Monthly Archives: settembre 2007

E SE I GIORNALI DIVENTASSERO TUTTI GRATUITI?

23 settembre 2007

Un articolo su FollowTheMedia di Philip M. Stone, esperto di media ed ex dirigente del settore editoriale della Reuter’s - Vendite e abbonamenti negli Usa rappresentano ormai solo il 15-20% dei ricavi e la pubblicità è in calo: diventando gratuiti, come su internet, i giornali aumenterebbero lettori e attirerebbero inserzionisti più motivati

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Per i giornali a pagamento i ricavi da vendite e abbonamenti sono in media pari al 15-20% del fatturato globale. E quindi per gli editori ormai si pone con forza il quesito: è meglio un giornale che ricava il 15-20% dalle vendite ma la cui diffusione diminuisce e raccoglie meno pubblicità, oppure sarebbe meglio se il giornale raddoppiasse o addirittura quadruplicasse le copie, aumentando quindi i ricavi pubblicitari visti gli incrementi di readership?

E poi, se su Internet un giornale dipende in maniera esclusiva dalla pubblicità, perché non fare lo stesso con quelli a stampa? Può il fatturato pubblicitario crescere di più di quanto si ricava dalle vendite?

Sono le domande che si pone Philip M. Stone , esperto di media ed

REUTERS SPERIMENTA LA FACIAL-RECOGNITION PER INDICIZZARE MEGLIO I SUOI VIDEO

22 settembre 2007

La tecnologia è stata realizzata da Viewdle e analizza ogni settore dei video identificando le persone che vi appaiono

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Reuters sta sperimentando la cosiddetta ‘’facial-recognition technology’’ , allo scopo di indicizzare e rendere individuabili tutti i contenuti dei suoi video.  

La tecnologia, inventata da  Viewdle, , analizza ogni angolo del video, cercando di identificare le persone che vi appaiono.


La novità arriva giusto il giorno dopo che la Reuters  ha annunciato un accordo con Attributor per utilizzare i suoi sistemi di monitoraggio dei contenuti in modo da controllare la distribuzione delle notizie online nei social media.


Gli sviluppatori spiegano che la ‘’facial-recognition technology’’ potenzia l’ indicizzazione interna dei contenuti ed aumenta le possibilità pubblicitarie.

Inserendo un nome in un apposito spazio per le ricerche ,  il programma automaticamente segnala il video dove  la persona appare, spiega per quanto tempo compare e in quali altri video essa è filmata.

‘’SUICIDI” VIRTUALI: SOLO SENSAZIONALISMO?

22 settembre 2007

Il Times di Londra ha consacrato un lungo articolo alle persone che mettono fine alla propria esistenza su alcuni siti di networking sociale come Facebook. Si tratta soltanto di sensazionalismo a buon mercato, si chiede su Transnet Francis Pisani, … oppure di qualche cosa di più interessante?

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Il Times di Londra ha consacrato un ampio articolo alle persone che mettono fine alla propria esistenza su alcuni siti di networking sociale come Facebook.

L’ esempio più impressionante è stato quello di Stephanie Painter, una giovane donna il cui compagno era geloso per i legami che lei conservava con alcuni vecchi flirt. Per risolvere la questione in maniera radicale, la donna ha distrutto il suo profilo. Una morte ‘’rapida e senza dolore’’, precisa l’ articolo all’ inizio.

Non è altro che l’ eliminazione dell’ io virtuale, naturalmente, ma – secondo Francis Pisani - si potrebbe prestare a delle nuove formule giornalistiche tipo ‘’suicidio su Facebook”. Ci sarebbe, a proposito, anche un gruppo che starebbe preparando un suicidio collettivo (sarebbero 143 persone, ma non ho verificato).

‘’Trovo

LE SETTE MERAVIGLIE DEL MONDO (DEL GIORNALISMO)

21 settembre 2007

Poynter Institute, ha lanciato un referendum per scegliere quali sono le ‘’meraviglie’’ della storia del giornalismo - ‘’Si potrà così insegnare giornalismo in maniera interattiva, ricordando le glorie del passato, ma con un occhio al futuro’’

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Roy Peter Clark , vicepresidente di Poynter Institute, ha lanciato un referendum per scegliere quali sono le Sette meraviglie del mondo del giornalismo.

