A Udine il presente e il futuro della comunicazione digitale
Davos: annotazioni a margine
Anche in India si sperimenta…e in Italia? Bocce ferme.
Per una volta (e finalmente!) una segnalazione che non arriva dal Nord-America. Un pugno di giovani giornalisti dell'India sognava di creare una “knowledge based society� e uno spazio di “information 4 All and By All�. Rimboccatisi le maniche, ecco invece partire CitizenExpress: un community news portal pienamente dedicato alla «causa del cittadini coinvolti nel giornalismo, dove questi possono produrre news, foto, video e pubblicarli in tempo reale senza alcun filtro». Il team di ABC News Network (appositamente fondato) promette di darsi da fare «per assistere al meglio gli utenti nel fare il proprio lavoro». Il sito è ancora in beta, non sfoggia un look sfavillante, ha perfino i GoogleAds, ma presenta una marea di canali/rubriche, notizie tutt'altro stupide, diffuse da una varietà di cittadini comuni, con forum, poll, commenti e quant'altro. Il tutto, come si legge anche nella mission del progetto, per rispondere all'«urgente bisogno di una piattaforma dove tutti agiscano sia nel dare che nel ricevere».
Sbaglio, o simile e urgente bisogno esiste anche in Italia? Peccato che molti concordino a parole, ma poi abbiano ben altro da fare. Come tenere ben al calduccio
MA CÂ’ EÂ’ ANCORA BISOGNO DI UN GIORNALISMO DÂ’ ECCELLENZA?
Un’ analisi di Tom Stites proposta da Dan Gillmor sul blog del Center for Citizen Media – Tutti noi, media vecchi e nuovi, abbiamo bisogno di competenze e impegno per creare nuova eccellenza - Oggi il giornalismo tradizionale è quasi totalmente al servizio di chi possiede piuttosto che degli altri, lasciati alle informazioni del giornalismo esclusivamente televisivo - Le multinazionali, l’economia globale, e le istituzioni come il WTO operano nel più grande segreto: coprire la loro attività richiede una grande professionalità e altissimi costi - Mentre i “cittadini giornalisti” possono lavorare insieme per aiutare in alcuni progetti i reporter, reportage più lunghi e complessi di giornalismo investigativo richiedono richiedono lunghe giornate di duro lavoro per districarsi tra documenti e seguire tracce; e questo è davvero costoso. – L’ impegno disinteressato a fornire un servizio pubblico --------------------
(Sul blog del Center for Citizen Media, Dan Gillmor ha recentemente pubblicato questo lungo articolo di Tom Stites, un ex redattore di quotidiani e un profondo analista della pratica giornalistica. In un intervento dell’ estate scorsa, Stites si era chiesto: ‘’Il ruolo dei media è ancora un problema chiave della democrazia?’’. Qui, aggiunge Gillmor, ritorna
Giornalismo d’eccellenza, ce n’ è ancora bisogno?
Wikileaks, come scoprire e diffondere dossier scomodi vietati alla stampa
Il sito nasce in Usa ad opera di un gruppo di militanti radicali che si ispirano a Daniel Ellsberg, il dipendente del governo federale statunitense che durante la guerra in Vietnam riuscì a ottenere alcuni documenti segreti del Pentagono ed esporli alla stampa di tutto il mondo - Una agenzia di intelligence autogestita ’’
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Si definisce una "agenzia di intelligence autogestita" e si propone di denunciare scandali governativi e far circolare documenti scottanti che altrimenti non raggiungerebbero mai la sfera pubblica globale.
EÂ’ questa lÂ’ ambizione di WikiLeaks , un ambizioso progetto fondato in Usa da un gruppo di militanti radicali, che si offre come uno spazio digitale aperto ai contributi di qualsiasi utente, concettualmente simile a Wikipedia, nel nome della trasparenza come principio fondamentale della democrazia.
Internet – osserva Tommaso Poggiali in un articolo su Mytech , è un potentissimo strumento democratico che grazie al contributo degli utenti può svolgere funzioni di "cane da guardia" nei confronti del potere e delle istituzioni.
WikiLeaks, osserva Poggiali, promette anonimato totale e sicurezza per coloro che vorranno imitare Daniel Ellsberg, il dipendente del governo federale statunitense che durante la guerra
SEMPLICI CITTADINE ACCREDITATE COME REPORTER A UN PROCESSO CONTRO SERIAL KILLER CANADESE
Due ex prostitute stanno ‘’coprendo’’ per un sito online di Vancouver, insieme ad altri 350 giornalisti professionali, il processo contro un allevatore di maiali accusato di aver ucciso 26 donne – Il direttore della testata cercava qualcuno che potesse seguire ‘’dall’ interno’’ la vicenda e le ha incaricate come ‘’citizen correspondents’’ --------------------
Non ‘’dal nostro inviato speciale’’ o ‘’dal nostro corrispondente’’, ma ‘’by Citizen correspondent’’, ‘’dal nostro – come tradurre? –cittadino corrispondente’’.
