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| 19 agosto 2006 |

1 – La corruzione soffoca la libertà di stampa, un rapporto di Freedom House

2 – Iraq: supera il centinaio il numero dei giornalisti morti

3- Bolivia: nascono le prime radio comunitarie promesse da Evo Morales

 

1 – La corruzione soffoca la libertà di stampa, uno studio di Freedom House

La corruzione radicata restare il maggiore ostacolo alla democrazia nei paesi in transizione e Zimbabwe, Azerbaïdjan, Yémen, Kazakhstan e Bahreïn figurano in testa alla classifica dei paesi pi corrotti del mondo, rileva uno studio recente realizzato da Freedom House.

Intitolato « Countries at the Crossroads 2006 », il documento valuta la situazione della ‘’governance’’ in 30 paesi in cui le istituzioni democratiche sono sempre fragili o che sono guidate da governi autoritari. Lo studio analizza quattro settori della ‘’governance’’: il peso dell’ opinione pubblica, le libertà civili, la primazia del diritto e la trasparenza e infinela lotta contro la corruzione.
In quasi tutti i paesi esaminati i punti di maggior debolezza sono rappresentati dai capitoli relativi alla corruzione e all’ assenza di trasparenza. Lo studio rileva inoltre che nei paesi in cui la corruzione è più diffusa sono sempre maggiori le restrizioni alla libertà di stampa.

Di tutti I paesi analizzati, lo Zimbabwe è il peggiore. ‘’L’ interesse principale del governo Mugabe è di conservare il potere attraverso un sistema di favoritismi che include l’ accesso ai beni privati e a quelli dello Stato. Il partito al potere, lo  ZANU-PF, possiede una vasta gamma di imprese, cosa che permette all’ elite del partito di approfittare personalmente della situazione’’, spiega lo studio.

 

Il rapporto è qui : http://freedomhouse.org/template.cfm?page=140&edition=7

Consultare anche :
– Freedom House : http://www.freedomhouse.org
– Transparency International : http://www.transparency.org
– UNESCO : http://tinyurl.com/zyx28
– Médias, gouvernance et développement : http://www.worldbank.org/wbi/governance/pdf/press_freedom_day_keynote.pdf

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2 –  Iraq: supera il centinaio il numero dei giornalisti morti

La Guerra in Iraq si rivela per i giornalisti la più sanguinosa degli ultimi decenni visto che almeno 100 giornalisti e operatori dell’ informazione sono stati uccisi, secondo la Federazione internazionale dei giornalisti, Rsf e Cpj. Nel corso degli ultimi dieci giorni sei giornalisti hanno perso la vita.

Il 7 agosto Mohammad Abbas Mohammad, redattore capo del giornale sciita « Al Bayinnah Al-Jadida », è stato cciso da sconosciuti nel distretto di Adil, a Bagdad, riferisce il CPJ. Era estremamente critico nei confronti dei politici e dei rappresentanti pubblici iracheni, senza riguardo per la loro affiliazione politica o religiosa e aveva ricevuto più volte minacce di morte a causa del suo lavoro al giornale.

Quello stesso giorno il cadavere di un giovane praticante giornalista, Ismail Amin Ali era stato ritrovato dalla polizia nel settore est di Bagdad, quello noto col soprannome di al-Sadr City, precisa il Cpj. Il suo corpo era crivellato di colpi d’ arma da fuoco e la polizia irachena ha detto di aver rilevato i segni di torture. Il giornalista era stato sequestrato mentre si trovava in una stazione di servizio nei pressi di al-Shaab, a Bagdad, due settimane fa. I rapitori avevano chiesto un riscatto, che la sua famiglia non era stata in grado di pagare.

Il 29 luglio, uomini armati avevano abbattuto Adel Naji al-Mansouri nel distretto di al-Amariyeh, di Bagdad, secondo FIJ, CPJ e RSF. Al-Mansouri, 34 anni, era corrispondente della catane tv iraniana satellitare in lingua araba  Al-Alam, che fa capo al governo.

Il 30 luglio, Riyad Muhammad Ali, reporter del settimanale « Talafar al-Yawm », era stato ammazzato da sconosciuti nel settore di Wadi Aqab, a Mossul. Una fonte locale ha dichiarato al CPJ che Ali era stato colpito sia perché era sciita che perché era giornalista. La violenza settaria a Talafar è intensa e Ali era un giornalista ben conosciuto che lavorava per uno dei principali giornali della città.

La FIJ e RSF riferiscono inoltre la morte dei giornalisti Abdul Wahab Abdul Razeq Ahamad Al Qaisie e Riyad Atto, i cui cadaveri sono stati scoperti il 1° agosto. Al Qaisie era redatore capo della rivista irachena « Kol al Dounia » ed era scomparso verso il 20 luglio. Atto era redattore capo di un giornale di Talafar, a nord di Bagdad.

RSF sottolinea infine che tre girnalisti sono tenuti in ostaggio in Iraq: Rim Zeid et Marouan Khazaal, della stazione tv irachena « Al-Sumariya », e Salah Jali al-Gharraoui, un impiegato iracheno della France Presse. Altri due giornalisti – il reporter francese Frédéric Nérac e Isam Hadi Muhsin Al-Shumary, cameraman per Suedostmedia – sono considerati scomparsi.

 

Consultare:
– CPJ : http://www.cpj.org/news/2006/mideast/iraq08aug06na.html
– FIJ : http://www.ifj.org/default.asp?Index=4087&Language=EN
– RSF : http://www.rsf.org/article.php3?id_article=18454
– Dossier di Human Rights Watch sull’Irak : http://www.hrw.org/campaigns/iraq/
– Irak : ‘’Coprire’’ la guerra : http://www.pbs.org/frontlineworld/stories/iraq401/

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3 – Bolivia: nascono le prime radio comunitarie promesse dal governo

Alla fine di giugno il presidente della Bolivia Evo Morales ha inaugurato due delle 30 radio comunitarie che all’ inizio del suo mandato aveva promesso di realizzare. Si tratta di  Radio Orinoca e Radio Independencia. Ne dà notizia IJNET (http://www.ijnet.org/?P=Article&ID=305380&LID=2).
Durante la cerimonia di inaugurazione della ‘’Radio del pueblo de Orinoca’’, Morales ha spiegato che in Bolivia l’ emittenza radiofonica è in mano a settori privati e regionalisti e per questo è stato lanciato il progetto di fare in modo che gli indignei e i contadini abbiano la propria voce per educare e lottare per i propri diritti.
La radio è stata allestita con finanziamenti del Venezuela e l’ appoggio di tecnici cubani.
Oltre alle radio Orinoca e Independencia, hanno cominciato le proprie trasmissioni anche Radio Riberalta, nel Beni, e Radio en Sabaya, a Oruro. I conduttori e i tecnici delle emittenti sono membri di ciascuna comunità e sono stati preparati con dei corsi di specializzazione.
Le radio comunitarie saranno raggiungibili anche attraverso Internet ed è in preparazione uno studio per la realizzazione di una rete televisiva comunitaria.
Consultare:
http://www.ipys.org/interprensa.php#
http://www.vive.gob.ve/inf_art.php?id_not=2117&id_s=6&id_ss=2.

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