Monthly Archives: dicembre 2006

USA: internet tra i mainstream media

19 dicembre 2006
MSMNegli Stati Uniti l'uso dei media continua a crescere per quanto concerne informazione e intrattenimento. E nel 2007 la navigazione online supererà la lettura dei giornali: 195 ore contro 175 (per l'anno in corso siamo a 104 contro 201). Anche se la TV rimarrà saldamente al primo posto (1555 ore l'anno, incluso via cavo, HDTV e satellitare), seguita dalla radio (974 ore). Questi alcuni dati della proiezione 2007 del Census Bureau. Dove si specifica fra l'altro che nell'anno in arrivo gli americani useranno i media per oltre 9,5 ore al giorno, incluso il multitasking di seguire la TV e internet contemporaneamente. Altre fonti annunciano al contempo il consistente incremento degli investimenti pubblicitari sul Web, che già per l'anno in chiusura si prevede arriveranno a 16 miliardi di dollari, con una crescita del 25% rispetto al 2005. Il tutto per affermare che la Rete è ormai prossima a diventare un medium mainstream a tutti gli effetti. Piccolo dubbio: c'è da rallegarsene o da preoccuparsi?

NUOVI QUOTIDIANI CRESCONO

19 dicembre 2006

Contrariamente a quello che comunemente si crede, i giornali, a livello mondiale, crescono sia come numero di testate (superata la soglia dei 10.000 nel 2005) sia come diffusione (quasi mezzo miliardo di copie al giorno) – I record della free press –La crisi del giornale-per-tutti e le nuove sfide per gli editori - Una ricerca dell' Associazione mondiale dei giornali (WAN) smentisce clamorosamente le predizioni sul declino dei quotidiani -------------------

Cambiamenti profondi e dirompenti stanno sfidando l’ industria del giornale nel 21° secolo. Fra di essi, nuovi modelli di distribuzione e circolazione e nuovi competitori emergenti – dentro e fuori dalla tradizionale industria editoriale – stanno costringendo gli editori a ripensare al loro approccio ai criteri con cui i giornali vengono immessi sul mercato.

In generale, comunque, contrariamente alle persistenti predizioni sulla fine dei giornali, un’ ondata di nuovi quotidiani hanno fatto irruzione sul mercato. La domanda di nuove rotative non è mai stata così alta e sta salendo dovunque tranne che in Nord America, dove invece in effetti la diffusione dei giornali sta calando.

Lo sostiene un recente studio elaborato nell’ ambito di Shaping the Future of the Newspaper , un progetto della

GateHouse, prima catena di quotidiani a usare le Creative Commons

18 dicembre 2006
Watertown TABGià, la dipendenza da Big Media è dura da smaltire, come dimostrano parecchi blogger (nostrani) che non hanno altro di meglio da fare che rilanciare variamente l'inutile copertina di Time sulla persona dell'anno. Passano così inosservate altre news made in USA ben più significative per l'odierno scenario. Come la decisione del conglomerato GateHouse Media di iniziare a diffondere i contenuti di gran parte delle sue testate sotto le licenze Creative Commons. Il gruppo possiede oltre 415 testate locali sparse per 18 stati e oltre 230 siti, raggiungendo circa 9 milioni di lettori a settimana—particolarmente concentrati sulla East Coast, e nell'area di Boston. È proprio qui che si apre il fronte verso le 'licenze libere' per usi non-commerciali, con il Watertown TAB e altri 95 giornali locali. Come spiega Mia Garlick, responsabile della Creative Commons Foundation, finora «nessuna catena o grande gruppo editoriale era arrivato a tanto», mentre Dan Kennedy, professore di giornalismo alla Northeastern University, aggiunge: «Rinunciare al copyright per i quotidiani è un passo notevole». Speriamo che sia solo un primo esempio (e che altri new media diano il

LA BILD PUBBLICA UN SETTIMANALE SU ‘SECOND LIFE’

18 dicembre 2006

Il primo numero di "The Avastar" uscirà il 21 dicembre – Trenta pagine di articoli e foto (e inserzioni pubblicitarie, a pagamento reale) prodotti da una piccola redazione della Bild online – Si accentua l’ interesse dell’ industria editoriale per il mondo virtuale
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Si chiama ‘’The Avastar’’, costerà 152 linden (pari a 35 centesimi di euro) e offrirà 30 pagine di articoli e servizi su quello che avviene a Second Life . Come era stato preannunciato (vedi anche su Lsdi ) la redazione della Bild online ha messo a punto il progetto di settimanale destinato agli abitanti di SL.

