Negli Stati Uniti l'uso dei media continua a crescere per quanto concerne informazione e intrattenimento. E nel 2007 la navigazione online supererà la lettura dei giornali: 195 ore contro 175 (per l'anno in corso siamo a 104 contro 201). Anche se la TV rimarrà saldamente al primo posto (1555 ore l'anno, incluso via cavo, HDTV e satellitare), seguita dalla radio (974 ore). Questi alcuni dati della proiezione 2007 del Census Bureau. Dove si specifica fra l'altro che nell'anno in arrivo gli americani useranno i media per oltre 9,5 ore al giorno, incluso il multitasking di seguire la TV e internet contemporaneamente. Altre fonti annunciano al contempo il consistente incremento degli investimenti pubblicitari sul Web, che già per l'anno in chiusura si prevede arriveranno a 16 miliardi di dollari, con una crescita del 25% rispetto al 2005. Il tutto per affermare che la Rete è ormai prossima a diventare un medium mainstream a tutti gli effetti. Piccolo dubbio: c'è da rallegarsene o da preoccuparsi?
USA: internet tra i mainstream media
Negli Stati Uniti l'uso dei media continua a crescere per quanto concerne informazione e intrattenimento. E nel 2007 la navigazione online supererà la lettura dei giornali: 195 ore contro 175 (per l'anno in corso siamo a 104 contro 201). Anche se la TV rimarrà saldamente al primo posto (1555 ore l'anno, incluso via cavo, HDTV e satellitare), seguita dalla radio (974 ore). Questi alcuni dati della proiezione 2007 del Census Bureau. Dove si specifica fra l'altro che nell'anno in arrivo gli americani useranno i media per oltre 9,5 ore al giorno, incluso il multitasking di seguire la TV e internet contemporaneamente. Altre fonti annunciano al contempo il consistente incremento degli investimenti pubblicitari sul Web, che già per l'anno in chiusura si prevede arriveranno a 16 miliardi di dollari, con una crescita del 25% rispetto al 2005. Il tutto per affermare che la Rete è ormai prossima a diventare un medium mainstream a tutti gli effetti. Piccolo dubbio: c'è da rallegarsene o da preoccuparsi?
NUOVI QUOTIDIANI CRESCONO
Contrariamente a quello che comunemente si crede, i giornali, a livello mondiale, crescono sia come numero di testate (superata la soglia dei 10.000 nel 2005) sia come diffusione (quasi mezzo miliardo di copie al giorno) I record della free press La crisi del giornale-per-tutti e le nuove sfide per gli editori - Una ricerca dell' Associazione mondiale dei giornali (WAN) smentisce clamorosamente le predizioni sul declino dei quotidiani -------------------
Cambiamenti profondi e dirompenti stanno sfidando l industria del giornale nel 21° secolo. Fra di essi, nuovi modelli di distribuzione e circolazione e nuovi competitori emergenti dentro e fuori dalla tradizionale industria editoriale stanno costringendo gli editori a ripensare al loro approccio ai criteri con cui i giornali vengono immessi sul mercato.
In generale, comunque, contrariamente alle persistenti predizioni sulla fine dei giornali, un ondata di nuovi quotidiani hanno fatto irruzione sul mercato. La domanda di nuove rotative non è mai stata così alta e sta salendo dovunque tranne che in Nord America, dove invece in effetti la diffusione dei giornali sta calando.
Lo sostiene un recente studio elaborato nell ambito di Shaping the Future of the Newspaper , un progetto della
GateHouse, prima catena di quotidiani a usare le Creative Commons
Già, la dipendenza da Big Media è dura da smaltire, come dimostrano parecchi blogger (nostrani) che non hanno altro di meglio da fare che rilanciare variamente l'inutile copertina di Time sulla persona dell'anno. Passano così inosservate altre news made in USA ben più significative per l'odierno scenario. Come la decisione del conglomerato GateHouse Media di iniziare a diffondere i contenuti di gran parte delle sue testate sotto le licenze Creative Commons. Il gruppo possiede oltre 415 testate locali sparse per 18 stati e oltre 230 siti, raggiungendo circa 9 milioni di lettori a settimana—particolarmente concentrati sulla East Coast, e nell'area di Boston. È proprio qui che si apre il fronte verso le 'licenze libere' per usi non-commerciali, con il Watertown TAB e altri 95 giornali locali. Come spiega Mia Garlick, responsabile della Creative Commons Foundation, finora «nessuna catena o grande gruppo editoriale era arrivato a tanto», mentre Dan Kennedy, professore di giornalismo alla Northeastern University, aggiunge: «Rinunciare al copyright per i quotidiani è un passo notevole». Speriamo che sia solo un primo esempio (e che altri new media diano il
LA BILD PUBBLICA UN SETTIMANALE SU ‘SECOND LIFE’
Il primo numero di "The Avastar" uscirà il 21 dicembre Trenta pagine di articoli e foto (e inserzioni pubblicitarie, a pagamento reale) prodotti da una piccola redazione della Bild online Si accentua l interesse dell industria editoriale per il mondo virtuale ---------------
Si chiama The Avastar, costerà 152 linden (pari a 35 centesimi di euro) e offrirà 30 pagine di articoli e servizi su quello che avviene a Second Life . Come era stato preannunciato (vedi anche su Lsdi ) la redazione della Bild online ha messo a punto il progetto di settimanale destinato agli abitanti di SL.
Il primo numero del magazine (inizialmente era stato battezzato SL News, ma lo staff ha trovato un titolo più accattivante, con un gioco di parole con l avatar, l alter ego virtuale degli abitanti dell' altra vita) uscirà il 21 dicembre, in lingua inglese, e si occuperà di tutto quello che accade ai due milioni di persone (età media 32 anni) che popolano Second Life.
Oltre che con i ricavi delle vendite, The Avastar si manterrà anche sulla pubblicità: inserzioni a pagamento, reale naturalmente.
Uno degli ultimi esempi della convergenza in corso tra citizen journalism e il giornalismo tradizionale è