Monthly Archives: agosto 2007

CRESCONO FEED-RSS E VIDEO NEI SITI DEI GIORNALI USA

21 agosto 2007

Una ricerca del Bivings Groups su quotidiani e internet– Cresce del 22% l’ uso dei feed RSS – Il 92% dei siti dei primi quotidiani Usa offrono anche video e 95% almeno un blog diretto da un giornalista

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Il Bivings Group, un’ azienda specializzata nel campo delle strategie per i media online, ha recentemente completato uno studio  sui primi 100 siti web di quotidiani, dal titolo "American Newspapers and the Internet; Threat or Opportunity?".

In una fase in cui l’ industria dei giornali continua il suo declino in termini di readership e diffusione, l’ uso di Internet per espandere il bacino di possibili lettori diventa sempre più importante. Mentre molti esperti temono che Internet porti alla fine dei giornali così come li conosciamo, il nostro team del TBG ritiene al contrario che Internet sia l’ unica opportunità per compensare la crisi.

La ricerca analizza questi concetti e le difficoltà che si fronteggiano nel campo della pubblicità online, del restringimento dell’ organico e dei contatti con gli utenti.

Lo studio esamina i siti web dei primi 100 quotidiani Usa, secondo

IFJ: LÂ’ OUTSOURCING REDAZIONALE DANNEGGIA LA QUALITAÂ’ DEI GIORNALI

21 agosto 2007

Il New Zealand Herald pianifica lo smantellamento di alcune redazioni e l’ affidamento all’ esterno dell’ editing e della grafica – Timori dei sindacati anche per la stampa in Irlanda

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I giornali che smantellano le proprie redazoni e trasferiscono il lavoro giornalistico in aziende esterne per risparmiare danaro, non faranno altro che affrettare la crisi della stampa tradizionale nei paesi avanzati.

Lo ammonisce la Federazione internazionale dei giornalisti (International Federation of Journalists,  IFJ) in riferimento ai progetti del principale quotidiano Neozelandese - The New Zealand Herald – di spostare all’ esterno la propria produzione editoriale tagliando 30 posti di lavoro.

‘Tagliare posti, smantellare la catena professionale del giornalismo e allontanare i redattori capo dalle redazioni non è una risposta al declino della diffusione’’, ha detto Aidan White, segretario generale dell’ IFJ.

La società APN News & Media – controllata per metà dalla Independent News & Media che ha sede a Dublino e pubblica 175 giornali e magazine nel mondo – ha affidato a un service esterno il lavoro

IL NUOVO BUSINESS MODEL PER LÂ’ INFORMAZIONE:VALE IL CONTENUTO NON LA PIATTAFORMA

21 agosto 2007

Un summit ad Aspen su vecchi e nuovi media – Gli editori dovrebbero adattarsi alle nuove tecnologie distribuendo notizie e informazioni il più velocemente possibile su qualsiasi piattaforma

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Qualche giorno fa 70 fra i più potenti protagonisti dell’ editoria, del giornalismo e della politica si sono incontrati ad Aspen, in Colorado, per discutere come i vecchi e i nuovi media possono rafforzarsi. Il principale punto di convergenza è che basare tutto sul tipo di piattaforma che si usa è ormai fuori tempo e che  il nuovo business model deve adattarsi alle nuove tecnologie distribuendo notizie e informazioni il più velocemente possibile su qualsiasi piattaforma.

Questa convinzione – spiega in un articolo per Follow the Media Philip Stone – viene confermato da queste valutazioni:

  • Arthur Sulzberger, editore del New York Times:  “Noi siamo dove voi volete trovarci. Non ci definiamo ‘stampaÂ’. Disegniamo ogni giorno una fotografia del mondo in quel momento e ve la presentiamo per il giorno dopoÂ’Â’ .
  • Arianna Huffington, co-fondatrice e

CONTINUA A MIGLIORARE LA TECNOLOGIA E-PAPER MA SERVIRAÂ’ DAVVERO PER I GIORNALI?

20 agosto 2007

La Sony ha presentato un ulteriore miglioramento del suo lettore, ma restano i dubbi sull’ utilità di una replica su e-paper dei giornali cartacei – L’ assenza di interattività – Uno strumento di transizione? – Una riflessione di Jeff Mignon

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L’ e-paper migliora di giorno in giorno. Lo prova un video segnalato da Mediafè, anche se, rileva Jeff Mignon, sarà probabilmente difficile che questo ‘’lettore’’ venga usato per leggere giornali o documenti in PDF, come è accaduto a quello proposto da les Echos.

