CRESCE IMPETUOSAMENTE LA PUBBLICITA’ ONLINE. IN GB (2 MLN DI STERLINE) STA PER SUPERARE LA STAMPA

| 17 aprile 2006 |

La quota di mercato della pubblicità internet rispetto al totale del mercato è destinata a crescere, da qui al 2008, fino al 6,5 contro il 4,5 del 2005. E nel Regno Unito quest’anno la raccolta potrebbe arrivare a due miliardi di sterline, superando così quella della stampa – Sono alcuni dei dati segnalati da Vittorio Zambardino in un post su Scene digitali.



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In un post su Scene digitali – Pubblicit web, il boom c’ stato ma ce ne accorgiamo soltanto ora Vittorio Zambardino fa riferimento alle analisi di due agenzie - ZenithOptimedia e Price Waterhouse Cooper.

ZenithOptimedia, una societ che fornisce dati ritenuti tra i pi validi nell’industria editoriale – spiega Zambardino – oltre a ritenere che da qui al 2008 la pubblicit sul web crescer fino al 6,5 %, sottolinea che – cosa che conta ancora di pi - ‘’superer la pubblicit all’aperto e si metter alle spalle presto anche la radio.

Quanto alla Gran Bretagna, Zambardino rileva che la Internet Advertising Bureau (IAB) ha condotto insieme a Price Waterhouse Cooper un ricerca dalla quale viene fuori che

‘’nel 2005 la pubblicit on line cresciuta del 66,6% anno su anno (…). Intrattenimento e informazione on line ne hanno beneficiato (+ 44%, 334 milioni di sterline) al punto da aggiustare i bilanci dei media “tradizionali”. Alla flessione del 5,1% nel campo della pubblicit classificata sui giornali ha fatto riscontro il vero e proprio boom di quella on line (anche se, certo, qui ci sono altri protagonisti a contendere la torta ai mezzi tradizionali). Il settore della classificata su internet cresciuto del 62% dell’anno precedente. A tirare davanti a tutti la ricerca di lavoro e di “teste” e il mercato automobilistico’’.

Secondo gli autori della ricerca, aggiunge Zambardino,

‘’tutto ci significa che quest’anno la raccolta potrebbe arrivare a due miliardi di sterline. Cio l’on line potrebbe superare la stampa. Lo ripetiamo in altre parole: ci sarebbe pi pubblicit on line che sui giornali. Rivoluzione? No, tendenza. I fatti che crescono, mese dopo mese’’.

Quanto all’Italia,

‘’per anni – sottolinea Zambardino – andata col passo della lumachina. Chi frequenta i giornali e i siti internazionali ha udito pi volte e con vergogna i dati tedeschi e francesi, oltre che britannici, dell’anno scorso. Per non parlare degli spagnoli, che sembrano vivere in un universo parallelo al nostro, ma il loro pieno di luci e cotillons. Eppur si muove, l’Italia.

Layla Pavone il presidente di IAB Europe oltre che una signora che nel mondo della pubblicit on line ci sta dall’inizio. Dice: “A febbraio c’ un 50% sullo stesso mese dell’anno scorso”. Che cos’? Siamo italiani, scaramantici e troppo abituati a soffrire, come i tifosi di quelle squadre tanto amate quanto avare di gioia – nomi: Inter, Lazio, Napoli. Per la barca sembra proprio aver ripreso il mare.

Ma la novit – dice ancora Zambardino – che la barca ha ripreso mari nuovi, non quelli dei banner e della pubblicit on line fatta per essere vista e rifiutata dall’utente. Non solo perch il settore che pi tira nel boom inglese la ricerca (+78%), cosa che avviene in tutti i mercati nazionali. Ma anche perch quella che viene comprata (e venduta) pubblicit che chiede risultati, certificabili, visibili, concreti. Nel 2000, per qualche mese, qualcuno pens, come in ogni rivoluzione, che i vecchi sistemi di misura fossero morti e che l’innovazione in corso fosse gi un mezzo maturo ed efficace. Stavolta non ci pensa nessuno: la pubblicit deve funzionare, dev’essere interattiva, deve farsi ricordare. La parola chiave pur sempre l’innovazione. La notizia che l’innovazione sta nel cuore dell’industria (dei media) che sta cambiando a passo di corsa’’.


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