Monthly Archives: aprile 2007

IL CULTO DEI DILETTANTI:
IL LATO OSCURO DELLA ‘RIVOLUZIONE’
DEL CITIZEN JOURNALISM

30 aprile 2007
Polemiche negli Stati Uniti dopo l’ annuncio della prossima uscita di un saggio dal titolo provocatorio, '’Internet sta uccidendo la nostra cultura’’ e in occasione dei dieci anni della nascita dei blog – La cultura del narcisismo digitale

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Un saggio di prossima pubblicazione (giugno) dal titolo ‘’The Cult of Amateurs: How Today’s Internet is killing Our Culture’’ sta già provocando forti polemiche prima ancora che sia in libreria. Il lavoro di Andrew  Keen, storico e collaboratore di Weekly Standard, Fast Company e del San Francisco Chronicle, analizza in particolare ‘’i pericoli economici, etici e sociali della rivoluzione del Web 2.0’’ e il suo autore viene già accusato di cecità di fronte alla complessità della nuova cultura del lavoro collettivo volontario e partecipativo e di sostenere quindi, implicitamente, l’ impero in declino dei media broadcast.


Dan Gillmor

Keen ha innescato le polemiche lanciando sul suo sito Britannica blog, in occasione del decimo anniversario della nascita dei blog, un attacco molto duro a Dan Gillmor, padre del movimento del

DEMOCRACY: NASCE UN MEDIA PLAYER UNIVERSALE

30 aprile 2007
E' una piattaforma tv che legge tutti i principali formati evitando di dover scaricare ogni volta nuovi strumenti – Semplicità e funzionalità – Il possibile utilizzo nel lavoro redazionale -----------------

Amy Gahran segnala su  poynter.org un interessante media player, basato sull’ open source, chiamato col nome simbolico di  Democracy (ma presto cambierà nome in Miro).

La nuova piattaforma tv, che si autodefinisce "the only video player you need", legge tutti i principali  formati,  inclusi quindi Quicktime, Windows Media, MPEG, AVI, Real Media e altri (guarda  qui), ed esime così dal dover scaricare ogni tanto dei nuovi tipi di player o i loro rispettivi aggiornamenti.

Inoltre Democracy/Miro, consente

1)di trovare i video sui siti di condivisione esistenti incrociando i vari YouTube, Google Video, Yahoo Video, Blogdigger, Revver, DailyMotion, and Blip.tv. Non è necessario andare sui rispettivi siti.

2) di utilizzare iTunes come interfaccia e di aggiornarsi attraverso feed Rss, podcast e video blog   

3) di creare un proprio ‘’canale’’

4) di salvare a mano a mano i filmati trovati, con una sorta

UN CAPRO ESPIATORIO PER LA GRANDE ANCHORWOMAN

29 aprile 2007
La CBS licenzia la producer che aveva preparato per Katie Couric, copiandolo da un articolo del Wall Street Journal, il testo di un suo commento sul blog Couric & co – Quinidici milioni di dollari l’ anno l’ ingaggio della giornalista, che resta invece al suo posto - Accuse di scarsa trasparenza per la rete tv - Producer e giovani giornalisti al servizio degli anchor

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Uno dei volti più conosciuti della televisione americana, Katie Couric, pagata quindici milioni di dollari all’anno e salutata al suo arrivo alla CBS come ‘’l'ultima speranza bionda per i tg della sera’’, è coinvolta in un piccolo grande scandalo perché è stato scoperto che sul suo blog - Couric & Co. -, ospitato con grande risalto dal sito della rete televisiva, un suo editoriale era in realtà un plagio di un intervento pubblicato dal Wall Street Journal a firma di Jeffrey Zaslow.

 “Ricordo ancora quando ottenni la mia prima tessera di una biblioteca” dice la Couric il 4 aprile, in un video-intervento sul suo

LIFE E’ MORTO, VIVA LIFE (SUL WEB)

28 aprile 2007
L’ ultimo numero della storica rivista di fotogiornalismo è uscito il 20 aprile, ma il suo enorme archivio resterà a disposizione di tutti sul web, gratuitamente - Durante gli anni d’oro, quando il motto era “finché c’è vita c’è speranza”, la redazione occupava cinque piani di un palazzo a Midtown Manhattan

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Può sembrare un ossimoro, ma Life è morto. L’ultimo numero della storica rivista che ha rivoluzionato il fotogiornalismo è uscito il 20 aprile.