Secondo Mignon, questo non significa che il lettore non esisterà fra un po’ di tempo, oppure che economicamente non abbia senso, ma – aggiunge – ‘’esso mi sembra piuttosto uno strumento di transizione, di brevissimo termine, neanche di medio termine. Uno strumento che dovrebe consentire a un certo numero di persone di passare dalla carta allo schermo’’.

’’Mi spiego – prosegue Mignon -. Tre cose mi rendono perplesso nella logica dell’ e-paper come lettore di giornali. Prima di tutto il fatto che esso sia, almeno per il momento,

GIORNALI USA: MENO DEL 2% DEGLI ERRORI VENGONO CORRETTI

20 agosto 2007

Una ricerca della Oregon's School of Journalism and Communication su dieci quotidiani – 2615 errori di fatto in 1220 articoli - Correzioni tralasciate anche dopo la segnalazione delle fonti – Su American Thinker una lista di 63 giornalisti Usa colti in fallo

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Nonostante le frequenti retoriche sul valore dellÂ’ accuratezza della stampa anglosassone, i giornali Usa correggono una parte minima degli errori di fatto contenuti nei vari articoli.

Lo conferma una ricerca –segnalata da Slate  -  compiuta da  Scott R. Maier, professore associato alla University of Oregon's School of Journalism and Communication, secondo cui meno del 2% degli errori compiuti vengono corretti quotidianamente.

Intanto, il sito  American Thinker pubblica un elenco di 63 giornalisti colti in flagrante delitto di mancanza professionale. Fra gli altri ci sono Dan Rather (NBC), Easton Jordan (CNN) e Walter Duranty (NYT).  Lista e segnalazione su Rtsr.watch.

La ricerca del professor Maier si basa sull’ analisi di 10 quotidiani metropolitani: Boulder Daily Camera, Charlotte Observer, Detroit Free Press, Grand Forks Herald, Lexington Herald-Leader, Miami Herald (Broward Edition), Philadelphia Inquirer, San Jose Mercury News,  Tallahassee Democrat,e Wichita Eagle. Partendo da

COME CAMBIA IL MODO DI FARE I GIORNALI

11 agosto 2007

Problemi e spunti di riflessione in una serie di articoli pubblicati da Editor’s weblog negli ultimi quattro mesi, che affrontano in particolare il redesign delle pagine web, le iniziative relative al pro-am journalism (giornalismo prof/amatoriale) e l’ integrazione fra le redazioni cartacee e web ----------------------- 

Problemi e spunti di riflessione in una serie di articoli pubblicati da Editor’s weblog  -  www.editorsweblog.org  - negli ultimi quattro mesi. Gli articoli sono riferiti in particolare al redesign delle pagine web, alle iniziative relative al pro-am journalism (giornalismo professionale/civico) e all’ integrazione fra le redazioni cartacee e web.

Ne diamo qui di seguito le indicazioni con i relativi link.

 

 

Web Design: cosa mettere nella cassetta degli attrezzi 

 

In aprile, The Hindustan Times ha lanciato un ‘classico’ redesign del suo sito web (articolo 1): classico nella misura in cui esso presenta tutti gli strumenti fondamentali della nuova informazione sul web, con flusso continuo di notizie,  streaming video, RSS feed e l’ uso dell’ interfaccia Ajax
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Anche tre grossi protagonisti della scena Usa - USA Today, latimes.com e washingtonpost.com - hanno

USA: AI BLOGGER LE STESSE TUTELE DEI GIORNALISTI

10 agosto 2007

Lo prevede una nuova legge, bipartisan, che ha cominciato il suo iter al Congresso Usa il primo agosto – Il voto contrario del governo Bush - I blogger possono essere considerati giornalisti e come tali hanno diritto alle relative tutele professionali, per esempio quando si tratta di mantenere il segreto rispetto a una fonte confidenziale -----------------------

(via Senza bavaglio)

I blogger possono essere considerati giornalisti e come tali hanno diritto alle relative tutele professionali, per esempio quando si tratta di mantenere il segreto rispetto a una fonte confidenziale.

L’importante è che la loro sia un’attività retribuita e non semplicemente un hobby. Lo stabilisce una nuova legge che ha appena iniziato il suo iter al Congresso degli Stati Uniti.

Ne dà notizia, in un articolo per Affari italiani, Mariangela Maritato.
 
