Monthly Archives: marzo 2007

USA: I MAGAZINE SPOSTANO RISORSE DALLA CARTA ALLÂ’ ONLINE

31 marzo 2007
Anche U.S. News & World Report, il terzo settimanale statunitense per diffusione, segue il trend di Time e Newsweek e si focalizza sul restyling delle versioni elettroniche – Si dimette il direttore Brian Duffy – In cinque anni lo staff redazionale ridotto del 20-25%

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(m.b.b.) - New York - Si è dimesso il direttore di U.S. News & World Report, il terzo settimanale statunitense per diffusione dopo Time e Newsweek. Brian Duffy, 52 anni, lascia il timone al suo numero due, Brian Kelly, anche lui 52enne.

Sotto la direzione di Duffy, U.S. News & World Report ha spostato in maniera massiccia le risorse dall’ edizione cartacea – la cui distribuzione è rimasta sostanzialmente inalterata – a quella online. Secondo una portavoce di U.S. News & World Report, da quando Duffy ha preso le redini della rivista, nel 2001, lo staff redazionale è stato ridotto dal 20 al 25%. E i licenziamenti hanno toccato anche personale amministrativo e di supporto, oltre che firme conosciute, come il capo dei cronisti politici, Roger Simon, andatosene nel 2005. “Adesso come adesso,

NESSUNO UCCIDERAÂ’ I GIORNALI

30 marzo 2007
La grande maggioranza di direttori e capi delle redazioni sono ottimisti sul futuro della carta stampata – Un’ indagine su un campione mondiale di ''quadri'' giornalistici realizzata di Zogby International per World Editor Forum e Reuters - Due su tre direttori ritengono che le pagine dedicate ai commenti e alle analisi cresceranno di importanza -------------
 
La grande maggioranza dei direttori, vicedirettori e manager sono ottimisti sul futuro dei giornali, secondo uno studio - diffuso il 27 marzo – che fornisce il punto di vista dall’ interno degli atteggiamenti e delle strategie delle redazioni.

Si tratta del Newsroom Barometer, realizzato da Zogby International per il World Editors Forum e la Reuters.

LÂ’ indagine ha rilevato che lÂ’ 85% dei capi delle redazioni sono molto o abbastanza ottimisti sul futuro.

E che:

- il 40% dei giornalisti interpellati ritiene che da qui a 10 anni l’ online sarà il mezzo più comune per leggere le notizie;

- il 35% crede che la stampa continuerà ad avere la supremazia;

- due terzi

Parte in Usa “Principles of Citizen Journalism”

29 marzo 2007
Principles of Citizen JournalismParte in Usa un altro importante progetto legato al giornalismo diffuso e qualificato. Si tratta del Principles of Citizen Journalism, coordinato dal Citizen News Network (gestito dalla Knight Foundation) e dal Center for Citizen Media di Dan Gillmor. Chiara la base di partenza: "I principi etici sono importanti sia per i citizen reporter che per i professionisti. Da qui i pilastri su cui ruota il progetto: accuratezza, completezza, equilibrio, trasparenza e indipendenza dell'informazione. Tra i primi materiali disponibili, una ricca serie di interviste a editori, blogger e addetti ai lavori tese ad evidenziare i valori e strutture del "giornalismo di qualità a livello grassroots". Tra questi, nomi quali Jimmy Wales, Jay Rosen, Ethan Zuckerman, Doc Searls e molti altri. L'iniziativa punta a divenire una risorsa collaborativa e aggiornata che presto si arricchirà di nuovi materiali—tutti rilasciati sotto Creative Commons (e altre licenze ancora meno restrittive). E come sottolinea un altro giornalista coinvolto, JD Lasica, "vogliamo che sia una conversazione

