Monthly Archives: ottobre 2007

Immaginando i giornali del 2020

26 ottobre 2007

‘’Envisioning the Newspaper 2020’’, un Rapporto di ’Shaping the Future of the Newspaper’’ (WAN) , con le previsioni sul futuro dei quotidiani da parte di futurologhi, accademici ed esperti --------------------


A che cosa somiglieranno i giornali nel 2020? Il progetto ‘’Shaping the Future of the Newspaper’’ – che fa capo alla Associazione mondiale dei giornali (World Association of Newspapers, WAN) -� ha chiesto a 22 futurologhi, accademici, manager industriali, pionieri di internet e altri esperti di immaginare il futuro dei giornali e le loro risposte dicono molto anche del presente del business dei giornali.


Ne � nato un ampio Rapporto dal titolo "Envisioning the Newspaper 2020"*.


Qualcuno sostiene che i giornali somiglieranno a un magazine patinato. Qualche altro che essi verranno tagliati a misura di ciascun lettore. Altri ancora li vedono come dei network generatori di notizie o degli hub digitali di informazioni.

Tutti questi scenari hanno una cosa in comune: si basano sulle tendenze con cui attualmente l’ industria dei giornali sta evolvendo e cresce l’ economia del multimediale.��

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LÂ’’Asia guida lo sviluppo dellÂ’’industria globale dei giornali

25 ottobre 2007

Cina, Giappone e India i motori della crescita – In Occidente invece i giornali hanno perso quasi 6 milioni di lettori in dieci anni – La Conferenza della World Association of Newspapers

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In linea col trend economico globale, Cina, Giappone e India saranno i motori della crescita globale dell’ industria dei giornali nel mondo, bilanciando così l’ andamento negativo della stampa nel mondo occidentale. in linea col trend economico globale. E’ la previsione della Conferenza della World Association of Newspapers che si è svolta nei giorni scorsi ad Amsterdam.

Il Rapporto annuale diffuso da Yomiuri Shimbun qualche giorno fa – rileva un articolo di Allheadlinenews - mostra che il 92% dei giapponesi considera i giornali come necessari e l’ 87% ‘’notevolmente’’ o ‘’moderatamente’’ affidabili i loro contenuti.

In India, la Ricerca sulla Readership nel 2007 afferma che il numero dei lettori è diminuito in sei dei 10 giornali più importanti del paese, mentre i quotidiani più grandi, Dainik Jagran (16.5 milioni di lettori) e il Times of

Vendere meno copie ed essere felici

25 ottobre 2007

Per qualche testata USA il calo è ‘’pilotato’’ e si parla di ‘’qualità della diffusione’’: così meglio perdere il 10% di readership (i lettori non fedeli) che spendere per conquistare abbonamenti costosi – Nel 2006 costava 68 dollari acquisire un abbonato contro la metà del 2002 – E sono per primi gli inserzionisti che consigliano di trascurare i lettori occasionali – L’ esempio del Los Angeles Times e la riduzione delle aree geografiche di presenza

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di Matteo Bosco Bortolaso

NEW YORK - Declino dei giornali? Non tutto il male vien per nuocere. Diversi quotidiani americani non sembrano preoccuparsi di aver perso il 10% dei lettori negli ultimi sette anni. Trovare, servire e mantenere certi abbonati costa. E talvolta non è conveniente spendere soldi per convincere lettori che non sono abbastanza fedeli alla testata.

“È una decisione economica razionale, quella di focalizzarzi sulla qualità piuttosto che sulla quantità della diffusione, lasciando perdere quegli abbonati che costano di più e rendono meno” dice Colby Atwood, presidente della Borrell Associated, azienda che studia il mercato dei media.