Approvata mercoledì 1 agosto a maggioranza, con il voto contrario del presidente della commissione stessa e il parere negativo del governo Bush, la legge che aggiorna il precedente "Free Flow of Information Act" cerca di porre alcuni paletti nella definizione dello status di blogger giornalista.

Obiettivo? Proteggere e

TV: NON FRENATE IL DIGITALE TERRESTRE

3 agosto 2007

L’ Italia corre il rischio che gli editori televisivi oggi in posizione privilegiata ritardino il passaggio al digitale, un’ occasione straordinaria per innovare il nostro sistema della comunicazione – E’ quanto sostiene Francesco Siliato nel libro Televisione digitale – dalle origini al Ddl Gentiloni - Successe già nel 1975, quando venne frenato il forte impulso all’ innovazione che aveva visto centinaia di editori televisivi impegnati sul fronte dell’ emittenza locale e che ci avrebbe consentito di raggiungere la leadership europea – Ora non dobbiamo ripetere quell’ errore

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L’ Italia corre il rischio che gli editori televisivi oggi in posizione privilegiata ritardino il passaggio al digitale, un’ occasione straordinaria per innovare il nostro sistema della comunicazione.  Non siamo nuovi a queste forme di ritardo nell’ innovazione. Successe già nel 1975, quando venne frenato il forte impulso all’ innovazione che aveva visto centinaia di editori televisivi impegnati sul fronte dell’ remittenza locale e che ci avrebbe consentito di raggiungere la leadership europea. Non dobbiamo ripetere quell’ errore.

Questo il tema centrale del libro Televisione digitale – dalle origini al Ddl Gentiloni (Libreria Clup, Milano, 2007, pp. 216, Euro

NEW MEDIA: ANCORA POCHI AFFARI MA MOLTO ‘’SENSO DI ESPLORAZIONE’’

1 agosto 2007

Un ampio articolo di Dan Gillmor sui citizen media tradotto in italiano su Masternewmedia e presentato da Robin Good - ‘’Pullulano sperimentazioni e nuove idee e se è vero che solo poche hanno avuto successo, le opportunità ancora disponibili per chiunque abbia in serbo nuove idee rimangono enormi’’. --------------------

Dan Gillmor ha fatto un lavoro eccellente nellÂ’identificare ed analizzare argutamente lo stato dei citizen media che continuano a suscitare sempre maggior interesse e ad allargare i loro confini con un ritmo implacabile.

Lo scrive Robin Good, presentando su MasterNewMedia la traduzione italiana di un interessante articolo* in cui Gillmor ‘’delinea non solo i numerosi sviluppi, i successi e i fallimenti avvenuti nell'universo citizen media, ma evidenza e confronta anche questi sviluppi con la contemporanea debacle patita dai mezzi di comunicazione tradizionali. Anche gli editori indipendenti che hanno ignorato i cambiamenti in atto nel vasto panorama mediatico stanno ora pagando sempre più a caro prezzo la loro miopia.


Ma la buona news – prosegue Robin Good - riguarda i progetti media grassroots inspirati dai cittadini; infatti osserviamo come pullulino di

FREE PRESS: BRUTTI SEGNALI DALLA SVEZIA

1 agosto 2007

Per la seconda volta consecutiva il presidente del gruppo Metro, Tomberg, annuncia risultati economici negativi – Ma in Olanda il 73% dei lettori considera i giornali gratuiti ‘’prodotti di qualità’’ – Intanto in Francia, dopo l’ esperienza giapponese di Hot Pepper, nasce Top Ticket's, un mensile gratuito che offre buoni sconto per ristoranti e negozi convenzionati

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Nei giorni scorsi Pelle Tomberg, PDG del gruppo internazionale Metro, ha annunciato per la seconda volta consecutiva dei risultati in calo per il suo gruppo, spiegando che i ricavi netti su scala mondiale sono precipitati dell’ 80%, scendendo a 676.000 euro. E le sue azioni hanno seguito, perdendo il 5% dopo essere già scese del 30% dopo gennaio.

Secondo Tomberg – sottolinea Jean-Baptiste Chabrier in un post sull’Observatoire des médias , è soprattutto a livello del mercato svedese che si incontrano delle difficoltà. La eccessiva concorrenza degli altri quotidiani gratuiti locali ha fatto scendere il fatturato trimestrale da 28,3 a 27 milioni di euro. Ma sfortunatamente per Metro – aggiunge Chabrier -, le difficoltà non si fanno sentire solo a