Monthly Archives: luglio 2007

ASSIGNMENT ZERO, CONVINCENTE IL PRIMO ESPERIMENTO

25 luglio 2007

Piccoli inconvenienti tecnologici e qualche errore di pianificazione, ma un ottimo risultato - Nel lavoro ispirato da Jay Rosen, la più ampia e approfondita esplorazione del fenomeno del crowdsourcing

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Ci sono stati forse alcuni errori di pianificazione, qualche piccolo inconveniente tecnologico e un po’ di  confusione sul senso generale dell’ esperimento, ma, nonostante questo il risutato finale del primo lavoro collettivo di Assignment Zero , ha raggiunto lo scopo di realizzare la più ampia e approfondita esplorazione del fenomeno del crowdsourcing, cioè la possibilità di sfruttare l’intelligenza collettiva attraverso gli strumenti del web

Questo in sintesi il bilancio del primo esperimento di pro-am journalism, di collaborazione fra giornalisti professionisti e cittadini, lanciato da Jay Rosen e i suoi collaboratori, di cui avevamo già parlato diverse volte (vedi, fra l’ altro, ''Parte Assignment zero, giornalismo investigativo aperto a tutti'')

Bernardo Parrella, sul suo bernyblog, ne parla come di un esprimento che ‘’vince-e-convince’’ , spiegando che il lavoro ha consentito di raccogliere ‘’oltre 80 interviste sul tema del crowdsourcing, rilanciate alla grande su Wired.com. Sicuramente stimolante –

DZELO, IL WEB SEMANTICO NEI SISTEMI EDITORIALI

24 luglio 2007

Un nuovo sistema editoriale permette di produrre automaticamente pagine su supporti diversi – Un articolo di Jeff Mignon su Mediacafè --------------------

Dzelo, o il web semantico.
Ne parla Jeff Mignon su Mediacafè, spiegando che lo scopo del web semantico è permettere la condivisione, l’ aggregazione e la pubblicazione di contenuti su supporti diversi in maniera automatica. Il contenuto e il contenente/format sono separati*.
 
Con il termine Web Semantico – spiega la definizione di Wikipedia - si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all'interrogazione, all'interpretazione e, più in generale, all'elaborazione automatica.
Con l'interpretazione del contenuto dei documenti che il Web Semantico propugna, saranno possibili ricerche molto più evolute delle attuali, basate sulla presenza nel documento di parole chiave, ed altre operazioni specialistiche come la costruzione di reti di relazioni e connessioni tra

MA ANCHE SECOND LIFE NON EÂ’ IL PARADISO

24 luglio 2007

Un approfondimento del Los Angeles Times – Inesistenti i ritorni economici delle vetrine business - ‘’Una delle merci più acquistate su Second Life sono i genitali’’, sottolinea il CEO di Deep Focus (ed effettivamente le zone più frequentate sembrano essere quelle dedicate agli strip club, Casinò, e bordelli) ----------------------

 

Second Life comincia a perdere colpi?

Il Los Angeles Times – racconta Dario D’ Elia su apogeonline - ha pubblicato un interessante approfondimento sugli inesistenti ritorni economici delle vetrine business aperte su Second Life. «Non c'è un motivo convincente per rimanere», ha confermato Brian McGuinness, vice presidente di Virtual Aloft, uno dei brand di Starwood Hotels & Resorts Worldwide che ha deciso di chiudere il suo hotel virtuale, riporta D’ Elia.

Secondo la nota testata californiana basta un breve giro sulle isole di BestBuy, Sun Microsystems o Dell per comprendere che i cittadini di SL preferiscono ben altri lidi. «Una delle merci più acquistate su Second Life sono i genitali», ha sottolineato Ian Schafer, CEO di Deep Focus. Effettivamente le zone più frequentate sembrano essere

TUTTI GORNALISTI, E PER GIUNTA IN DIRETTA

23 luglio 2007

Le piattaforme di video-streaming permettono di inserire su internet filmati in tempo reale con grande semplicità – Alla presentazione dell’ I-Phone sono arrivati per primi i testimoni non addetti ai lavori – Una riflessione di Benoit Raphael -------------

Non solo ‘’tutti giornalisti’’, ma ‘’tutti giornalisti in diretta’’? Se lo chiede, paradossalmente ma non troppo, Benoit Raphael che nel suo blog ‘’Demain tous journalists?’’, citando un post di Jeff Jarvis, fa riferimento alla copertura mediatica della presentazione dell’’ I-Phone, avvenuta qualche giorno fa negli Usa. Chi ha lavorato meglio? osservaRaphael, ‘’i media? No... le persone. E, cosa ancora più affascinante, questo incredibile reportage collettivo si è svolto in diretta’’.


