SE TERRA ‘OCCUPATA’ DIVENTA ‘CONTESA’

| 14 gennaio 2006 |


Robert Fisk

Robert Fisk: la Palestina condannata anche attraverso gli slittamenti semantici – Un articolo su Z-net ‘Circa due anni fa, la parola “insediamenti” fu rimpiazzata da “quartieri ebraici” […] la terra palestinese “occupata” fu descritta in maniera più morbida […] come terra palestinese “contesa” […] Poi c’è il “muro”, […] sempre più spesso oggigiorno, i giornalisti lo definiscono una “recinzione” […] sebbene il grande serpente di calcestruzzo e acciaio che si snoda nella parte est di Gerusalemme sia più alto del vecchio muro di Berlino. […] L’effetto semantico di questo offuscamento giornalistico è chiaro. […] il solo fatto di protestare violentemente contro qualcuno di questi fenomeni fa apparire la popolazione palestinese come generalmente malvagia. Con il nostro uso del linguaggio noi li condanniamo’’.

E’ l’ analisi che il giornalista inglese Robert Fisk fa del meccanismo semantico con cui vengono generalmente descritte le vicende israelo-palestinesi in un articolo su Z-net.it .

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