RSF ACCUSATA DI AVER INTASCATO FONDI DELLA CIA

| 15 aprile 2006 |



Nuove polemiche in Francia scatenate da un’ intervista a Metro-France dello scrittore Maxime Vivas , secondo cui Rsf avrebbe ricevuto finanziamenti anche da oranizzazioni ‘’paravento della Cia’’ – ‘’Pura disinformazione’’, ‘’menzogne spudorate’’, replica Rsf – Nel 2005, controreplica Vivas a Rsf sono andati fondi per 40.000 dollari dal National Endowment for Democracy (NED).





Documento senza titolo

Riesplodono in Francia le polemiche su Reporters sans frontières, l’ associazione per la difesa della libertà di stampa accusata nuovamente di utilizzare fondi e sostegni da parte di agenzie governative Usa, soprattutto in relazione all’ America Latina.
La polemica è partita da una intervista di qualche giorno fa all’ edizione francese del quotidiano gratuito Metro rilasciata da Maxime Vivas, scrittore francese vicino ad Attac-France e autore – insieme a Danielle Bleitrach e Viktor Dedaj  di “Les Etats-unis de mal empire “ (éd.Aden, 287 p., 20 €) un libro in cui – spiega lo stesso Vivas su Bellaciao –  http://bellaciao.org/fr/article.php3?id_article=25716 – , il sito dell’ omonimo collettivo italo-francese,  si sosteneva fra l’ altro che Reporters sans frontières ‘’era finanziata da strutture paravento della Cia’’.
Rsf ha protestato duramente imponendo a Metro la pubblicazione di una rettifica in cui respingeva seccamente le accuse e parlava di ‘’disinformazione’’, minacciando di ricorrere alla magistratura.
Vivas ha replicato con una risposta ancora più dura, definendo le affermazioni di Rsf ‘’menzognere e minacciose’’ . Non mi denunceranno, ne sono più che sicuro – sostiene Vivas – perché ‘’mentono spudoratamente’’.

****************
Nell’ intervista (Métro France du 05/04/06 – http://www.metrofrance.com/site/hom…), dal titolo ‘’Il Sud, fronte del rifiuto’’,  Vivas aveva affermato in particolare:
”RSF, che non si occupa d’ altro che della stampa povera nei paesi poveri, è stata la sola a felicitarsi con Pedro Carmona dopo il suo colpo di Stato contro Chavez, riportato al potere dal popolo dopo appena 48 ore. Bella lezione di democrazia da parte di una ong finanziata da strutture paravento della Cia !’’.

 ‘’Alt alla disinformazione’’ : con questo titolo Metro pubblica la rettifica dfi Rsf, secondo cui ‘’è falso’’ che Rsf si occuperebbe ‘’solo di stampa povera nei paesi poveri’’.
Noi – sostiene l’ associazione parigina diretta da Robert Ménard – ‘’siamo la sola organizzazione al mondo ad aver pubblicato, ad esempio, un rapporto dettagliato su alcuni casi di giornalisti imprigionati dagli Usa (cfr. “Quand l’Amérique emprisonne des journalistes” su http://www.rsf.org ). Altro esempio : dall’ inizio del 2006 siamo intervenuti a più riprese per denunciare gli attacchi alla libertà di stampa in Germania, Australia, Canada, Spagna, Usa, Francia, Italia, Giappone, Portogallo e Svizzera. Paesi che difficilmente possono essere definiti… poveri’’.

Quanto al fatto che, secondo Vivas, Rsf si sarebbe felicitato con Pedro Cardona dopo il golpe contro Chavez, si tratterebbe di ‘’una invenzione’’. ‘’Se all’ epoca – aggiunge Rsf – abbiamo criticato l’ autoritarismo del presidente contro la stampa, abbiamo ugualmente denunciato gli ‘eccessi dell’ anti-chavismo’ e la deriva di alcuni media che non esitavano a pubblicare false informazioni, mettendo a volte in pericolo giornalisti vicini a Chavez’’.

