IL CASO DIGG:
Editing sociale: solo un capriccio o il futuro dei lettori di giornali?

| 6 agosto 2006 |

Dopo solo 18 mesi Digg.com è diventato il 101/o media negli Usa ed è sempre più in espansione, dopo aver aggiunto alla tecnologia molte altre sezioni – Ma, soprattutto il 26% dei suoi lettori sono sotto 24 anni
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di John Burke
da editorsweblog: http://www.editorsweblog.org/analysis/2006/07/social_editing_just_a_fad_or_the_future.php
(traduzione di Maria Itri)

 

 

Frank Barnako scrive su MarketWatch che i numeri di Digg.com, un aggregatore di notizie in cui gli articoli sono pubblicati secondo l’indice di gradimento dei lettori, mostrano che ‘non è il New York Times’. Bene, su questo non c’era alcun dubbio. Ma Digg sta arpionando i desideratissimi giovani lettori, e questo avrà certamente delle implicazioni per il futuro dell’informazione.

Secondo l’editorialista di Hitwise, LeeAnn Prescott, Digg è però ‘il 101esimo sito di informazione più popolare negli Stati Uniti’, con lo 0,13% del totale delle visite ai siti di notizie. Prendendo in considerazione l’intero quadro, non è male.

Digg è nato nel dicembre 2004, quindi esiste da un anno e mezzo. Il New York Times ha pubblicato per la prima volta un’edizione sul Web nel 1995. YahooNews, il più popolare sito di informazione negli Stati Uniti, è in rete solo dal 2002.

Inoltre, fino a due settimane fa, Digg era solo un sito di tecnologia. Ha solo aggiunto la sezione scienza, mondo e finanza, video, spettacoli e le categorie che erano in versione beta. YahooNews (che è essenzialmente una pubblicità di AP, ma questa è un’altra storia) ha aggregato tutte le notizie fin dall’inizio.

Se Digg è potuto diventare il 101esimo sito di informazione più popolare partendo da un sito di tecnologia, adesso che si sta espandendo, chi lo fermerà da scalare la classifica? E, questione molto più importante, che rapporto avrà con i giovani lettori?

Il 26 per cento degli utenti di Digg sono in una fascia di età tra i 18 e i 24 e solo il 10 per cento ha più di 55 anni, la stessa fascia demografica che costituisce il 35 per cento dei lettori dell’edizione online del New York Times. Questo non dice forse molto, non solo sul modo in cui i giovani lettori si informano in Rete, ma anche su come continueranno a leggere le notizie nel corso della loro vita? Adesso che Digg si è espanso nelle altre categorie, specialmente nel settore spettacoli che riscuote molto successo in questa fascia d’età, la popolarità del sito non è destinata a crescere?

Secondo una dichiarazione raccolta da Barnako, Digg  sarebbe solo la ‘moda del mese’ mentre il New York Times continuerà ‘ad attrarre un numero massiccio di utenti per ancora moltissimo tempo’. È ragionevole. Ma finora, l’unica sezione classificata da Digg era quella tecnologica. Ora che l’intera edizione sarà aggregata, non sarà più facile, specialmente per i più giovani, passare attraverso Digg?

Alla fine, tutto può essere imputato alle preferenze personali dei lettori: quelli più soddisfatti di pochi giornalisti professionali continueranno a leggere le notizie sui loro giornali preferiti; quelli che preferiscono confrontarsi con le opinioni di lettori  di pari grado inizieranno le loro ricerche di notizie su siti come Digg.

Quale scegliereste? Perché sono molte le probabilità, secondo quanto appare dai numeri, che quei lettori più giovani che state cercando di attrarre stiano per diventare dei veri affezionati dell’editing sociale.

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