IFEX: ULTIME DAL MONDO

| 28 marzo 2006 |

1. Guatemala: chiuse nove stazioni radio comunitarie

2. Colombia: un animatore di una radio ucciso a colpi di pistola
3. Arabia Saudita: censurati siti web critici col governo
4. Nepal: una missione internazionale

5. Sri Lanka: una Conferenza dell’ Unesco su media e povertà

1. Guatemala: chiuse nove stazioni radio comunitarie

Nove stazioni comunitarie del Guatemala hanno ricevuto dalle autorità federali l’ ordine di chiusura, denunciano il CERIGUA, l’Associazione mondiale dei radiodiffusori comunitari (AMARC) e Reporters sans frontières (RSF).

Nel Guatemala le radio comunitarie giocano un ruolo essenziale in quanto diffondono informazioni alle comunità autoctone delle zone rurali. Qesto ruolo era stato anche riconosciuto negli Accordi di pace del 1996 che avevano messo fine ufficialmente a un brutale conflitto civile che durava da decenni.

Nonostante questo, in un paese in cui le autorità impongono delle tasse di concessione esorbitanti per ottenere le frequenze radio, la maggioranza delle stazioni radio comunitarie non hanno i mezzi per pagare e funzionano quindi nell’ illegalità.

La stazione « Radio Voz Latina », situata nela città di Chimaltenango, è stata chiusa il 9 marzo e la sua direttrice, Ana Piedad Martín, arrestata. E’ stata scarcerata il 15 marzo, dopo aver versato un’ ammenda.
Nella città di Huehuetenango, l’ emittente « Radio Stereo Nolber Sideral » è stata chiusa ugualmente il 9 marzo. Il direttore, Óscar Rafael López, e uno dei tecnici, Esbin Martínez Palacios, sono stati arrestati e scarcerati il giorno stesso dopo aver pagato un’ ammenda.

Altre sette radio – fra cui « Presencia Stéreo », « Radio Cairo » e « Radio Mayense », a Chimaltenango, e « Radio Acción » a Huehuetenango – sono state chiuse l’ 8 marzo e le loro attrezzature sono state sequestrate.

Consultare:

– CERIGUA : http://www.ifex.org/eng/content/view/full/72953/

– Déclaration sur les raids effectués par des groupes guatémaltèques : http://www.ifex.org/eng/content/view/full/72712/

– L’avenir de la radio communautaire en danger : http://www.ifex.org/eng/content/view/full/70677/

– AMARC : http://wiki.amarc.org/?action=shownews&id=654&lang=EN&style=obsmedia
– RSF : http://www.rsf.org/article.php3?id_article=16807

2. Colombia: un animatore di una radio ucciso a colpi di pistola

Gustavo Rojas Gabalo, popuolare animatore di una stazione radio de Montería, in Colombie, è morto il 20 mars, sei settimane dopo essere stato raggiunto da colpi di pistola alla testa, annunciano la Fondazione per la libertà di stampa (Fundación para libertad de la prensa, FLIP) e Reporters sans frontières (RSF).

Rojas era stato abbattuto il 4 febbraio, dopo aver seguito nella zona di Monterai diversi festival per « Radio Panzenú ». Qualche minuto prima dell’ attentato Rojas era stato coinvolto in un incidente stradale, che inizialmente era stato ritenuto la causa dell’ aggressione, ma la polizia non ha scartatola possibilità che il giornalista sia stato ucciso per ragioni legate al suo lavoro.

Animatore di uno show molto seguito su Radio Panzenú, Rojas aveva espresso più volte le lamentele di giornalisti e altri cittadini per il comportamento di personaggi pubblici di Montería.

Secondo RSF, Rojas è il quarto giornalista ucciso in Colombia dall’ inizio dell’ anno. La sua morte capita in un momento in cui i giornalisti del paese – in particolare quelli delle province dove sono in corso scontri feroci fra le forze governative e la guerriglia – subiscono intense pressioni poiché evitano di seguire questioni troppo controverse.

Un recente Rapporto del CPJ (Committee to protect journalists) ha rilevato, sulla base di interviste a una trentina di giornalisti locali, che l’ autocensura è largamente diffusa nelle zone colpite dal conflitto. I giornalisti hanno spiegato di far ricorso sistematicamente al silenzio nel timore di rappresaglie fisiche da parte della guerriglia e delle forze paramilitari di estrema destra, così come la repressione da parte delle truppe governative sul posto.