Il primo numero del magazine (inizialmente era stato battezzato ‘’SL News’’, ma lo staff ha trovato un titolo più accattivante, con un gioco di parole con l’ ‘’avatar’’, l’ alter ego virtuale degli abitanti dell' altra vita) uscirà il 21 dicembre, in lingua inglese, e si occuperà di tutto quello che accade ai due milioni di persone (età media 32 anni) che popolano Second Life.

Oltre che con i ricavi delle vendite, ‘’The Avastar’’ si manterrà anche sulla pubblicità: inserzioni a pagamento, ‘’reale’’ naturalmente.

(fonte:

NET TV: NEGLI USASUPERATI I 107 MILIONI DI UTENTI

18 dicembre 2006

Una ricerca di e-Marketer sulla tv online fatta dai cittadini prevede un incremento del 70% in quattro anni – Un articolo di Tommaso Tessarolo su puntoinformatico
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Hanno ampiamente superato i 107 milioni (107,7) le persone che negli Usa almeno una volta al mese hanno scaricato e visto un video da Internet. Il dato è citato da Tommaso Tessarolo in un articolo relativo alle previsioni di crescita della cosiddetta NetTv, la televisione che nasce fra la gente e si diffonde in rete.

Le previsioni ‘’sono interessanti’’, rileva Tessarolo sulla base dei dati di una ricerca di eMarketer: nel 2010 l’ incremento previsto è di quasi il 70%.

‘’Da un altro quadro (vedi grafico qui sopra, ndr) – aggiunge Tessarolo - si può leggere un dato forse ancora più affascinante: a tendere quasi la totalità degli americani dotati di connessione a banda larga, saranno portati ad utilizzare video online. Oggi già l‘ 88.5% degli utenti banda larga hanno questa abitudine, percentuale che supererà il 90% nel 2010’’.

E da noi? La forte differenza fra la situazione italiana – dove ‘’si fatica a far decollare la vera televisione

LAVORA ONLINE UNO SU TRE GIORNALISTI ARRESTATI

17 dicembre 2006

Quarantanove dei 134 giornalisti in prigione al primo dicembre 2006 lavoravano su internet – La Cina in testa alla classifica – Un Rapporto del Committe to protect journalists
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Un numero crescente di giornalisti vengono arrestati e incarcerati perché pubblicano il loro lavoro su internet; almeno un caso su tre è costituito da giornalisti il cui lavoro è apparso inizialmente sulla rete oppure è stato trasmesso per e-mail. Lo sostiene un nuovo Rapporto del Committee to protect journalists (CPJ), secondo cui 49 dei 134 giornalisti imprigionati al 1° dicembre 2006 lavorano soprattutto su internet. Si tratta del numero più alto di giornalisti online censito a partire dal 1997, quando il Cpj cominciò a registrare questi dati.

« Siamo in un momento cruciale della lotta per la libertà di stampa perché gli stati autoritari fanno di Internet un fronte importante dei loro sforzi per controllare l’ informazione», dice il direttore generale del CPJ, Joël Simon.

La Cina è il primo paese al mondo come numero di giornalisti arrestati. Diciannove di essi sono attualmente in galera, fra cui Shi Tao, che sta scontando una pena d 10 anni di reclusione per aver inviato una mail con le direttive

LA CRISI DELLA LIBERTA’ DI STAMPA NEI PAESI ARABI

17 dicembre 2006

Conferenza internazionale della WAN a Beirut – Fra gli ostacoli più diffusi alla crescita della stampa araba, la repressione politica, una legislazione draconiana, la censura e l’ autocensura, l’ analfabetismo e il settarimo, una formazione sommaria e l’ assenza di risorse
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Nel corso di una Conferenza internazionale che si è tenuta a Beirut il 10 e 11 dicembre, direttori, redattori capo e giornalisti di tutto il mondo arabo hanno dato testimonianza delle violazioni generalizzate della libertà di stampa e hanno suggerito una serie di mezzi per rinforzare i media.

Intitolata « I media in pericolo – La stampa in stato d’ assedio », la Conferenza, che era organizzata dall’ Associazione mondiale dei giornali (WAN) e dal quotidiano libanese An-Nahar, si è soffermata sulla questione dell’ appoggio allo sviluppo in Medio Oriente di media indipendenti e professionali.

