UNA FLASH MOB CONTRO I CENSORI DI SINGAPORE

| 13 luglio 2006 |


Lee Kin Mun

Con un singolare happening politico, un gruppo di contestatori organizzati via SMS decide di sfidare il Governo del paese in nome della libertà di parola
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Documento senza titolo

Una trentina di sostenutori di Lee Kin Mun –  che col nome di Mr Brown ha dato vita a uno dei blog più noti e più critici nei confronti del governo di Singapore –  hanno dato vita due giorni fa a una manifestazione di protesta contro la decisione del ministero delle comunicazioni di provocare la sospensione della sua rubrica su un giornale locale. Ne dà notizia Punto informatico ( target=”_blank”> qui ), che riprende un lancio dell’ AFP.

L’ agenzia riferisce che una trentina di “supporter”, vestiti di marrone in onore dello pseudonimo letterario di Lee (Mr.Brown), si sono radunati in una delle principali stazioni della metropolitana, in seguito a un flash mob dal chiaro sapore politico che – afferma Giorgio Pontico su PI – ‘’secondo gli osservatori segnala ancora di più una crescente intolleranza degli utenti-scrittori verso gli atteggiamenti dispotici del governo di Singapore.

L’happening politico e pacifico contro il modus operandi dell’attuale esecutivo rafforza la pessima immagine di Singapore nell’ambito libertà di stampa.

Reporters Sans Frontières ha di recente collocato il paese tra gli ultimi nella classifica sulla libertà dei giornalisti e dell’informazione.

Ciò che incuriosisce gli osservatori – osserva ancora PI – è la natura spontanea della manifestazione, organizzata per lo più tramite SMS scambiati dai partecipanti, pronti a sfidare il divieto di manifestare senza preventiva autorizzazione delle autorità.

“Penso sia molto importante avere una voce indipendente nella stampa” ha dichiarato ad AFP un ragazzo, intervenuto per protestare dopo aver ricevuto un SMS. Lee dal canto suo nega di essere la mente organizzatrice di questa protesta e di aver quindi mandato lui il primo messaggio. Tuttavia manifesta una certa soddisfazione nel constatare il fatto che la propria opera di informazione alternativa abbia raccolto proseliti tanto coraggiosi da formare addirittura un sit-in a suo favore.

I quotidiani di Singapore hanno confermato la sospensione della rubrica di Mr.Brown ma non riferiscono di motivazioni addotte dal Governo per questo intervento. La penna di Mr.Brown è ancora ferma, ma la sua tastiera continua a sfornare documenti bollenti diffusi in rete.

Gli articoli di Lee sono ospitati settimanalmente su un quotidiano locale, come riporta il seguitissimo blog BoingBoing. E uno di questi è stato ritenuto dal governo “eccessivamente critico”. L’ esecutivo ha redarguito ufficialmente Lee, definendolo “scrittore politicizzato che destabilizza l’ordine costituito e mina la fiducia degli elettori”. “Giudicare l’operato del governo”, ha detto la portavoce del ministero, Krishanasamy Bhavani, “non è il ruolo dei giornalisti e dei mass media”.

Dopo pochi giorni, la rubrica di Lee sul quotidiano è stata sospesa e il reporter è stato costretto ad accettare la censura senza controbattere.

“Una reazione di questo tipo è veramente preoccupante”, hanno detto immediatamente gli esperti di Reporters Sans Frontières: “È un monito del governo a tutti coloro che intendono criticare l’establishment politico”.

L’informazione a Singapore, specialmente quel che riguarda la sfera online, è sottoposta a censure e severe regolamentazioni – aggiunge PI -, specie dopo disdicevoli episodi legati a siti dal contenuto razzista.
La struttura sociale di Singapore è estremamente composita ed il governo ha paura che una qualsiasi fuga di notizie incontrollata possa scatenare gravi dissidi tra la popolazione, appartenente a decine di diverse religioni, culture ed etnie.

 


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