Monthly Archives: febbraio 2007

Troppo denaro (non Craigslist) danneggia i quotidiani

28 febbraio 2007
«Il giornalismo è stato danneggiato da un eccesso di denaro nel corso degli ultimi anni, che ha portato alla consolidazione in grandi catene editoriali gestite dai manager di corporation onde massimizzare i profitti». Questa l'opinione di Jim Buckmaster, CEO di Craigslist, il network di piccoli annunci cittadini spesso rpeso a capro espiatorio per la decimazione delle entrate dalle inserzioni delle grandi testate Usa. In un'intervista podcast per l'inglese OUT-LAW Radio, Buckmaster ha ribadito l'esagerazione e l'infondatezza di simili accuse, spiegando che «l'industria dei quotidiani è tuttora in grado di avere entrate doppie rispetto alla media del mondo industriale statunitense». Certo, l'avvento della piccola pubblicità online ha eroso gli ampi margini di guadagno a cui il cartaceo era abituato, ma il problema reale—ha insistito Buckmaster—è che i quotidiani hanno smesso di «scrivere cose importanti, tipo articoli sulla corruzione dei grandi nomi» e comunque la loro forza finanziaria non è «declinata, ma ha finito per stabilizzarsi».

ITALIA PRIMA IN EUROPA PER CRESCITA PAY TV

28 febbraio 2007
Il tasso di crescita nel corso del 2006 è stato del 12,2% secondo una ricerca dell’ e-Media Institute – Seguono la Spagna e l’ Islanda – Nel 2007 il 50% delle famiglie avranno un abbonamento pay tv

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Con un tasso di crescita del 12,2% l’Italia è il primo Paese in classifica per incremento del numero di abbonati a servizi di Pay Tv nel corso del 2006. Seguono la Spagna e poi l’Islanda che hanno registrato tassi di crescita rispettivamente dell’11,6 e dell’11%. Considerando, però, anche le offerte veicolate via Digitale Terrestre tramite tessere prepagate, l’Italia - che è l’unico Paese in cui si registra questa forma d’offerta priva di abbonamento - stacca di maggior misura gli altri mercati europei. Ai 4,2 milioni di abbonati alla Pay TV italiana si possono aggiungere circa 2 milioni di famiglie che utilizzano servizi pay per view via Dtt.

I dati emergono da una ricerca di e-Media Institute che ricostruisce le nuove mappe sul mercato della Pay TV nei Paesi dell’Europa Occidentale al dicembre 2006.
Nell’area dell’Europa

Il NYT PUNTA SEMPRE PIUÂ’ DECISAMENTE AI CONTRIBUTI DEI LETTORI

28 febbraio 2007
Il New York Times, oltre a procedere sempre più speditamente all’ integrazione fra le redazioni (per le presidenziali ad esempio è stato creato un unico desk a cui fanno capo i redattori dell’ edizione cartacea e di quella online ), sta puntando con decisione a una sinergia sempre più accentuata fra materiali prodotti dai giornalisti e materiali prodotti dai cittadini-lettori. ----------

Il New York Times, oltre a procedere sempre più speditamente all’ integrazione fra le redazioni (per le presidenziali ad esempio è stato creato un unico desk a cui fanno capo i redattori dell’ edizione cartacea e di quella online ), sta puntando con decisione a una sinergia sempre più accentuata fra materiali prodotti dai giornalisti e materiali prodotti dai cittadini-lettori, inserendo nel sito web una gamma di servizi che poi hanno ricaduta anche sull’ edizione cartacea.

Le ultime novità riguardano la sezione viaggi, quella dei matrimoni e le auto da collezione.

Come segnala Luca Conti su Pandemia , nella sezione travel del giornale i lettori registrati possano votare e inserire recensioni di ristoranti, alberghi, ecc., insieme a quelle dei critici

NYT: lunga vita al cartaceo (e alla ‘fonderia digitale’)