Tra i 350 giornalisti inviati a seguire il processo per una delle più terribili catene di delitti nella storia canadese – quello contro Robert Pickton, un allevatore di maiali di 57 anni accusato dell’ uccisione di 26 donne (prevalentemente prostitute ed ex tossicodipendenti) a Vancouver – ci sono due giornalisti-cittadini. Si tratta di due donne, Pauline VanKoll e Trisha Baptie, che seguono il dibattimento per un sito di citizen journalism canadese, Orato .
Orato - che nell’ intestazione promette "Storie vere da gente vera’’ (‘’True Stories from Real People’’) - aveva messo all’ inizio del mese una inserzione per la ricerca di ‘’prostitute’’ che potessero ‘’aiutarci a seguire il processo Pickton’’. Volevano qualcuno che – secondo il direttore del
UNA NUOVA RICERCA SU COME I GIOVANI USANO I MEDIA
Lo studio sarà al centro della 7/Ya World Young Readers Conference, che si terrà a Washington dal 25 al 28 marzo -----------
La più estesa ricerca condotta finora su come i giovanni usano i media – e su come i giornali possono utilizzare queste informazioni per attirare una nuova generazione di lettori – verrà illustrate in occasione della 7/a World Young Reader Conference, che si terrà a Washington, D.C., dal 25 al 28 Marzo prossimi.
Lo studio sul ‘’DNA del giovane lettore’’, sviluppato per la (WAN) World Association of Newspapers dall’ azienda D-Code di Toronto, punta a sviluppare sul piano globale e su quello locale le migliori strategie e tattiche per la distribuzione di notizie e contenuti informativi a un maggior numero di giovani lettori.
"I giovani stanno sviluppando il loro atteggiamento con le notizie e le fonti di informazione in anni critici della loro formazione’’, dice Aralynn McMane, direttor dello Young Readership Development del WAN. "I giornali hanno bisogno di capire meglio come creare contenuti per questo segmento di lettori molto poco stabili. Gli uomini del marketing devono sviluppare dei nuovi approcci per legare la gioventù ai giornali e convincere gli iserzionisti a farsi coinvolgere in questo processo’’.
LO studio
Sul web anche i necrologi diventano 2.0
Con "My Death Space" il Web 2.0 arriva a toccare anche lo spazio funebre.
Lo segnala sul suo blog (Demain tous journalistes?) Benoit Raphael, spiegando come ciò riguardi i membri di MySpace che passano a miglior vita. La versione funebre registra circa 24 segnalazioni di decessi al giorno. Si tratta, più o meno, di una sorta di spazio della memoria dedicato ai componenti della rete sociale più popolare del web. Gli internauti possono sottoporre liberamente la notizia di un decesso, indicando semplicemente il nome del personaggio morto, la causa della morte, la sua foto, il suo sito su MySpace e un piccolo messaggio in ricordo. E chiunque può lasciare dei commenti.
Leggi su LS-DI l'ampio articolo.
Cittadine accreditate come reporter in un tribunale canadese
Non più "dal nostro inviato speciale" o "dal nostro corrispondente", bensì "by Citizen correspondent’’, cioè "dal nostro cittadino corrispondente’’.
Tra i 350 giornalisti inviati a seguire il processo per una delle più terribili catene di delitti nella storia canadese— (quello contro Robert Pickton, un allevatore di maiali di 57 anni accusato dell’uccisione di 26 donne a Vancouver, per lo più tossicodipendenti e prostitute)—ci sono anche due giornalisti-cittadini. Si tratta di Pauline VanKoll e Trisha Baptie (nella foto), ex prostitute che seguono il dibattimento per un sito di citizen journalism canadese, Orato. Il quale, rispettando il proprio motto "Storie vere da gente vera", aveva diffuso una inserzione per la ricerca di "prostitute che potessero aiutarci a seguire il processo Pickton’’. Cioè qualcuno capace di rivivere e ricostruire la vicenda dal di dentro, fornendo quindi "una voce unica e specifica". Dopo aver risposto via e-mail, e una breve intervista di persona, VanKoll e Baptie hanno ricevuto gli accrediti e ora stanno seguendo il processo in una sala sopra l’aula del tribunale, dove ci sono solo 16 postazioni riservate ai giornalisti.
Altri dettagli su LS-DI.