Piccoli inconvenienti tecnologici e qualche errore di pianificazione, ma un ottimo risultato - Nel lavoro ispirato da Jay Rosen, la più ampia e approfondita esplorazione del fenomeno del crowdsourcing
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Ci sono stati forse alcuni errori di pianificazione, qualche piccolo inconveniente tecnologico e un po’ di confusione sul senso generale dell’ esperimento, ma, nonostante questo il risutato finale del primo lavoro collettivo di Assignment Zero , ha raggiunto lo scopo di realizzare la più ampia e approfondita esplorazione del fenomeno del crowdsourcing, cioè la possibilità di sfruttare l’intelligenza collettiva attraverso gli strumenti del web
Questo in sintesi il bilancio del primo esperimento di pro-am journalism, di collaborazione fra giornalisti professionisti e cittadini, lanciato da Jay Rosen e i suoi collaboratori, di cui avevamo già parlato diverse volte (vedi, fra l’ altro, ''Parte Assignment zero, giornalismo investigativo aperto a tutti'')
Bernardo Parrella, sul suo bernyblog, ne parla come di un esprimento che ‘’vince-e-convince’’ , spiegando che il lavoro ha consentito di raccogliere ‘’oltre 80 interviste sul tema del crowdsourcing, rilanciate alla grande su Wired.com. Sicuramente stimolante –