Il giornalismo tra ventate di ottimismo e incertezze continue

29 marzo 2007
Poster di Bowling For Columbine

Una ampia sintesi dello State of the News Media 2007, la quarta edizione del rapporto annuale sulle condizioni di salute del giornalismo negli Usa curata dal Project for Excellence in Journalism di Washington - Un numero crescente di testate è alla ricerca del proprio ‘’brand’’ e ridefinisce la propria forza di mercato - Una fase caratterizzata da ambizioni ridotte - Il giornalismo appare più titubante che mai sul da farsi, tra ventate d'ottimismo e incertezze continue, alle prese con quella che si delinea come "una trasformazione epocale, simile all'invenzione della stessa macchina da stampa" - Ma il ruolo della redazione rimane sostanziale come fondamenta e pilastro degli scenari futuri

http://www.stateofthemedia.org/2007/

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a cura di Bernardo Parrella

Segue

CONTRO LA CRISI, TAGLI ALLE AGENZIE E PIUÂ’ CRONISTI LOCALI

29 marzo 2007
La ‘’ricetta’’ dell’ ex direttore del Boston Metro per fronteggiare i tagli dei budget che colpiscono le redazioni dei giornali Usa – Le principali notizie delle grandi agenzie internazionali sono su internet in tempo reale – Il richiamo dell’ hyperlocal - La replica dell’ AP

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(m. b. b.) - NEW YORK - La crisi della carta stampata? Si risolve tagliando gli abbonamenti alle agenzie di stampa e assumendo più giornalisti per la cronaca locale. La provocatoria ricetta è firmata Mark A. Phillips, già capo di Boston Metro.

Il motto è “licenzia le agenzie e assumi a livello locale”, che in inglese suona come un gioco di parole: “Fire the wire – and hire locally”. “Questo – scrive Phillips sul sito specializzato Editor and Publisher – è il mio suggerimento a editori, redattori e manager del settore, che devono affrontare quotidianamente i tagli dei costi che affligge le redazioni di tutto il Paese e che spesso porta ai licenziamenti”.

Ma perché i giornali, specialmente quelli locali, dovrebbero rinunciare agli abbonamenti a Associated Press, United Press International e Reuters?

ALBANIA: LA ”TABLOIDIZZAZIONE” DI UN PAESE

28 marzo 2007
Dalla propaganda di regime durante gli anni del totalitarismo alla odierna mediatizzazione della politica – Un articolo di Rando Devole su Osservatorio sui Balcani

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Ormai la mediatizzazione della politica in Albania si può considerare un processo chiuso. Il timbro finale è stato messo da alcune caratteristiche della campagna per le amministrative da poco conclusa. Gli slogan concisi, i cieli azzurri come sfondo, le bandiere sventolanti, le convention alla americana, i bambini sorridenti, i fiori multicolore, i palloncini festosi, ma anche la concezione in forma di show della presentazione dei candidati, sono stati gli indicatori più evidenti che tale messinscena era in funzione dei media. I cittadini erano la seconda mano, nel ruolo dei consumatori, così come l’ha chiaramente confermato il carattere pubblicitario dei messaggi della campagna stessa.
 
E’ così che Rando Devole – in un articolo su Osservatorio sui Balcani  -  descrive  la trasformazione dei media albanesi nel rapporto tra politica e comunicazione. Dalla propaganda di regime durante gli anni del totalitarismo alla odierna tabloidizzazione

NEW REPUBLIC DIVENTA CANADESE E SVOLTA A SINISTRA

25 marzo 2007
La storica rivista, per quasi un secolo una sorta di bibbia per i palazzi della politica, è ora integralmente controllata da CanWEst – Il rilancio prevede un restyling, contenuti più patinati e il rafforzamento del sito web – Un orientamento ‘’più liberal’’ per ‘’incoraggiare i Democratici a sognare di nuovo in grande sull’ambiente e sull’economia”

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Dopo 92 anni di vita e influenza nel mondo politico e culturale americano, oscillando tra pensiero liberal e neo-con, la storica rivista The New Republic diventa canadese e si prepara ad un radicale restyling nella forma e nei contenuti, svoltando a sinistra.

L’azienda editoriale CanWest ha recentemente annunciato di essere diventata l’unica proprietaria della testata comprando le azioni di Martin Peretz, conservatore con simpatie per Israele rimasto per oltre trent’anni nella gerenza. “È una buona cosa per la rivista” ha commentato Peretz, sottolineando che la CanWest “ha la tecnologia e la capacità gestionale” per traghettare The New Republic nelle agitate acque in cui si ritrova la carta stampata.