Infine, l’ affermazione secondo cui Rsf sarebbe una Ong ‘’finanziata da strutture schermo della Cia’’ sarebbe ‘’una diffamazione pura e semplice’’. ‘’I conti della nostra organizzazione, che è riconosciuta di pubblica utilità, – afferma Rsf – sono certificati da revisori dei conti indipendenti e pubblici. Nel 2005 il 52% delle nostre risorse provenivano dalla vendita di libri fotografici, il20% da donazioni di imprese, il 14% da sovvenzioni pubbliche e private e il 7% da donazioni’’. 

****************************
Nella sua controreplica – pubblicata su Bellaciao – Vivas ricorda che Rsf il 12 aprile 2002, il giorno dopo il putsch antichavista si era rivolto alle ‘’nuove autorità’’ parlando di Chavez come dell’ ‘’ex presidente’’ e sostendo, ‘’falsamente’’, che Chavez aveva firmato le proprie dimissioni.

Tra l’ altro, aggiunge lo scrittore, uno dei due corrispondenti di Rsf a Caracas,  Ewald Schwarenberg, era un giornalista di El Nacional che in un editoriale del 12 aprile aveva salutato il golpe come una ‘’vittoria della democrazia’’. Mentre l’ altra corrispondente di Rsf, la politologa Maria José Perez, era una consigliera dell’ opposizione anti-chavistaeillère de l’opposition anti-chaviste.

Quanto alla lista fornita da Rsf per i suoi interventi contro i ‘’paesi ricchi’’, Vivas ribatte che si tratta di ‘’polvere negli occhi’’. Nessuna di quelle denunce – aggiunge – figura sdulla home page dell’ organizzazione, che raccoglie invece solo denunce contro vicende relative a paesi poveri.

Rsf – spiega Vivas – ‘’protesta a volte contro i potenti, ma senza nessuna azione spettacolare e soprattutto mai contro il paese che in questi ultimi anni ha ucciso il maggior numero di giornalisti : gli Stati Uniti’’.
Infine, sulla questione dei dollari Usa, Vivas cita un articolo dell’ 11 marzo 2005 di Diana Barahona dans Northern California Media Guild, secondo cui RSF avrebbe ricevuto ‘’fond governativi americani attraverso la NED (National Endowment for Democracy,)’’ : « L’ avvocato Eva Golinger – sosteneva l’ articolo – ha scoperto che più di 20 milioni di dollari sono stati versati da NED e USAID a gruppi d’ opposizione e media privati del Venezuela, molti dei quali avevano partecipat al golpe. La NED ha distribuito a Rsf circa 40.000 dollari nel gennaio 2005…»

Un ex agente della Cia specializzato in America latina, Philip Agee,  ha rivelato in una intervsta al giornalista Jonah Gindin (25 marzo 2005) che – prosegue Vivas – la NED lavora con la Cia. In Nicaragua, contro i sandinisti, « la CIA et la NED hanno messo in piedi un fronte civico chiamato Via Civica ».
Altro sponsor di RSF dal 2002 – dice Vivas – il Center For a Free Cuba, creato per rovesciare il potere cubano e diretto da un agente della CIA, Frank Calzon.

Vivas rileva infine che sul suo sito, l’ 8 luglio 2005, Rsf affermava : « …Le sole sovvenzioni che noi riceviamo dagli Usa sono quelle delle fondazioni Center for a Free Cuba e National Endowment for Democracy (NED)».

‘’Sullo stesso sito, cercando bene, – conclude Vivas – si trova in caratteri molto piccoli, nell’ elenco degli sponsor, un altro paravento della Cia creato dal miliuardario e magnate della stampa George Soros :  l’Open Society Institute, molto attivo nel lavoro sotteraneo di rovesciamento dei governi. Perché Rsf ha nascosto questi suoi sponsor ai lettori Metro ?’’.

 


I commenti sono chiusi.