SE LA REDAZIONE DIVENTA UN ‘INFORMATION CENTER’

| 10 novembre 2006 |

Nel Gruppo Gannett (90 giornali fra cui Usa Today e 23 stazioni televisive) verrà scardinata la tradizionale divisione per settori e nasceranno delle ‘’aree per la raccolta di informazioni’’ in funzione 24h su 24 e 7 giorni su 7

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Gli Information Center – le strutture che entro marzo prossimo dovranno sostituire le vecchie redazioni dei giornali del gruppo Gannett (90 quotidiani, fra cui Usa Today, il giornale più venduto negli Usa e 23 stazioni televisive) – trasformeranno davvero in maniera radicale il processo di produzione dell’ informazione giornalistica così come lo abbiamo visto negli ultimi decenni?

E’ la domanda che circola con insistenza in questi giorni negli ambienti del giornalismo Usa e che è stata ripresa anche qui in Italia in vari siti.

Gli Information center – spiega una nota inviata a tutti i dipendenti dal CEO del gruppo, Craig A. Dubow, e resa nota da Poynteronline (su cui si è aperto un vasto dibattito) – ‘’sono un modo per raccogliere e distribuire notizie e informazioni attraverso qualsiasi piattaforma 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. L’ Information Center ci consentirà di raccogliere quelle notizie e informazioni realmente locali che i clienti richiedono, e poi distribuirle quando, dove e come essi desiderano. E’ questa l’ essenza della nostra Visione e Missione e l’ elemento chiave del nostro Piano Strategico’’.

Mario Tedeschini Lalli – nel suo Giornalismo d’ altri – Non più solo carta: 90 quotidiani americani rivoluzionano le redazioni – spiega così questa innovazione.

‘’…viene scardinata la tradizionale divisione per settori (Economia, Sport, Spettacoli, ecc.) e si ricompone l’intera forza lavoro redazionale e para-redazionale (centri documentazione, p. es.) in sette “aree per la raccolta d’informazioni”: Digital, Public service; Community conversation; Local; Custom content; Data; Multimedia.

Ecco come le FAQ aziendali definiscono il nuovo information center: “E’ un nuovo modo di trasformare il processo di raccolta e diffusione delle notizie e delle informazioni. E’ un’evoluzione della redazione, che punta a raccogliere le informazioni che desiderano i nostri lettori e i nostri utenti usando parole, immagini e video e distribuendoli mediante piattaforme multiple: il giornale quotidiano, online, telefonia mobile, pubblicazioni non quotidiane e ogni altro mezzo disponibile per andare incontro alle esigenze dei nostri lettori. Creare un Information center significa ristrutturare la redazione, espandersi verso il multimedia, far nostra l’interazione con la comunità, spostare risorse e ripensare il modo con il quale copriamo la comunita”.

La nuova organizzazione del lavoro viene lanciata dopo esperimenti pilota in 11 giornali del gruppo.

L’ amministrazione – prosegue Giornalismo d’ altri – promette che non ci saranno licenziamenti e che sono previsti corsi di aggiornamento o di riqualificazione (per esempio per fotografi e grafici che dovrebbero formare il nucleo centrale della nuova sezione Multimedia).

Una delle cose più interessanti, dal punto di vista giornalistico, è l’idea di coinvolgere i lettori in uno sforzo congiunto per grandi inchieste sul funzionamento delle amministrazioni locali (crowdsourcing), altro aspetto che può prendere l’ ibridazione tra giornalismo professionale e citizen journalism.

Interessantissime, dal punto di vista del modello di business, le ricadute sull’organizzazione della raccolta pubblicitaria che dovrà d’ora in poi essere centrata sul concetto di “audience aggregation”. Non ha più senso, cioè, per la Gannet pensare al pubblico del giornale di carta, del sito, dei cellulari o altre piattaforme come pubblici distinti: la testata si organizza per contare tutti i pubblici come uno per affermare la propria rilevanza nel mercato pubblicitario.

I particolari sono molti e vale la pena di eplorarli, ma la rivoluzione è tale – aggiunge Tedeschini Lalli – che occorrerà un momento per capirne bene la portata. Ci sono cose che a prima vista fanno un po’ impressione, per esempio il passaggio dall’enfasi sul giornalismo come “news” al giornalismo come “information”… ma in fondo da sempre i quotidiani danno pagine di risultati sportivi, listini di borsa, elenchi di farmacie di turno ecc.

Nel frattempo però è francamente invidiabile il coraggio di un ambiente professionale che di fronte alle incertezze del futuro ha preso il toro per le corna, ha cercato di immaginare quale sia o possa essere il prodotto giornalistico del futuro, ha fatto delle ipotesi di ristrutturazione, le ha sperimentate e ora le lancia con grande forza e investimenti in risorse umane (formazione!) e tecnologiche.

Qui in Italia – conclude – mi basterebbe che gli organismi associativi e professionali dei giornalisti si ponessero questi problemi, prima che altri lo facciano senza (contro?) di loro.

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