Gli intervenuti hanno parlato degli ostacoli più diffusi che impediscono la crescita della stampa araba, come la repressione politica, una legislazione draconiana, la censura e l’ autocensura, l’ analfabetismo e il settarimo, una formazione sommaria e l’ assenza di risorse.

Sono state suggerite delle soluzioni alla crisi, in particolare indagini intense sui mandanti e gli assassini dei giornalisti, una formazione migliore e

PUBBLICITA’: CONTINUA LA CRESCITA

15 dicembre 2006

Secondo i dati di Nielsen Media Research nel 2007 gli investimenti pubblicitari in Italia aumenteranno del 2%, con un fatturato di oltre 9 miliardi di euro – In crescita anche i quotidiani (+2%) - Incrementi a due cifre per internet (+44% nel 2006)
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Nel 2007 la pubblicità continuerà a crescere, raggiungendo un fatturato di 9,04 miliardi di euro, con un aumento di circa il 2% rispetto all’ anno in corso, che si dovrebbe chiudere con un + 2,4% e un volume d’ affari di 8,68 miliardi di euro.
Sono le ultime previsioni dei laboratori di Nielsen Media Research.

In dettaglio, per quanto riguarda la stampa l’ aumento degli investimenti si dovrebbe attestare su un aumento del 2,3%, a causa del rallentamento dei periodici (+2,2%) e della conferma dei quotidiani (intorno al +2%).

Sostanzialmente stabile l'andamento del comparto televisivo (+0,8% per tutti e due gli anni), escludendo la quota relativa a Sky che non fa ancora parte del computo, ma che, come ha spiegato durante un incontro con la stampa Paolo Duranti, direttore di NMR per il sud Europa, ''Nielsen si impegnera' al massimo per inserirla al piu' presto''. Per ora, secondo le stime non ufficiali, con i suoi 50 canali,

BlogBurst: collaborazione continua tra old & new journalism

14 dicembre 2006
BlogBurstUno degli ultimi esempi della convergenza in corso tra citizen journalism e il giornalismo tradizionale è BlogBurst: aggrega e ridistribuisce (RSS syndication) i post del blogger del network, ampliandone la visibilità quando tali post vengono ripresi da qualificate testate online. Prima bisogna essere accettati nella rete di BlogBurst, il che significa avere blog di alta qualità e contenuti originali, e la scelta avviene in base a specifiche linee-guida editoriali. Recentemente BlogBurst ha stipulato accordi con USA Today e Reuters per la ridistribuzione delle 'blog news', e va ampliando i circuiti giornalistici che fornisce. Dall'altra parte, il suo network include 2800 blogger (qualcuno riceve anche dei compensi), avendo totalizzando 100 milioni di titoli sul web solo lo scorso mese. Secondo Eric Newman, General Manager di Pluck, azienda-madre di BlogBurst, si tratta di «una relazione benefica per entrambi i settori» notando altresì che «la syndication è un concetto-chiave per il futuro del giornalismo». In un'intervista per Editors Weblog, Newman pone (e si pone) inoltre una domanda non da poco: «riusciranno i giornali tradizionali ad adattarsi al trend della partecipazione sociale e all'evoluzione dell'informazione?»

NYT SI LANCIA NEL SOCIAL MEDIA

14 dicembre 2006

Nasce un nuovo servizio che consente ai lettori di sottoporre alcuni articoli alla condivisione con gli altri attraverso Digg, Facebook e Newsvine
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Il New York Times ha inaugurato un nuovo servizio, che consente ai lettori di ‘’postare’’ brevi commenti ad alcuni articoli che trova sul sito web del giornale, pubblicandoli sui principali siti di social networking, come Digg, Facebook e Newsvine,e di condividerli quindi con altri lettori.

Si tratta – osserva Seattlepi.com - della prima volta che NYT (il terzo giornale Usa) aggiunge nel suo sito uno strumento di condivisione delle notizie, consentendo ai lettori di sviluppare delle conversazioni e di lasciare dei commenti in relazione a specifici articoli.

I lettori – spiega seattlepi.com - possono infatti aggiungere delle notazioni cliccando – come si vede nella foto – sui logo di Digg, Facebook and Newsvine. I logo appaiono nello stesso box dove fino ad ora si poteva scegliere solo di stampare o inviare per e-mail i vari articoli. Ora è stata aggiunta la funzione di ‘’share’’, condivisione.

L’ iniziativa è stata segnalata fra gli altri da Pandemia, che ricorda come in Italia il pioniere i questo campo sia stato