‘’Abbiamo creato un processo – spiega Clark in un articolo su poynteronline - attraverso cui, col vostro aiuto, si potrà insegnare giornalismo in maniera interattiva, ricordando le glorie del passato, ma con un occhio al futuro’’.

Il processo si svolgerà in tre parti:

1. Vi chiederemo di aiutarci a scegliere le ‘’meraviglie’’ in sei categorie:

  • Documenti (come il Primo Emendamento)
  • Persone (come Walter Cronkite)
  • Istituzioni (come la BBC)
  • Eventi (come la pubblicazione dei documenti del Pentagono)
  • Tecnologia (come l’ invenzione del telegrafo)
  • Lavoro (come la prima

GOOGLE DAVANTI A TUTTI NEI VIDEO ONLINE

20 settembre 2007

Secondo i dati di compete.com, nel mese di luglio i suoi siti, principalmente Google Video e YouTube, hanno avuto più del doppio dei visitatori unici rispetto ai suoi più diretti concorrenti: Yahoo! e MySpace

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Google è saldamente al comando nel settore dei video online, secondo i dati raccolti mensilmente da Compete sul mercato americano.

Lo rileva Tiziano Fogliata, nel suo blog TF, spiegando che nel mese di luglio i suoi siti, principalmente Google Video e YouTube, hanno avuto più del doppio dei visitatori unici rispetto ai suoi più diretti concorrenti: Yahoo! e MySpace.

A livello di visitatori unici Yahoo! ha battuto MySpace, il quale registra però una quota di mercato superiore prendendo in considerazione il numero di visite. Il social network acquistato da Rupert Murdoch registra infatti un maggior numero di visite per utente rispetto a quello rilevato sui siti di Yahoo!
Google vanta una media di 4,78 visite per visitatore nel mese di luglio 2007, un incremento dellÂ’8% rispetto

GIORNALI ONLINE: LA FINE DEL MODELLO A PAGAMENTO?

20 settembre 2007


Dopo l’ annuncio del New York Times di chiudere TimesSelect e di rendere libero l’ accesso al suo sito, Murdoch annuncia di non aver deciso ancora, anche se dice di essere favorevole all’ accesso gratuito – Le entrate dagli abbonamenti al sito online sono molto inferiori a quelle che potrebbero venire dalla pubblicità

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Il New York Times ha annunciato la chiusura del suo servizio online a pagamento, TimesSelect e, appena la notizia si è diffusa, in molti si sono affrettati a chiedere se non si tratti della fine del modello online a pagamento per tutti.


Come reagirà il Wall Street Journal, appena rilevato da Murdoch? Si chiedeva un articolo di editor’s weblog, ricordando che si tratta del più grosso sito a pagamento.

Murdoch – ha annunciato la Reuters – ha dichiarato che sarebbe orientato a rendere gratuito il sito del WSJ, ma che non ha ancora preso una decisione. Il capo della News Corp respinge le critiche di chi ritiene che una mossa del genere potrebbe danneggiare il giornale e che redere gratuito l’ accesso – che ora costa 99 dollari l’ anno –

LEGGERE I GIORNALI DA RAGAZZI STIMOLA IL SENSO CIVICO

20 settembre 2007

Uno studio condotto negli Usa per conto della Newspaper Association of America (NAA) ha rilevato legami diretti fra l’ abitudine alla lettura dei giornali e il comportamento elettorale – In particolare hanno partecipato alle ultime elezioni locali voto il 61% dei ‘’lettori di giornali’’ contro il 44% degli altri

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Gli adulti che hanno letto i giornali a partire da ragazzi sono più attivi sul piano dell’ impegno civico, ad esempio nelle votazioni, secondo un recente studio della Newspaper Association of America Foundation.

Lo rileva Jennifer Saba in un articolo per editors&publishers


Lo studio è stato condotto dal MORI Research , uno dei maggiori centri di ricerca degli Usa nel campo dei media, su un campione di 1.500 adulti fra i 25 e i 34 anni ed ha scoperto dei legami diretti fra l’ abitudine alla lettura dei giornali e il comportamento elettorale.