27 febbraio 2007
Newspaper«Il giornale cartaceo resisterà molto più a lungo di quanto si pensi». Questa l'opinione di Michael Rogers, il "futurist-in-residence" del New York Times Co. (com'è stampato sul suo bigliettino di visita). La previsione è in diretta replica a quella meno tenera dello stesso editore del colosso editoriale rimbalzata con fragore un po' ovunque. Anziché sostituire il quotidiano, il Times punta piuttosto a usare gli attuali trend digitali per rafforzare il proprio ruolo come perno centrale della nuova mappa dell'informazione. Ciò facendo buon uso delle maggiori tendenze in corso: vasta diffusione della banda (sempre più) larga, emergere dell'user-generated content, proliferazione della telefonia mobile. Da notare che Rogers è forse il più illustre del gruppo di ricerca e sviluppo (R&D) allestito 16 mesi fa, la prima volta nella storia della testata statunitense, «in riconoscimento del fatto che lo scenario mediatico va modificandosi rapidamente», spiega Michael Zimbalist, ex responsabile della Online Publishers Association che ha ricevuto l'incarico di formare tale gruppo. Secondo il quale occorre dunque spostarsi verso una dimensione da "fonderia digitale", adattando news e formati a una varietà di device e piattaforme. Senza tuttavia abbandonare la 'old-fashioned' versione

INDICI DI LETTURA: COME INTEGRARE CARTA E WEB

27 febbraio 2007
LÂ’ Associazione mondiale dei Giornali (WAN) ha costituito a Chicago una task force incaricata di definire criteri internazionali per un calcolo combinato dei lettori dellÂ’ edizione cartacea e di quella web dei giornali ------------

E’ stato costituito a Chicago nei giorni scorsi un gruppo di lavoro sull’ Integrazione delle misure dell’ audience nei media. La task force, di cui fanno parte gli esperti più in vista della comunità mondiale nel campo della carta stampata e della stampa digitale, è stata incaricata di analizzare la possibilità di adottare delle norme internazionali che associno le misure dell’ audience del giornale cartaceo e di quello online.

Numerose società di ricerca sui media – spiega l’ Associazione mondiale dei giornali (WAN) - hanno creato delle misure per mostrare alla comunità pubblicitaria e agli investitori nel settore l’ audience reale dei giornali sul mercato, combinando i dati su diffusione, numero dei lettori e traffico della testata sul web e di quella stampata. Tuttavia, se queste misure offrono una immagine più precisa della penetrazione totale di un giornale nel suo settore di distribuzione (invece della sola diffusione), esse non sono purtroppo utilizzabili da parte

Correttezza delle notizie: quegli strani accorpamenti

26 febbraio 2007

Alessandro Capriccioli pubblica su RadioRadicale.it il dossier La correttezza dell'informazione e gli strani "accorpamenti" del Corriere.it. O meglio l'incipit di un dossier per il quale chiede contributi ai navigatori. Partendo da ciò che è stato pubblicato sul sito del principale dei quotidiani italiani, inizia però già a rilevare una serie di accostamenti interessanti: per esempio la notizia della morte di Piergiorgio Welby viene seguita da quella relativa a un figlicidio, la presunta logorrea femminile allo spam o un agente di polizia licenziato perché fuori servizio indossava abiti da donna a uno stupro. Ora, saranno anche accoppiate casuali, coincidenze, ma sembra che qualche antenna si stia drizzando. Tanto che Capriccioli scrive:

Pur non volendo applicare alla lettera l'adagio di Agatha Christie secondo il quale «tre indizi fanno una prova», sarebbe opportuno verificare se tali accorpamenti possano essere considerati semplici sviste, oppure se essi costituiscano dei veri e propri tentativi di gettare una luce negativa su determinati argomenti.

[...]

L’obiettività dell’informazione non è data esclusivamente dal tenore letterale delle notizie da divulgare, ma risulta da un insieme di ulteriori elementi che concorrono a costruire la comunicazione, tra i quali particolarmente significativo è il contesto nel quale le notizie vengono presentate.

E conclude chiedendo

FREE PRESS: ARRIVA GRATIS PORTA A PORTA L’ ALTERNATIVA AL WASHINGTON POST

26 febbraio 2007
L’ Examiner, che ha da poco cambiato direttore, viene distribuito ogni mattina a Washington in quartieri scelti per la loro "desiderabilità demografica", dove vive l’ élite della capitale - Che ogni mattina trova la "piccola" busta gratuita accanto al "grande" Washington Post . --------------

di Matteo Bosco Bortolaso

Cambio della guardia all' Examiner, una strana creatura dell’editoria americana lanciata nel 2005 da Philip F. Anschutz, imprenditore di Denver con il pallino del petrolio. Dal 5 febbraio il nuovo direttore del quotidiano gratuito di Washington è Stephen G. Smith, che può fregiarsi di uno dei curricula più impressionanti del giornalismo della capitale: ha lavorato in grandi quotidiani come Philadelphia Inquirer e Boston Globe, ai settimanali Newsweek, Time, U.S. News & World Report, al National Journal ( costo di un abbonamento annuale: quasi due mila dollari) e ha fondato la rivista Civilization. Smith ha inoltre collaborato a prestigiosi istituti di ricerca: siede al Council for Foreign Relations ed è stato vice presidente di Brookings Institution.

