INTERNET: NIENTE LEGGI SPECIALI, IN UK SI PUNTA SULL’ AUTOREGOLAMENTAZIONE

| 3 dicembre 2006 |

Il direttore della Press Complaints Commission suggerisce di adottare in Internet lo stesso sistema della carta stampata – Allo studio un Codice di Condotta volontario – Un articolo su puntoinformatico

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Invece delle solite ‘’leggi speciali’’ , che vengono invocate o promesse ogni volta che si affacciano alla ribalta questioni complesse (come, ad esempio, quella del cosiddetto ‘’bullismo’’) e si ripropone il problema della responsabilità per i contenuti immessi in rete, in UK si punta sull’ autoregolamentazione.

Come segnala Dario D’ Elia su puntoinformatico , Tim Toulmin, il direttore della Press Complaints Commission (PCC) , un organismo indipendente che difende i cittadini britannici da eventuali abusi dei giornali o violazioni del Codice di Condotta della stampa , ha suggerito che i blogger e creatori di contenuti aderiscano volontariamente ad un codice di condotta che “governi” le pubblicazioni online’’. L’idea è di adottare lo stesso sistema utilizzato nella stampa.

’’La PCC già nel 1990 – aggiunge D’ Elia – ha redatto un codice di condotta riguardante l’etica giornalistica, che la maggior parte dei giornali e delle riviste anglosassoni continuano ad osservare. Nel documento sono trattati temi di ogni tipo: dal rispetto della privacy ai metodi consentiti nel giornalismo finanziario. E anche vero, però, che alcune realtà editoriali preferiscono sottoscrivere normative interne o quelle di categoria, come ad esempio la Society of Professional Journalists.

In pratica – rileva ancora D’ Elia -, Toulmin vorrebbe che fosse possibile per chiunque denunciare abusi rilevati online senza dover passare attraverso le Corti di Giustizia. PCC, come avviene già adesso, si occuperebbe delle querelle proponendo una soluzione, alle parti in causa, in non più di 25 giorni. In alcuni casi basterebbe anche un’immediata rettifica online con tutti i dettagli del caso, e quindi anche i riferimenti all’intervento della PPC. Ovviamente tutto questo sarebbe possibile solo nel caso in cui la testata “incriminata” abbia aderito precedentemente al codice di comportamento.

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