INDYMEDIA ITALIA CHIUDE (MA PER RICOMINCIARE)

| 2 dicembre 2006 |


Come era stato ventilato nei giorni scorsi, alla vigilia di un’ assemblea del movimento, il sito di informazione indipendente per eccellenza, a cui fanno capo migliaia di “media-attivisti” da tutto il Bel paese, ha deciso di sospendere l’ attività – Ma, ‘’per ricominciare’’ promette la home page del portale

———-

Indymedia-Italia chiude. Come era stato ventilato nei giorni scorsi, alla vigilia di un’ assemblea del movimento, il sito di informazione indipendente per eccellenza, a cui fanno capo migliaia di “media-attivisti” da tutt’ Italia, ha deciso di chiudere.

Ma, ‘’per ricominciare’’ promette la home page del portale: www.italy.indymedia.org .

‘’A 6 anni dalla sua nascita – spiega la hme page – Indymedia-Italia ha bisogno di ripensare il suo modo di essere media, e per farlo ha bisogno di silenzio, di tacere, ha bisogno di ripartire senza rete e di allargare la discussione a 360 gradi.

Tutto ciò Indymedia lo ha fatto mantenendo sempre il suo essere network locale/globale che torna nelle strade e nelle piazze a chiudere il cerchio.

Col passare degli anni persone e strumenti sono entrati in conflitto, e il caso più emblematico è proprio il newswire, l’area a pubblicazione libera, diretta e senza filtri (concetti alla base dell’open publishing), intorno a cui si assiste a costanti polemiche su cosa viene nascosto e perché, sulla pubblicazione di foto e filmati che mostrano i visi delle persone, o dei loro dati personali.

Anche le mailing-list sono entrate in crisi, fra scarsa partecipazione e/o difficoltà nelle discussioni, e la ricerca del consenso, ovvero l’armonizzazione delle diverse posizioni e sfumature, è diventata sempre più difficile.

Tutto questo è oggetto di riflessione continua perché il senso critico impone di (ri)mettersi in discussione, sempre, ma il rumore di fondo è assordante e c’è bisogno di silenzio. In modo da poter ascoltare, osservare, valutare e concentrare le proprie energie sulle idee che altrimenti rischierebbero di restare sommerse. Il silenzio serve a questo, e di energie e idee, parliamone insieme, ripartendo da zero.

Leggi anche:

  • Lunga vita al giornalismo partecipativo di Bernardo Parrella giornalismi possibili: così avevamo intitolato questo blog, volutamente tutto in minuscolo, all'epoca del suo lancio, oltre due anni fa, riformulando il […]
  • Come lavora un data journalist Qualche giorno fa Il Fatto.it ha pubblicato una inchiesta sulla omofobia in Europa e in Italia realizzata da Jacopo Ottaviani.  Si tratta di un bel lavoro di data journalism (il […]
  • Newsnow, un aggregatore di notizie: ”non siamo cleptomani” Su Newsnow.co.uk, che col 20% del mercato è secondo solo a Google, una lettera aperta indirizzata ai principali quotidiani respinge con fermezza le accuse di Murdoch ---------- […]
  • Sette miliardi di euro la “spesa per guardare” in Italia nel 2008 Fra il 2003 e il 2007 una crescita annua del 9% nel settore TV, cinema, Home Video, videogiochi, dovuta soprattutto, secondo e-Media Institute, allo sviluppo impetuoso della pay-tv […]
  • Il risveglio della forza La forza del titolo però non si situa in un fantaUniverso Ipergalattico bensì fra le righe elettroniche di una notizia, o le pagine di un quotidiano o ancora le news di un radio o […]

I commenti sono chiusi.