IFEX: ULTIME DAL MONDO

| 9 luglio 2006 |

– Afghanistan: le linee guida per i media minacciano la libertà di stampa
– Laos: appello al nuovo presidente per l’ abbandono della censura
– Sri Lanka: assassinato un giornalista

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Documento senza titolo

1 – AFGHANISTAN: LE LINEE GUIDA PER I MEDIA MINACCIANO LA LIBERTA’ DI STAMPA

È polemica in Afghanistan dopo la diffusione di una serie di direttive che spingono i giornalisti a limitare i loro reportage sul degrado della sicurezza nel Paese. Queste misure, firmate da Amrullah Saleh, capo del NID, National Intelligence Directorate, sono considerate come la peggior minaccia posta all’indipendenza dei media e della libera espressione dopo la cacciata dei talebani nel 2001. Le ‘linee guida’ diffuse nei giorni scorsi vietano ‘i reportage che rappresentano come debole lo spirito combattivo delle forze armate afgane e ‘la propaganda negativa, le interviste e i servizi giudicati provocatori o diffamatori e che si oppongono alla presenza delle forze della coalizione internazionale e dell’ISAF, International Security Assistance Force’ secondo quanto indicato da Human Rights Watch.
Le indicazioni non precisano le pene previste per i giornalisti che non rispettano queste istruzioni, né in che modo le direttive siano compatibili con la Costituzione del paese, che protegge la libertà di espressione. Le misure hanno suscitato l’allarme di Human Rights Watch, del Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) e di Reporters sans frontières (RSF).
Il 19 giugno scorso, l’ufficio di presidenza di Hamid Karzai ha reso pubblica una dichiarazione con la quale il Presidente ha negato che il governo avesse emesso queste restrizioni, nonostante alcuni giorni prima si fosse tenuta una riunione tra un rappresentante del governo e gli operatori dell’informazione. La nota di Karzai descrive queste indicazioni non come restrizioni bensì come una ‘domanda che riflette la necessità di aiutare il settore nascente dell’informazione in Afghanistan ad avvicinarsi alla questione complessa del terrorismo in modo ragionato’. ‘Noi difendiamo la libertà di stampa perché senza di questa il Paese non potrebbe svilupparsi ha dichiarato lo stesso Karzai il 22 giugno nel corso di una conferenza stampa.

 

– Human Rights Watch : http://www.hrw.org/english/docs/2006/06/21/afghan13605.htm
– CPJ : http://www.cpj.org/protests/06ltrs/asia/afghan23june06pl.html
– RSF :

http://www.rsf.org/article.php3?id_article=18083

– La denuncia dei giornalisti afgani :
http://www.iwpr.net/?p=arr&s=f&o=321894&apc_state=henparr
– BBC : http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/5140380.stm
– Dossier di Crisis Group sulla sicurezza in Afghanistan : http://www.crisisgroup.org/home/index.cfm?id=3071&l=1

2 – LAOS: APPELLO AL NUOVO PRESIDENTE PER L’ABBANDONO DELLA CENSURA

Il Laos è uno dei paesi più isolati e più assetati di notizie del Sud Est asiatico. Controllato dal 1975 dal Partito  rivoluzionario del popolo (PPRL), i suoi media sono sorvegliati strettamente dalle autorità. Tutti i mezzi di comunicazione di massa appartengono allo Stato, e l’accesso a Internet è sotto controllo. Le regole per ottenere un visto scoraggiano i giornalisti stranieri a entrare nel Paese, e quelli che ci riescono devono essere scortati da agenti del Governo.
Secondo l’Associazione della stampa del Sud Est asiatico (Southeast Asian Press Alliance, SEAPA), il compito principale della stampa del Laos, secondo i precetti costituzionali, è di essere al servizio del PPRL. La censura si applica a tutti i livelli, dai redattori dei giornali che sono a loro volta membri del partito, fino al ministero dell’Informazione e della Cultura, che regolamenta il contenuto dei media e concede il permesso alla pubblicazione.
La settimana scorsa, a seguito della designazione a giugno di Chaommaly Sayasone come nuovo Presidente del Paese, Reporters sans frontières (RSF) ha inviato a Sayasone una lettera nella quale si esprimeva la preoccupazione dell’associazione per l’assenza della libertà di espressione nel Paese, e puntava l’attenzione sulle leggi che puniscono i giornalisti con il carcere per la pubblicazione di notizie ‘contrarie alla cultura nazionale.
Inoltre RSF ha chiesto di consentire ai giornalisti stranieri di coprire le notizie sui Hmong, un gruppo etnico che resiste al regime comunista da oltre trent’anni: due cittadini sono ancora in carcere, condannati a 12 e 20 anni di prigione, per aver agevolato il lavoro di un giornalista belga e un reporter francese che avevano indagato su questa questione. Un ultimo appello è rivolto alla vicenda di Thongpaseuth Keuakoun, scrittore e militante, condannato a 20 anni di carcere nel 2002 per ‘attività antigovernative.

– RSF : http://www.rsf.org/article.php3?id_article=18109
– SEAPA http://www.seapabkk.org/newdesign/commentarydetail.php?No=284&keyword=laos


– BBC : http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/country_profiles/1154621.stm

 

3 – SRI LANKA: ASSASSINATO UN GIORNALISTA

Il gruppo Free Media Movement (FMM), la Federazione Internazionale dei giornalisti e Reporter sans frontières lanciano l’allarme sulla situazione della libertà di espressione in Sri Lanka, che sta peggiorando man mano che la spirale di violenza aumenta nel Paese, ed è già costata la vita ad un giornalista lo scorso 2 luglio.
Degli sconosciuti armati hanno ucciso il freelance Sampath Lakmal de Silva, dopo averlo prelevato da casa della sua famiglia a Borallasgamuwa, secondo il rapporto di FMM. De Silva aveva pubblicato recentemente dei reportage che avevano causati dei problemi ad alcuni elementi delle forze di sicurezza, afferma sempre FMM. Era stato anche corrispondente specializzato su questioni di difesa per la rivista cingalese ‘Isathdina Weekly’.
L’omicidio di De Silva è avvenuto al termine di una missione di FIJ nel Pese, dal 25 al 30 giugno, nel corso della quale il gruppo internazionale ha incontrato i suoi membri locali per discutere della situazione dei giornalisti e dei media del paese.
Secondo la FIJ, sei operatori dell’informazione sono stati uccisi dal gennaio dello scorso anno nello Sri Lanka. Nessuno di questi omicidi è stato oggetto d’inchiesta. Il gruppo FMM sottolinea come i giornalisti di lingua tamil si scontrino spesso con difficoltà particolari nel loro lavoro. La maggioranza degli attacchi infatti sono diretti contro i giornalisti tamil e i media che diffondono in questa lingua. Dal 2001, tutti i giornalisti uccisi in Sri Lanka, tranne De Silva, erano di origine tamil.

– FMM : http://www.freemediasrilanka.org/
– FIJ : http://www.ifj.org/default.asp?Index=4020&Language=EN
– RSF : http://www.rsf.org/article.php3?id_article=18200


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