LA CRISI DELLA LIBERTA’ DI STAMPA NEI PAESI ARABI

| 17 dicembre 2006 |

Conferenza internazionale della WAN a Beirut – Fra gli ostacoli più diffusi alla crescita della stampa araba, la repressione politica, una legislazione draconiana, la censura e l’ autocensura, l’ analfabetismo e il settarimo, una formazione sommaria e l’ assenza di risorse
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Nel corso di una Conferenza internazionale che si è tenuta a Beirut il 10 e 11 dicembre, direttori, redattori capo e giornalisti di tutto il mondo arabo hanno dato testimonianza delle violazioni generalizzate della libertà di stampa e hanno suggerito una serie di mezzi per rinforzare i media.

Intitolata « I media in pericolo – La stampa in stato d’ assedio », la Conferenza, che era organizzata dall’ Associazione mondiale dei giornali (WAN) e dal quotidiano libanese An-Nahar, si è soffermata sulla questione dell’ appoggio allo sviluppo in Medio Oriente di media indipendenti e professionali.

Gli intervenuti hanno parlato degli ostacoli più diffusi che impediscono la crescita della stampa araba, come la repressione politica, una legislazione draconiana, la censura e l’ autocensura, l’ analfabetismo e il settarimo, una formazione sommaria e l’ assenza di risorse.

Sono state suggerite delle soluzioni alla crisi, in particolare indagini intense sui mandanti e gli assassini dei giornalisti, una formazione migliore e dei salari più adeguati per i giornalisti, insieme a delle riforme giuridiche che portino all’ abolizione della legislazione repressiva.

Più di 3.000 persone hanno partecipato all’ aperture della Conferenza, nel corso della quale si è svolta una cerimonia in onore dell’ editore libanese assassinato Gebran Tueni e di altri giornalisti libanesi uccisi. La cerimonia comprendeva la consegna del premio Gebran-Tueni a Nadia Al-Saqqaf, redattrice capo dello Yemen Times.

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