In altri campi i giornalisti hanno spiegato di essere stati costretti ad abbandonare alcuni servizi a causa delle intimidazioni ricevute.

La settimana scorsa il CPJ ha incontrato a Bogotà il presidente Alvaro Uribe e il vicepresidente Francisco Santos per sottolineare le loro preoccupazioni sulla sicurezza dei giornalisti. Uribe, che il 28 maggio chiederà un secondo mandato alla presidenza, ha diffuso una dichiarazione in cui esprime il suo sostegno al lavoro dei giornalisti locali che seguono l’ attualità sotto la minaccia di violenze e ha dichiarato che ‘’ogni funzionario pubblico che nuoce al loro lavoro, commette un crimine contro la democrazia’’. ‘’Non ci daremo pace finche’ non ci sarà più nemmeno una minaccia o una violenza contro i giornalisti’’, ha dichiarato Uribe.

Vedi:
– FLIP : http://www.ifex.org/en/content/view/full/73059/

– RSF : http://www.rsf.org/article.php3?id_article=16382

– Rapport du CPJ sur la Colombie : http://www.cpj.org/Briefings/2005/DA_fall05/colombia/colombia_DA_fall_05.html

3. Arabia Saudita: censurati siti web critici col governo

Alcuni siti web critici contro il governo sono stati censurati in Arabia Saudita e una persona è stata arresata, secondo la Rete araba d’ informazione sui diritt dell’ uomo (HRinfo) e Reporters sans frontières.

In una lettera inviata la setimana scorsa al re Abdullah bin Abdul Aziz, le due associazioni hanno invitato le autorità a cessare la censura dei contenuti dei siti web di Alwifaq.net e Elaph.com.

Alwifaq.net è un sito islamista e sarebbe stato ‘’controllato’’ dopo aver pubblicato degli articoli che attaccavano le politiche del governo saudita sulla censura a internet. Le autorità saudite riconoscono apertamente di aver censurato più di 400.000 siti web gestiti da gruppi politici o contenenti riferimenti sessuali.

Elaph.com è un sito di orientamento liberale, molto popolare nel mondo arabo.

Secondo uno studio dell’ OpenNet Initiative (ONI), che ha testato più di 60.000 siti web nell’ arco di tre anni, il filtro più aggressivo di internet colpisce la ponografia (98% dei relativi siti sono stati bloccati), le droghe (86%) e il gioco (93%). Lo studio ha rivelato che il sistema saudita utilizza un programma commerciale Americano per bloccare l’ accesso ai siti web nel paese.

Vedi:
– http://www.opennetinitiative.net/studies/saudi/

– HRInfo : http://www.hrinfo.net/en/

– RSF : http://www.rsf.org/int_blackholes_en.php3?id_mot=525&annee=2006&Valider=OK

– Human Rights Watch : http://hrw.org/english/docs/2006/01/18/saudia12230.htm.

4. Nepal: una missione internazionale

Una missione internazionale è in questi giorni in Nepal per attirare l’ attenzione sulle gravi violazioni della libertà di espressione e di stampa che si verificano nel paese.

La missione – a cui, oltre a membri di Ifex, partecipano esponenti dell’ Unisco e di altre associazioni del settore – punta a sostenere la comunità dei media e a sollevare con le autorità la questione degli attacchi contro i giornalisti.

I partecipanti visiteranno tre distretti del paese – Pokhara, Surkhet et Birtamod – e parteciperanno a una Conferenza nazionale sulla libertà di stama che si terrà a Katmandu, la capitale del paese.

Consultare il sito web della Missione internazionale : http://www.nepalpressfreedom.org/

– IMS : http://www.i-m-s.dk/

– FNJ : http://www.fnjnepal.org/

5. Sri Lanka: una Conferenza dell’ Unesco su media e povertà

Dall’ 1 al 3 maggio, in occasione della Giornata internazionale della libertà di stampa, l’ Unisco terrà in Sri Lanka la sua Conferenza annuale dedicandola al legame fra libertà di stampa e sradicamento della povertà


Parteciperanno all’ incontro più di 100 giornalisti di varie parti del mondo.

Vedi:
– http://www.unesco.org/webworld/wpfd/2006

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