordigno terrorista uccide dozzine di persone. Un tornado distrugge una zona della città. Un giovane studente spara a scuola sui compagni.

Fino a poco tempo fa avresti dovuto urgentemente aprire un blog per ‘’coprire’’ episodi come questi che si fossero verificati nella tua zona. Al cronista si chiede di mandare velocemente un po’ di notizie. I redattori cercherebbero particolari su altre fonti da aggiungere al materiale a mano a mano raccolto e i lettori� dovrebero costantemente aggiornare il sito per avere gli ultimi sviluppi della vicenda. E’ stato così fino al 2004! Probabilmente molti fanno ancora così, ma il blog con le ultime notizie urgenti sta per essere soppiantato (o forse � meglio dire affiancato) dalle ultime notizie fatte via Twitter*.�

Quando mandi un reporter su un posto digli di scrivere dei pezzettini (non più di 140 battute)

La ‘’extraordinary rendition’’ di Maher Arar: denunciate le responsabilità della stampa canadese

23 novembre 2007

Il giornalista investigativo Andrew Mitrovica sottolinea in un video diffuso in questi giorni da Media Channel una vicinanza non solo fisica, ma anche simbolica tra stampa e potere, e denuncia alcuni suoi colleghi che hanno gettato fango su Arar (nella foto sopra), vittima degli abusi, “smontando la sua credibilità e distruggendo il suo nome” - “Alla fine la verità è venuta a galla” dice il giornalista, ma il problema rimane: i media, sia la carta stampata che la televisione, hanno partecipato alla distruzione di un cittadino canadese

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Arrestato, interrogato, torturato. Per più di dieci mesi, in una sperduta prigione siriana. Eppure era innocente. E’ l’agghiacciante storia di Maher Arar, cittadino canadese nato in Siria, fermato dalle autorità americane che lo hanno trasportato all’estero dove è stato ripetutamente torturato. Un caso di extraordinary rendition come quello raccontato dall’ominimo film di Gavin Hood. Ad allarmare non è soltanto la brutale violazione dei diritti umani, ma il ruolo ambiguo di una parte della stampa canadese.

La denuncia arriva da Media Channel, che ospita un video del

La linea liberista del capo della FCC provoca anche proteste di piazza

22 novembre 2007

L’editore del Seattle Times, Frank Blethen, ha bollato come “incosciente” la proposta di Kevin Martin - Molte persone sono scese per strada a protestare durante le audizioni della FCC, facendo ricordare la nascita del movimento No Global – Proteste anche a Washington

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Una seconda Seattle, la città dove è nato il movimento No Global. Stavolta, però, i manifestanti hanno indirizzato le loro proteste contro la decisione della Federal Communications Commission – l’organo che detta legge sui media a stelle e strisce – di permettere ai proprietari dei media di gestire contemporaneamente un giornale e una televisione o una radio nella stessa città (come raccontato da LSDI il 13 novembre scorso).

Dopo nove ore di seduta a Seattle per ascoltare centinaia di persone, il capo della FCC, Kevin Martin, ha fatto una proposta che definisce “moderata ed equilibrata”: si potrà possedere contemporaneamente un giornale e un’emittente televisiva o radiofonica in uno dei venti principali mercati degli Stati Uniti. Tra questi c’è anche Seattle, il quattordicesimo mercato mediatico degli Usa. La proposta di

Cambia l’architettura del giornale ma non si sa come sarà la redazione del futuro

22 novembre 2007
Free Press

Se da una parte i quotidiani stanno lottando per sopravvivere puntando su web, maggiore copertura locale e uno staff sempre più ridotto, dall’altra stanno trasformando in maniera drammatica architettura e funzionamento delle redazioni - Jennifer Carroll, vice presidente della Gannett per i contenuti dei nuovi media, aggiunge: “Non stiamo parlando di spostare qualche mobile, stiamo parlando di ripensare completamente il modo in cui facciamo giornalismo” – Le redazioni come ‘’imprese di notizie’’ – Il caso dell’ Atlanta Journal-Constitution – I reporter del ‘’branco’’ – Il rischio di perdere il controllo dell’ intero processo di produzione delle notizie - Un articolo di  Carl Sessions Stepp, dell’ American Journalism Review.

 

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di Carl Sessions Stepp*
American Journalism Review, Ottobre/Novembre 2007

Multimediale, ma fino a un certo punto…

21 novembre 2007

Anche il giornalismo multimediale ha i suoi limiti, spiega Ben Hammersley in una intervista a Samsa News – ‘’Una cosa è saper dominare tutti i ferri del mestiere, un’ altra è pretendere che un giornalista possa usarne più di due contemporaneamente per lo stesso servizio''

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Trentun anni, lavora alla BBC (non nel salone di una redazione, ma in posti per nulla facili come Afganistán, Iran, Birmania o Turchia), è autore di vari libri tecnici e di guide per programmatori e viene considerato uno degli uomini che hanno reso popolare il format RSS . E’ Ben Hammersley , indicato anche come il prototipo del giornalista multimediale, visto che può esprimersi con tutti gli strumenti: web, blog, videoclips su You Tube, foto su Flickr, Twitter, del.icio.us, Google Maps…

Ma nonostante questo Ben Hammersley è convinto che l’ esercizio del giornalismo multimediale abbia anche i suoi limiti. Che una cosa è dominare i ferri del mestiere – e quanto meglio è possibile – e un’