RISOLUZIONE IFJ ALL’ ONU PER LA SICUREZZA DEI GIORNALISTI

| 30 gennaio 2006 |

Centocinquanta operatori dei media uccisi nel 2005 – Il Rapporto dell’ Ifj denuncia la cultura dell’ indifferenza e dell’ impunità .

Una risoluzione sulla sicurezza dei giornalisti è stata presentata ai membri del consiglio di sicurezza dell’ Onu dalla Federazione internazionale dei giornalisti. La risoluzione – (qui) – chiede di assegnare al Segretario generale il mandato di seguire e sostenere gli sforzi dei governi per assicurare alla giustizia i responsabili delle uccisioni dei giornalisti.

L’ obbiettivo dell’ iniziativa è vincere ”la cultura della negligenza e dell’ indifferenza che circonda le uccisioni di giornalisti nel mondo” e che, aggiunge l’ Ifj nel suo Rapporto di fine d’ anno, ”rende più pericoloso che mai per la stampa fare il proprio mestiere”.

Nel 2005 sono stati 150 i giornalisti e lavoratori dell’ informazione uccisi nel mondo. Si tratta di un record, rileva l’ Idj che sollecita un’ azione internazionale che metta fine all’ impunità.
I paesi più pericolosi per i giornalisti restano l’ Iraq, con 35 morti, le Filippine (10 morti) e la Colombia, il Messico e Haiti, dove sono stati registrati 9 omicidi .

Ottantanove dei 150 giornalisti e lavoratori dei media uccisi nel 2005 sono stati ammazzati nell’ esercizio della loro funzione, moltissimi di loro da parte di organizzazioni politiche o criminali. Sessantuno sono morti per incidenti o disastri verificatisi mentre erano in missione, fra cui le 48 persone morte nello schianto di un aereo a Theran, in Iran. Secondo l’ Ifj in più del 90% dei casi relativi all’ uccisione di un giornalista non ci sono indagini serie da parte delle autorità e solo un pugno di assassini sono stati perseguiti. Tra i fattori che contribuiscono all’ impunità il Rapporto segnala la corruzione poliziesca, l’ incompetenza dei tribunali e e l’ indifferenza politica.

Il rapporto integrale è qui .

I commenti sono chiusi.