DOPO YAHOO ANCHE MICROSOFT SI PIEGA SPONTANEAMENTE AL ”MERCATO” CINESE

| 7 gennaio 2006 |


Il dissidente cinese Zhao Jing

Censurato il sito di un blogger, che aveva 15.000 contatti giornalieri, perché ‘’contrario alle leggi locali’’ – Il blog era ospitato su un server Usa – I bloggers in Cina sarebbero fra i due e gli otto milioni
Dopo Google e Yahoo! tocca a Microsoft piegarsi al ‘’mercato’’ cinese. Il colosso informatico ha chiuso di sua iniziativa il blog del dissidente cinese Zhao Jing, meglio conosciuto col suo nome inglese, Michael Anti.

Il 31 dicembre Microsoft ha staccato la spina al suo blog, memorizzato nella piattaforma Msn Spaces (fisicamente negli Usa). La motivazione? Contrario alla legislazione locale*.

Lo stesso Zhao, in una conversazione telefonica con l’ Ansa, ha ricordato – ricostruisce Articolo 21 (qui) – che si tratta della terza volta nel giro di un anno che il suo provocatorio ”blog” viene chiuso. Si tratta pero’ della prima volta che l’iniziativa viene direttamente dalla Microsoft e non dalla censura governativa. Zhao ha aggiunto di aver scritto alla compagnia e di essere in attesa di una risposta, dando l’impressione di ritenere possibile che torni sulla sua decisione.

Quello di ”Anti” e della Microsoft e’ il secondo caso del genere ad essersi verificato in Cina negli ultimi mesi. L’ estate scorsa l’ufficio di Hong Kong di Yahoo! aveva fornito alla polizia cinese l’indirizzo del giornalista Shi Tao, che aveva diffuso sulla rete una circolare governativa con la quale si vietava ai giornalisti di parlare dell’anniversario del massacro di piazza Tiananmen del 1989.
Shi Tao è stato condannato a dieci anni di carcere per aver ”divulgato segreti di Stato”.

Quello di ”Anti” – racconta Articolo 21 – e’ un nome noto a tutti gli appassionati
cinesi di Internet. Il giovane – che ha 30 anni e lavora per un giornale straniero – e’ infatti uno dei piu’ attivi giornalisti indipendenti del Paese. ”Anti” (che puo’ significare ”contro” ma anche, in cinese, qualcosa come ”sicurezza alternativa”) e’ intervenuto in tutte le piu’ importanti discussioni che si sono svolte negli ultimi anni su Internet con commenti spesso graffianti. Il suo ”blog” aveva circa 15.000 contatti al giorno.

I giovani ”bloggers” in Cina sono, secondo le diverse valutazioni, tra i due e gli otto milioni. Negli ultimi giorni dell’anno scorso ”Anti” e’ stato tra i piu’ accesi sostenitori dei giornalisti del quotidiano ‘Beijing News’ (‘Notizie di Pechino’), che in una iniziativa con pochi precedenti hanno scioperato contro il licenziamento del loro anticonformista capo redattore Yang Bin e dei suoi due collaboratori Sun Xuedong e Li Duoyu. Il ‘Beijing News’ aveva coperto in modo indipendente sia la vicenda di Dongzhou, il villaggio del sud dove almeno tre persone sono state uccisi in
scontri di piazza con la polizia, che quella dell’inquinamento del fiume Songhua, provocato dalla fuoriuscita di materiale tossico da una fabbrica chimica.

Secondo la giornalista e ricercatrice americana Rebecca Mackinnon, la chiusura del ”blog” di Zhao Jing e’ stata decisa ai massimi livelli della Microsoft. Un portavoce dell’ufficio britannico della compagnia ha detto che e’ stata provocata dalla necessita’ di ”rispettare le leggi cinesi”, senza fornire altri particolari.

In una prima reazione, diffusa attraverso un altro”blog”, ”Anti” promette battaglia: ”…ricomincero’ nel 2006”, afferma il giovane, che poi si scaglia contro il cosidetto ”muro di fuoco”, cioe’ il complesso sistema attraverso il quale decine di migliaia di poliziotti cercano di controllare il flusso di informazioni sulla rete. ”Arrivano le lunghe notti d’inverno e noi ci stiamo preparando ad una lunga marcia. Nel 2006 forse non vinceremo ma certamente faremo dei grandi passi in avanti”, conclude ”Anti”.
(fonti Ansa, ITnews, Articolo 21)

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*“When we operate in markets around the world we have to ensure that our service complies with global laws as well as local laws and norms”. Questo il comunicato di Microsoft. Nel suo blog – (qui) – Massimo Mantellini commenta: L’unica parola che conta nel comunicato è “markets”.

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