Su Twitter, naturalmente, il sistema di microblogging (e quindi di reportage) che permette di raccontare quello che uno sta facendo e dove lo sta facendo in diretta sul Net attraverso il proprio cellulare.


Ma soprattutto in video. Gli strumenti non sono ancora molto conosciuti in Europa mentre negli Stati Uniti le piattaforme di video-streaming (come ustream.tv) si moltiplicano e sono in grado di far concorrenza a

IL RITORNO DI FERAL TRIBUNE

23 luglio 2007

Il riconoscimento del premier croato e l’ intervento di Europapress holding (EPH), la più grande casa editrice della Croazia, che acquisisce la quota maggioritaria della proprietà del settimanale di Spalato

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Dopo due settimane di pausa forzata il Feral Tribune è tornato in edicola. Grazie all’ interessamento del premier croato e ad aiuti finanziari, spiega l’  Osservatorio sui Balcani in una intervista di Luka Zanoni ad Heni Erceg, caporedattrice del settimanale di Spalato.

 

Dopo due settimane di pausa forzata il Feral è di nuovo in edicola. Come siete riusciti a risolvere il problema del debito?

Siamo riusciti grazie all’interessamento del premier croato e ad aiuto finanziario, che allo stesso tempo ha risollevato il Feral i cui giornalisti, per motivi noti, per mesi non hanno ricevuto lo stipendio. Ma tutto questo ha testimoniato una cosa ancora più importante, cioé che alcune cose in Croazia stanno cambiando. Ed è in questo contesto che la dichiarazione del premier Sanader su come il Feral abbia fatto molto per creare democrazia e libertà in Croazia è stata oltre modo importante sia

VENEZUELA: ISTERIA MEDIATICA INTORNO A RCTV

19 luglio 2007

La rete televisiva a cui le autorità venezuelane avevano negato nelle scorse settimane il rinnovo della concessione ventennale ha ripreso le trasmissioni su satellite e cavo – Un articolo di un ricercatore francese, Samir Lamrani, secondo cui ‘’La stampa del mondo intero ha trasformato una decisione amministrativa del tutto regolare e legittima in un attentato alla libertà di stampa’’ - Reporter senza frontiere e il suo ruolo ‘’a geometria variabile’’

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In questi giorni , RCTV – il canale televisivo a cui le autorità venezuelane avevano negato nelle scorse settimane il rinnovo della concessione ventennale – ha ripreso le trasmissioni su satellite e cavo.
La vicenda ha innescato l’ intervento dei vertici dell’ amministrazione Usa contro il presidente del Venezuela Hugo Chavez, accusato di voler mettere a tacere le voci dell’ opposizione, e un’ ampia campagna mediatica che ha riproposto molti dubbi sulla natura della ‘’democrazia bolivariana’’ che Chavez ha imposto al paese.

Chavez e le tv

Una campagna a cui qualcuno ha replicato cercando di mettere a fuoco le ragioni del governo venezuelano e

IL 60% DEI GIOVANI USA DISINTERESSATI ALLE NOTIZIE

18 luglio 2007

Uno studio della John F. Kennedy School of Government dell’ Università di Harvard – Nonostante internet la tv resta la principale fonte di informazioni – Solo uno su 10 si informa regolaremente sul web

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CAMBRIDGE (Ma) - La gran parte dei giovani americani non segue con attenzione le notizie del giorno. Lo ha accertato uno studio della Joan Shorenstein Center on the Press, Politics and Public Policy della John F. Kennedy School of Government dell’ Università di Harvard.

Lo studio, intitolato “Young People and News,” si basa su un campione di 1800 persone che include teens (12-17 anni), giovani adulti (18-30), e adulti.

