WIKIPOLITICA, UN NUOVO SPAZIO DI DIBATTITO ALTERNATIVO AI MEDIA TRADIZIONALI

| 10 luglio 2006 |


Creare una comunità di dibattito politico alternativa a quella dei media tradizionali: è questo l’ obbiettivo di : Campaigns Wikia una nuova piattaforma collaborativa progettata da Jim Wales, il padre dell’ enciclopedia libera creativa Wikipedia, che in questo modo cercherà di fornire ‘’informazioni più neutre possibili sui temi politici più attuali: politica internazionale, processi di riforma sociale, economia’’
—————-

In un articolo su Punto informatico (http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1557305&r=PI) , Tommaso Lombardi riporta le parole di Wales:

“Ok, un’idea folle”, ha dichiarato lo stesso Wales, “ma per pi di 50 anni siamo vissuti nell’era della videopolitica, della televisione, del broadcasting: ora il momento di far parlare la gente”.

Il progetto estremamente ambizioso e sta soltanto muovendo i primi passi. Wales – spiega Lombardi – ha aperto una mailing list dedicata all’iniziativa e come primo passo vorrebbe “aggregare pensieri e parole, per confrontarsi ed insegnarci a vicenda come riuscire a fare comunicazione politica”. In pratica, attraverso la dialettica di Wikipedia, l’obiettivo di: Campaigns Wikia sar di fornire informazioni pi neutre possibili sui temi politici pi attuali: politica internazionale, processi di riforma sociale, economia.

“Lo dico chiaro e tondo: non ho idea di come rendere la politica meno corrotta, pi sana”, ha detto Wales in un comunicato ufficiale rivolgendosi agli utenti della Rete, “ma sono sicuro che voi tutti sapete come fare”. “Se riusciamo a trascinare tutte le parti dello spettro politico all’interno del progetto”, ha aggiunto, “riusciremo ad usare la piattaforma Wiki per discutere, organizzare e sviluppare attivismo politico”.

La convinzione alla base di Wikia che attraverso il dialogo pluralistico e l’inclusione delle masse nel trattare temi politici delicati, particolarmente manipolabili da quelli che gli scienziati della comunicazione chiamano “monopoli informativi”, sar possibile purificare la politica e sanare la frattura tra base e vertice del potere.

Un vero e proprio sistema aperto: un’utopia? Forse, ma non bisogna sottovalutare la contingenza: “C’ da ricordare che durante le ultime elezioni presidenziali americane”, ha concluso Wales nella sua lettera aperta datata simbolicamente 4 Luglio, “blogger e creatori di siti web sono stati accolti dai seminari e dai congressi di partito come membri della stampa a tutti gli effetti”. Se questo processo d’inclusione dei privati cittadini nella politica mediatizzata riuscisse ad essere aggregato, accessibile ed automoderante, Wales convinto di riuscire nei suoi intenti.

Howard Rheingold, esperto di tecnologie ed autore del libro “Smart Mobs” sulla “rivoluzione sociale” innescata da Internet, convinto che l’iniziativa sia estremamente positiva. “Ammiro Wales e la sua fiducia nelle risorse degli altri, il suo pensare in grande”, ha scritto Rheingold sul proprio blog, “perch c’ bisogno di fare qualcosa per redimere la corrotta politica statunitense”. Un sistema del genere potrebbe essere utile anche in Italia? Sicuramente qualcuno potr dire di s.

Wikipedia, l’altro progetto di Wales, si rivelato un successo globale.

Leggi anche:

I commenti sono chiusi.