Dall’anno scorso la società canadese possedeva il 30% di The

LA VIA NORVEGESE AL GIORNALISMO DIGITALE

25 marzo 2007
Stanno avendo molto successo na24, un sito cooperativo fra vari giornali che condividono informazioni e articoli di taglio soprattutto economico, e vg.no, la versione online di Verdens Gang, il più venduto tabloid norvegese

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(m.b.b.) - Il futuro del giornalismo è davvero digitale? La risposta norvegese è positiva. Basta navigare su  Na24, sito web targato ‘.no’ nato il 24 maggio 2006: è una sorta di cooperativa di diversi giornali che condividono informazioni e articoli di taglio prevalentemente economico. Si possono trovare informazioni specializzate sia sul lato "business" che "consumer". Clienti e venditori, oltre ad essere informati su ciò che accade nel mondo, possono leggere le recensioni di diversi prodotti, confrontando prezzi e giudizi di altri consumatori e imprenditori. Gli articoli possono essere molto approfonditi.
 
Arild Strommen, che si occupa di cultura e stampa allÂ’ambasciata norvegese negli Stati Uniti, spiega che i servizi possono avere lo stesso taglio investigativo di Bob Woorward e Carl Bernstein, anche se parlano di un tostapane. "E' un sito cooperativo molto frequentato" dice Strommen, che scrive su diverse testate norvegesi. Na24

I GIORNALI ONLINE ITALIANI PIANIFICANO POCO LA LORO VISIBILITAÂ’ SULLA RETE

24 marzo 2007
Uno studio su giornali e motori di ricerca – Analizzate le strategie dei quattro principali quotidiani italiani rispetto a cinque giornali esteri – Più mature le scelte di El Pais e New York Times -----------------------

L’ impressione, a livello generale, ‘’è che manchi un piano strutturato per la visibilità della testata online e, a monte, sulla funzione che questa dovrebbe avere rispetto all’ edizione cartacea’’.

In sintesi estrema è questa la conclusione di  uno studio dal titolo ‘’Quotidiani online e motori di ricerca’’ realizzato da tsw.it, un’ azienda italiana che si occupa di ricerche di marketing, analizzando la visibilità nei motori di ricerca dei principali quotidiani italiani e internazionali.

Lo studio – si tratta di un lavoro piuttosto complesso, scaricabile qui – analizza le strategie di SEO (la ‘’Search engine optimization’’, cioè l’ insieme delle tecniche di miglioramento della visibilità*) dei siti online dei quattro principali quotidiani italiani, www.corriere.it, www.repubblica.it , www.gazzetta.it , www.ilsole24ore.com, e di cinque importanti quotidiani esteri, www.nytimes.com , www.iht.com (International Herald Tribune),

PUBBLICITAÂ’: LÂ’ ONLINE CRESCE NEGLI USA DI OLTRE IL 30% LÂ’ ANNO

24 marzo 2007
Gli investimenti nel 2006 hanno raggiunto i 16,4 miliardi di dollari e nel 2007 dovrebbero toccare i 19,5 mld, per raggiungere i 36,5 miliardi di dollari nel 2011 –Una ricerca e-Marketer -------------------

Gli investimenti pubblicitari online negli Usa crescono senza sosta. Nel 2006 hanno raggiunto i 16,4 miliardi di dollari e nel 2007 dovrebbero toccare i 19,5 mld, per raggiungere poi i 36,5 miliardi di dollari nel 2011.

I dati arrivano da una nuova ricerca e-Marketer e, spiega Tommaso Tessarolo nel suo -   blog , un trend paragonabile a quello degli Stati Uniti si sta registrando in tutti i paesi dove è diffusa internet a banda larga.

L’incremento dal 2005 al 2006 dei ricavi pubblicitari online è stato del 34%. Ed è il terzo anno consecutivo in cui questo segmento cresce con questi tassi. Interessante il commento a questo proposito del David Hallerman un Senior Analyst di eMarketer:

“Era tanto tempo che un media non aveva per tre anni di fila un aumento degli investimenti superiore al 30%. Con un guadagno del 34% nel 2006 che mostra