Diversi inserzionisti hanno cambiato approccio sulla diffusione della carta stampata. Negli anni dorati,

Il modello St. Petersburg, giornalismo ‘visionario’ di qualità

24 ottobre 2007

Una testata in controtendenza, di proprietà di privati (il prestigioso Poynter Institute) e non di corporation, e che non guarda solo al profitto – Il giornale della Florida punta sulle inchieste e gli approfondimenti, utilizzando le agenzie per la cronaca di ruotine- Ma i problemi, anche di diffusione, non mancano

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Le complicate tasse della Florida e la crisi delle assicurazioni. I problemi dell’istruzione e le specie animali in via di estinzione. L’affollamento delle prigioni locali e la guerra in Iraq, raccontata da corrispondenti e fotografi mandati sul campo, non dalle agenzie. Questi e molti altri argomenti vengono affrontati in profondità dal quotidiano St. Petersburg Times attraverso reportage e indagini approfondite per scandagliare e capire la realtà locale (compresi i soldati della città spediti a Baghdad).

Ma come può permettersi un lusso del genere, il più diffuso giornale della Florida, nonostante le ristrettezze economiche che la carta stampata deve affrontare? A St. Petersburg la risposta è semplice: rinunciando alla cronaca spicciola: meno politica, economia,

La stampa e il “caso Dal Molin”?. Un ruolo molto discutibile

22 ottobre 2007
Dal Molin

Una tesi sul comportamento dei giornali nella vicenda della nuova base Usa a Vicenza – La stampa terminale passivo di chi vuole controllare l’ informazione su se stesso

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Sul caso Dal Molin (una sorta di delirio italiano  per il modo oscuro e controverso in cui è stato gestito da tutti coloro che ne hanno preso), i giornali hanno  svolto un lavoro molto discutibile, sia nella forma che nei contenuti, mostrando in pieno la malattia dell’ informazione di oggi, quella che porta il giornalismo ad essere sempre più il terminale passivo di flussi informativi attivati in prima persona da altri soggetti pubblici e privati, che intendono controllare modi e tempi della comunicazione che li riguarda.

Sono alcune delle conclusioni della tesi  ‘’La stampa e il caso Dal Molin” con cui Elena Dante* si è laureata in

Il Mercato vuole ancora stampa, 1,6 miliardi di lettori ogni giorno

22 ottobre 2007

Segnali positivi dal fronte dei giornali - La Conferenza e l’ Expo ‘’The World Editor & Marketeer’’ che si sono chiuse venerdì scorso ad Amsterdam – ‘’ I giornali sono un settore economico ancora in sviluppo’’, secondo il direttore della WAN, l' associazione mondiale degli editori di giornali

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Ancora segnali positivi dal fronte dei giornali. Anche la Conferenza e l’ Expo ‘’The World Editor & Marketeer’’ che si sono chiuse venerdì scorso ad Amsterdam  hanno mostrato una grande vitalità del settore, sia nella stampa che nell’ online.


Secondo la World Association of Newspapers (WAN), che ha organizzato gli incontri, la Conferenza ha illustrato un ’ ampia varietà di strategie innovative che le aziende editoriali stanno utilizzando per aumentare il numero di lettori e i ricavi. Sono stati analizzati casi di sviluppo nella integrazione delle redazioni, il lancio di nuovi giornali e siti online, le strategie di promozione della diffusione e diverse idee che possono aiutare i giornali a prosperare.

"I giornali sono un settore economico in sviluppo, come diffusione, percentuale di mercato e reddito

Uno sponsor per articolo: un giornale di Memphis (Usa) ci prova

22 ottobre 2007

Il Commercial Appeal ha avuto l’ idea di ‘’monetizzare’’ il proprio contenuto, facendo sponsorizzare un reportage economico da Federal Express – La redazione si è opposta e l’ accordo è saltato, ma i tentativi di ‘’monetizzare’’ quanto più è possibile i contenuti giornalistici continueranno

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Il Commercial Appeal di Memphis ha avuto l’ idea di ‘’monetizzare’’ il proprio contenuto. Articoli, fotografie, grafici, titoli, ecc., tutto quello che appare sul giornale o nei videocast, nelle presentazioni multimediali e nelle foto-gallerie che appaiono sul sito web può essere sponsorizzato da qualcuno attraverso delle righe inserite nel corpo degli articoli.