In particolare la ricerca ho accertato che il 61% di quanti avevano cominciato

LE MONDE SI LANCIA NEL WEB 2.0 CON LE POST.FR

17 settembre 2007

Il giornale online è totalmente aperto ai contributi dei cittadini e riunisce in un solo spazio notizie di agenzie, contributi dei lettori e materiali della sua redazione

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Il quotidiano francese Le Monde si è lanciato nel mondo non facile del Web 2.0, dando alla luce un giornale online, Le Post, aperto ai contributi dei cittadini-lettori.

 Le Post – osserva panorama.it - riunisce in un solo spazio notizie segnalate dalle comunità di lettori, dalle agenzie di stampa e dalla sua redazione giornalistica. Con tanto di foto e video segnalati dai navigatori del web.

Altre testate, rileva ancora panorama citando Les Echos,, hanno già cercato strade simili per incontrare il pubblico, in particolare i giovani e le nicchie. Il tedesco Rheinische Post sta sperimentando Opinio: alcuni post scritti dai lettori diventano articoli stampati sull’edizione cartacea. Quella del “giornalismo partecipato” è una tendenza che nasce negli Stati Uniti, e uno dei pionieri è l’Huffington Post. Con Le

QUOTIDIANI USA: CONTINUA IL CALO DELLA PUBBLICITA’ MENTRE IL TRAFFICO SUI SITI WEB E’ FERMO DA DUE ANNI

17 settembre 2007

Nel 2007 i giornali dovrebbero perdere 3,5 miliardi di dollari – Colpito soprattutto il settore dei piccoli annunci – Anche se ci sono ancora dei margini di profitto, impressiona la velocità del calo

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Continuano ad arrivare brutte notizie per la stampa quotidiana Usa locale a pagamento. Qualche giorno fa la Newspaper Association of America (NAA ) ha annunciato che i ricavi pubblicitari nei primi due trimestri 2007 non erano mai stati così bassi da almeno dieci anni. Un arretramento dell’ 8,6% in rapporto allo stesso periodo del 2006. E questo malgrado un aumento dei ricavi della pubblicità su internet del 19% (796 milioni di dollari). E una economia americana che resta nonostante tutto in ottima forma.


A questo ritmo – osserva Jeff Mignon su mediacafé, i giornali dovrebbero perdere quest’ anno circa 3,5 miliardi di dollari.

Il calo maggiore sembra venire dal settore dei piccoli annunci. Le tre categorie – auto, immobiliare e lavoro – scendono del 14,8% in questa metà 2007 (6,8 miliardi di dollari rispetto agli 8 miliardi dello stesso periodo del 2006).

JAY ROSEN: I BLOG NON FANNO SOLO RUMORE

17 settembre 2007

In un articolo sul Los Angeles Times, Jay Rosen ribatte con puntiglio alle sfuriate antiblogger di Michael Skube e dà una lezione di giornalismo applicato

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di Bernardo Parrella (da bernyblog )

Ecco uno scintillante esempio di professionalità e collaborazione nel fluire odierno dell’informazione, oltre che lezione di giornalismo applicato.

Il giornalismo concreto fatto dai blogger“, è il titolo di un articolo apparso sul Los Angeles Times qualche settimana fa, in cui Jay Rosen (professore di giornalismo alla New York University) ribatte con puntiglio all’accusa di “fare solo rumore” rivolta sullo stesso quotidiano ai blogger da Michael Skube, anch’egli docente di giornalismo, alla Elon University in North Carolina, nonchè vincitore del Premio Pulitzer.

In sostanza, l’editoriale di quest ultimo sparava a zero contro il valore giornalistico della blogosfera, spiegando come «le personalissime opinioni dei weblog non possono sostiture la paziente verifica dei fatti dei reporter». Proprio verificando i fatti citati nel pezzo, Rosen ne mette invece a nudo la totale inconsistenza e la mancanza di professionalità giornalistica (come pure niente link