IL LAVORO DURISSIMO DEI GIORNALISTI IRACHENI

| 9 febbraio 2006 |


L’hotel Palestine a Bagdad

Le condizioni di sicurezza sono tali che fare i reporter è diventato quasi impossibile, mentre la guerra si consuma nel silenzio della comunità internazionale – Un articolo di Issam Rashid, un giovane regista iracheno, per l’ Osservatorio sull’ Iraq, pubblicato da Znet
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di Issam Rashid

Alcuni mesi prima dell’ultima guerra del Golfo, molti giornalisti si recarono in Iraq per riferire su qualunque cosa accadesse, prima e durante la guerra. Sapevamo tutto, anche sulle truppe statunitensi.
A quel tempo, uno dei luoghi in cui stavano i giornalisti era l’hotel Palestine, ma durante la guerra le truppe statunitensi lo bombardarono, uccidendo Tarik Aywb di Al Jazeera e un giornalista ucraino, mentre arrestarono altri giornalisti nelle strade di Baghdad.
Alcuni mesi dopo l’inizio della guerra, quando il popolo iracheno iniziò a resistere alle forze di occupazione, i giornalisti iniziarono ad essere trattati molto male nelle strade, specialmente quando seguivano gli attacchi delle forze della coalizione.
Mi ricordo di una volta in cui ero con un mio amico, Rory McEvan, giornalista scozzese, e stavamo cercando di riferire su uno degli attacchi delle truppe statunitensi, quando una unità americana ci fermò e i soldati ci portarono in prigione. Ci rilasciarono, ma questa pratica era una costante – con me lo fecero altre tre o quattro volte.

Inoltre hanno ucciso molti giornalisti, mentre lavoravano nelle strade di Baghdad… ( segue qui ).

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