Sebbene alcuni osservatori ritengano che lÂ’ 11 settembre e la guerra in Iraq abbiano generato un alto interesse per i problemi politici e sociali fra le nuove generazioni di cittadini, lÂ’ analisi dimostra il contrario, almeno per quanto riguarda il contesto relativo allÂ’ attenzione per i flussi di informazione quotidiana. I teen-ager sono significativamente meno attenti alle notizie dei giovani adulti, che a loro volta mostrano

FREE PRESS A 40 MILIONI DI COPIE

16 luglio 2007

Una cifra pari a a quella che raggiungono i due maggori mercati europei, Germania e UK messi insieme - Saliti a 50 i paesi che hanno giornali gratuiti -----------

La free-press ha raggiunto in queste ultime settimane il tetto dei 40 milioni di copie diffuse.

Si tratta - rileva l' ultimo numero di Free Daily Newspaper, la newsletter del sito www.newspaperinnovation.com - di una cifra pari a a quella che raggiungono i due maggori mercati europei, Germania e UK messi insieme.

La crescita non è dovuta tanto al lancio di nuove testate, quanto all' incremento della diffusione. In termini di nuove testate, anzi, le ultime settimane sono state fiacche: per la prima volta nella storia dei giornali gratuiti ci sono state più chiusure che nuove iniziative. In cambio, però, il numero di progetti di lancio è impressionante: sono stati programmati lanci di nuove testate o di nuove edizioni in Israele, Slovenia, Olanda e, sembra, anche negli Stati UNiti e in Asia.

Un' altro traguardo significativo - rileva ancora la newsletter - è stato raggiunto: sono diventati 50 i paesi che hanno giornali gratuiti.

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La Newsletter è consultabile su http://www.newspaperinnovation.com/wp-content/uploads/newsletter2707.pdf

CROAZIA: NUOVO ESPERIMENTO DI CITIZEN JOURNALISM

16 luglio 2007

L’ editore di Globus sta per lanciare New Medium, un progetto che integrerà un quotidiano, un portale web, fimati televisivi e comunicazioni su apparecchi mobili e sarà basato principalmente sui contenuti forniti dai lettori

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Europapress Holding, la casa editrice di Globus (uno dei più influenti magazine croati), ha in programma il lancio in Croazia di ‘New Medium,’ un progetto informativo rivoluzionario che integrerà un quotidiano, un portale web, fimati televisivi e comunicazioni su apparecchi mobili.


New Medium conterà in modo molto ampio sul contributo dei lettori, specialmente nella sezione  ‘Wiki tabloid’.

Giornalisti professionisti selezioneranno e pubblicheranno i contenuti degli utenti. Invece di usare la tradizionale divisione in sezioni a seconda dei contenuti, New Medium diffonderà – via monitor e via stampa – gli articoli più interessanti e di attualità.

(da  Editors weblog)

 

IL NYT FAÂ’ ANCORA AMMENDA E NOMINA UN NUOVO PUBLIC EDITOR

15 luglio 2007

E’ Clark Hoyt, ex Knight Ridder, tra i pochi a mettere in discussione la tesi delle armi di distruzione di massa in Iraq – E’ il terzo ombudsman del giornale - In passato ha espresso preoccupazione sul futuro dell’industria delle notizie, spiegando che le debolezze finanziarie, l’atmosfera partigiana e i comportamenti accomodanti con funzionari del governo mettono in serio rischio l’integrità e il coraggio che dovrebbero accompagnare ogni giornalista

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Continua il mea culpa del New York Times per aver dato credito allÂ’amministrazione Bush sulle armi di distruzione di massa. In diverse occasioni il giornale della Grande Mela ha pubblicamente ammesso di non aver vagliato con attenzione le tesi sostenute dagli uomini del presidente George W. Bush sui presunti arsenali iracheni. Informazioni che, anche se rivelatesi successivamente infondate, hanno portato lÂ’opinione pubblica ad avallare la decisione della Casa Bianca di mandare i soldati statunitensi nel teatro mediorientale.

L’ultima mossa per scusarsi con i lettori è la nomina di un nuovo “public editor”, il mediatore tra chi scrive e chi legge il giornale. Dal 14 maggio scorso, a ricoprire l’incarico