È la terza “morte” del settimanale da quando il mitico editore Henry Luce, dopo aver lanciato Time e Fortune, lo acquistò nel 1936. Il primo annuncio di chiusura risale al 1972. Sei anni dopo, passato un periodo di interregno in cui appariva di tanto in tanto come “speciale”, la rivista riaprì i battenti come mensile, per chiudere nuovamente nel 2000 per problemi economici. Quindi Life ritornò in edicola nell’ottobre 2004, allegato a diversi quotidiani.

Alla terza morte, però, pare che non seguirà alcuna resurrezione, anche perché l’enorme archivio fotografico continuerà a vivere sul web, dove gli utenti potranno

IL TG DELLE SETTE: UN ALGORITMO COME REDATTORE

27 aprile 2007
Dopo il magazine che cerca in rete e assembla le notizie, è nato un telegiornale realizzato interamente dal computer – Contenuto e presentazione sono interamente personalizzabili – L’ esperimento alla Northwestern University

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Dopo i giornali online realizzati interamente da un programma che raccoglie in rete e assembla le notizie secondo priorità e gerarchie predeterminate, come Google News, è nato ora anche un telegiornale fatto interamente senza l’ intervento umano.

Si chiama News At SEven e il montaggio, le immagini e la stessa presentatrice sono generati automaticamente da un insieme di algoritmi del software.

La presentatrice

 

News at seven – segnala Benoit Raphael sul suo blogDemain tous journalistes?- è un progetto dell’ l'Intelligent Information Laboratory della Northwestern University.

Ogni giorno il sito diffonde un telegiornale centrato intorno a un tema di attualità: il computer combina le informazioni e le immagini raccolte nella rete su questioni popolari e una presentatrice virtuale legge i testi mentre dietro di lei scorrono le immagini.

Un ulteriore aspetto particolarmente

DON IMUS, O LE AMBIGUITAÂ’ DEL SISTEMA DEI MEDIA

26 aprile 2007
I media americani creano un circolo vizioso che li obbliga ad usare il politicamente scorretto per vendere oppure a censurarlo in casi eclatanti come quelli di Don Imus, il veterano della radio stritolato dalla stessa macchina mediatica a stelle e strisce, che, così come lo ha creato, lo ha distrutto

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Se nella televisione italiana una bestemmia può essere fatale ad un concorrente del Grande Fratello, sui media statunitesi il politicamente scorretto – specie se tocca ferite mai sanate come la discriminazione razziale – può troncare trentennali carriere piene di successi.
È il caso di Don Imus, popolarissimo conduttore radiofonico della Cbs che si è attirato le critiche di politici, giornalisti e dell’intera comunità nera americana per aver definito le giocatrici della squadra di basket della Rutgers University, in New Jersey, proprio nel giorno della vittoria del campionato studentesco, nappy-headed hos, ovvero “puttanelle nere spettinate”, prese in giro per le capigliature che vanno di moda tra le ragazze di colore. Hos è un’espressione che usano i rapper di colore che

DUE PICCOLI DAVIDE CONTRO IL GOLIA DELLE IMMAGINI

16 aprile 2007
Basandosi sul crowdsourcing Fotolia e iStockPhoto stanno cercando di insidiare il dominio di Corbis, la grande agenzia fotografica che fa capo a Bill Gates – Un mercato da due miliardi di dollari – Da uno a cinque dollari a foto contro le 200 di Corbis – Col nuovo amministratore delegato cambia la strategia: diventare l’ iTunes delle foto e guardare con attenzione all’ esperienza di Flickr

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Due piccoli Davide contro il Golia delle immagini. Da qualche tempo un paio di siti Internet, Fotolia e iStockPhoto, disturbano l’attività di Corbis, gigante della gestione e della vendita di foto a giornali e riviste di tutto il mondo. La concorrenza arriva dal basso, perché le due agguerrite agenzie offrono scatti di dilettanti o aspiranti professionisti ad un prezzo molto più basso rispetto a Corbis, azienda che appartiene a Bill Gates, il fondatore della Microsoft.