Il neodirettore lascia l'ufficio di corrispondenza di Washington di Houston Chronicle per dirigere un giornale formato tabloid, maneggevole nella forma e sintetico nei contenuti, preparato da una cinquantina di

Libertà per il blogger egiziano Abdel Kareem

25 febbraio 2007
Free Kareem Monta la mobilitazione internazionale per la libertà del blogger egiziano Abdel Kareem Nabil Suleiman—condannato a quattro anni di carcere per aver diffuso sul suo blog “offese all’Islam e incitamento all’odio�, nonché insulti al presidente Hosni Mubarak. Il quale, per inciso, tre anni fa aveva promesso l'abolizione delle condanne al carcere per "offese a mezzo stampa". Oltre alla pronta denuncia di Amnesty International e di molte fonti internazionali, è stato organizzato il sito Free Kareem per aggiornamenti e rilanci continui. Tra le altre, preoccupa la notizia secondo cui il padre di Abdel Kareem ha deciso di "disonorare" il figlio, al quale vorrebbe veder applicata la legge della Sharia: chi non si pente entro tre giorni, viene giustiziato. Intanto Reporters Without Borders fa «appello alle Nazioni Unite per rifiutare la richiesta egiziana di ospitare l'Internet Governance Forum nel 2009» e Abdel Kareem è stato nominato per il prossimo 7th Annual Index on Censorship Freedom of Expression Awards, premio che onora i paladini della libertà d'espressione nel mondo.

USA: CENSURE AGLI SCIENZIATI SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

25 febbraio 2007

- Guinea: oscurata tutta l' informazione dopo la proclamazione della legge marziale

Il Centro americano di PEN Interntional si è unito all'appello di altre otto organizzazioni universitarie per la difesa della libertà di espressione per chiedere al Congresso di seguire da vicino la censura che il governo ha imposto agli scienziati, dopo un'udienza nel gennaio scorso, nel corso della quale sono state esaminate delle dichiarazioni che affermano che dei funzionari avrebbero ritoccato dei rapporti scientifici e preso altre misure per minimizzare l'importanza del cambiamento climatico.
Il 30 gennaio, il Comitato della Camera dei Rappresentanti incaricato della sorveglianza e delle riforme del governo ha ascoltato diversi testimoni, tra i quali alcuni storici scienziati consulenti del governo, che hanno raccontato come i loro rapporti sul cambiamento climatico sino stati edulcorati a seguito di pressioni dell'amministrazione Bush. Uno studio recente condotto dalla Union of Concerned Scientists e dal Government Accountability Project ha rivelato come l'ingerenza della politica è generalizzata nello studio della climatologia a livello federale. Il rapporto contiene un sondaggio effettuato su centinaia di scienziati che lavorano in agenzie federali. 

Studenti Usa e blog: simbiosi riuscita o coppia mancata?

22 febbraio 2007
Quasi il 45% degli studenti di giornalismo alla New York University segue regolarmente i blog. Questo il dato centrale del poll che ha interessato una parte degli iscritti al corso introduttivo dal titolo "Foundations of Journalism" (1.986 studenti undergraduate). La maggioranza si dice interessata a blog di intrattenimento e di gossip, mentre il 78% legge post sia favorevoli sia contrari alla propria opinione. Brooke Kroeger, direttore del Dipartimento che insegna anche il corso in oggetto, considera questi risultati «inattesi e opposti alla credenza popolare»—ritenendoli inferiori alle aspettative, visto il gran battage dei "new media" puntato schiettamente ai giovani. Non proprio, ribatte Jeff Jarvis, docente presso la CUNY Graduate School of Journalism. I dati sono infatti superiori a quelli di precedenti sondaggi del Pew Internet and American Life Project (i lettori di blog sono saliti del 58% dal 2004, coprendo il 27% dell'utenza globale di Internet) e del New York Times: il 39% dei navigatori, cioè circa 57 milioni di adulti in Usa, segue i blog. Per cui, insiste Jarvis, «come si fa a dire 'appena' il 44%? Chi giudica se è poco o tanto? E rispetto a quali raffrornti? Ad esempio, quanti di questi