Lo segnala Connie Coyne sul Salt Lake Tribune raccontando che il giornale aveva raggiunto un accordo con la Federal Express, secondo cui l’ azienda, una delle maggiori di Memphis,  avrebbe  sponsorizzato – accollandosi il costo degli inviati – un reportage in sei puntate su come la città del Tennessee è collegata alle altre parti del mondo.

La serie sarebbe stata pubblicata con la sponsorizzazione esplicita di Federal EXpress.

I giornali finora hanno

Le tavole della legge per gli UGC

22 ottobre 2007

Le grandi major della produzione di contenuti sottoscrivono 15 regole ferree per il rispetto del copyright: una sorta di censura preventiva dei cosiddetti Contenuti Generati dagli Utenti – La diversa posizione di Google – Un articolo di Tommaso Tessarolo

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E’ giunto il tempo delle regole. L’universo degli UGC (cioè i cosiddetti Contenuti generati dagli utenti, ndr) da oggi non sarà più lo stesso, di certo non più un porto franco dove poter fare o trovare quel che si vuole. CBS , Dailymotion, Microsoft , NBC Universal, News Corp’s FOX e MySpace, Viacom, e Walt Disney si sono sedute intorno ad un tavolo ed hanno redatto le sacre scritture, 15 regole che chiunque voglia entrare o semplicemente rimanere nel business degli UGC dovrà da oggi rispettare.

Lo scrive Tommaso Tessarolo sul suo blog omonimo, spiegando che


ad una prima lettura sembra di trovarsi di fronte all’apoteosi dell’ovvio, ma soffermandosi sui passaggi chiave si capisce il perché di questa operazione. E’ una sorta di minaccia velata nei confronti del mondo Internet: o si rispettano le tavole o partiranno

La verità sui giornali gratuiti

21 ottobre 2007

Il numero dei lettori che abbandonano i giornali a pagamento per quelli gratuiti è minimo - Non è affatto detto che i gratuiti raggiungano il target di lettori che essi sostengono di raggiungere – Un intervento di Piet Bakker, uno dei principali studiosi del fenomeno della free press

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(da Shaping the Future of the Newspapers )


I giornali gratuiti sono una grande forza editoriale, specialmente in Europa, dove vengono pubblicate i due terzi delle 42 milioni di copie stampate ogni giorno.

Piet Bakker*, uno dei più importanti analisti al mondo in questo settore, ha compiuto un’ analisi del fenomeno della free press e del suo impatto sul mercato dei quotidiani nel corso della World Editor & Marketeer Conference (qui) che si è tenuta nei giorni scorsi ad Amsterdam.


Distributori di free press (foto da jspad/flickr)

Ecco qualcuna delle sue osservazioni:


- Il numero dei lettori che abbandonano i giornali a pagamento per quelli gratuiti è minimo.

- Non è affatto detto che i gratuiti raggiungano il target di

Contro i ‘’tagli’’ alle inchieste nasce in Usa un gruppo specializzato in giornalismo investigativo

21 ottobre 2007

Paul Steiger

Si chiama Pro Publica e sarà finanziato con 10 milioni di dollari l’ anno da una coppia di imprenditori californiani schierati coi democratici – La struttura non ha fini di lucro e assumerà oltre 35 persone, fra cui 24 giornalisti, reporter di grande esperienza e giovani cronisti appassionati del lavoro investigativo – Il gruppo cercherà di ‘’vendere’’ ai vari giornali i suoi reportage

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di Richard Perez-Pena (dal New York Times )

Mentre continua la battaglia dei giornali contro i tagli al lavoro di inchiesta, un nuovo tipo di giornalismo di prima linea spera di poter colmare il gap.
Paul E. Steiger, uno dei principali redattori del Wall Street Journal per 16 anni, e una coppia di imprenditori californiani stanno costituendo un gruppo di giornalisti investigativi che metteranno a disposizione dei media il loro lavoro.

Il gruppo non ha fini di lucro ed è stato chiamato Pro Publica. Sottoporrà le varie ipotesi di inchiesta a quei giornali o settimanali ( ma anche ad altri media, eventualmente) a cui quel