Fotolia e iStockPhoto si ispirano ad una filosofia semplice che i tecnici chiamano crowdsourcing: offrire attraverso Internet gli stessi prodotti di Corbis, ad un bacino dÂ’utenza

VERSO LA FINE DEI MEDIA DI MASSA

15 aprile 2007
Un intervento di Jordan Levin, ex capo dei programmi della Warner Bros Tv – ‘’Il nuovo ordine mondiale viene alimentato dalla domanda degli utenti piuttosto che dalle analisi di mercato o dalle campagne di marketing’’

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EÂ’ tempo di dire addio allÂ’ era dei media di massa e di salutare il nuovo ordine mondiale dei media ad alto tasso di entertainment mirato alimentato dalla domanda del consumatore piuttosto che da programmi di analisi del mercato e da campagne di marketing.
EÂ’ questo il messaggio diffuso da Jordan Levin*, cofondatore di Generate (unÂ’ azienda specializzata in produzione di contenuti), durante un suo recente intervento al Museo della Tv e della radio di Beverly Hills.

Ne parla, in un articolo su Variety, Cynthia Littleton.   

 ‘’Siamo in un’ era di trasformazione e stiamo assistendo alla fine dei mass media che – secondo Levin – vengono sostituiti dai media ‘personalizzati’ e mirati… Il vecchio adagio ‘adattati se non vuoi morire’ non è mai stato così pressante’’.

Levin, ex CEO e capo dei programmi di WB network, la rete della Warner Bros, nota che le preoccupazioni

TUNISIA: LIBERTAÂ’ DÂ’ ESPRESSIONE SOTTO ASSEDIO

15 aprile 2007
Censura e repressione si sono rafforzate dopo il Summit della Società dell’ Informazione – Un preoccupante Rapporto redatto da un gruppo di 16 associazioni internazionali dopo una missione nel paese – Un appello alla comunità internazionale

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La repressione crescente da parte del governo tunisino ha provocato un ‘’grave deterioramento’’ della libertà di stampa nel paese, secondo un gruppo internazionale di 16 associazioni per la difesa della libertà di espressione e dei diritti dell’ uomo, fra cui anche l’Associazione mondiale dei giornali (WAN) e Ifex.

‘’Possiamo testimoniare un serio degrado delle condizioni della libertà di espressione in Tunisia, in particolare in relazione alle organizzazioni indipendenti, alla repressione dei giornalisti e dei dissidenti, all’ indipendenza del potere giudizario, al blocco della distribuzione di libri e siti web e all’ aresto di un avvocato che si batte per i diritti dell’ uomo, Mohamed Abbou, per aver espresso la sua opinione in alcuni articli su internet’’, ha dichiarato il Gruppo in un rapporto pubblicato il 12 aprile al termine di una missione nel paese.

"Chiediamo alle autorità tunisine di rispettare i loro impegni internazionali

MESSICO: 67 GIORNALISTI ASSASSINATI DAL 1983

15 aprile 2007
L’ ultima vittima è Amado Ramirez Dillanes, di Acapulco - Un articolo di Teodoro Renteria Arroyave, Vice Presidente della FELAP (Federazione latinoamericana giornalisti)

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di Teodoro Renteria Arroyave

Con l'ultimo proditorio assassinio del compagno collega  Amado Ramírez Dillanes corrispondente di Televisa da Acapulco e conduttore del notiziario locale Al Tanto dell'emittente Radiorama a tutt'oggi si contano 67 giornalisti assassinati dal 1983 e rappresenta, per vergogna delle autorità, il crimine mortale numero 33 dal 2000 al 2007, in cui si afferma falsamenteche è arrivato prima il "governo del cambiamento"e dopo il successore, obbligatoriamente del Pan.

Da quando si è incrementato questo fenomeno sociale, che colpisce direttamente la società che ha diritto ad essere ben informata, il giornalismo organizzato nella Federazione di Associazioni di Giornalisti Messicani (FAPERMEX) e nella sua analoga regionale, la Federazione Latinoamericana di Giornalismo (FELAP) ha chiesto semplicemente giustizia, che se vi fosse stata da parte delle autorità, ovviamente avrebbe capovolto il lacerante fenomeno sociale.
Tuttavia, nonostante la gravità della situazione che oggi sacrifica