Monthly Archives: dicembre 2006

WIKIPEDIA LANCIA UN MOTORE DI RICERCA “UMANO”

31 dicembre 2006

La sfida ai giganti come Google o Yahoo! partirà presto, ma non è ancora chiaro come si realizzerà l’ intervento umano rispetto agli algoritmi dei tradizionali motori di ricerca – Smentita la partecipazione di Amazon al progetto -----------------------

Il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales lancerà presto un nuovo motre di ricerca, con un progetto che dovrebbe incoraggiare la partecipazion e diretta delle persone.

Dettagli su questo progetto sono disponibili sul sito di Wales Search Wikia. Comunque, rileva Amy Gahran su Poynter.org , dopo aver dato un’ occhiata al sito, ‘’non mi riesco ad immaginare bene quello che Wales ha in mente’’.

Potenziare il lavoro di ricerca degli algoritmi con gi imput umani stile Wiki è una idea molto intrigante – aggiunge -, ma come concretamente la metterà in pratica?

Sul progetto – che può essere seguito su Wikia Forum – ITNews riporta quello che Wales ha detto in una intervista al Times.
"Google è molto valido per parecchi tipi di ricerca, ma si incappa troppo spessa in spam e risultati inutili. Basta provare a cercare "Tampa Hotels" per rendersi conto del fatto che

Web-news opposte ma complementari

30 dicembre 2006
Web newsNei giorni scorsi il San Jose Mercury News ha messo a confronto due iniziative nel nuovo scenario dell'informazione (in USA ma non solo): Digg e Newstrust. Il quotidiano della Silicon Valley sottolinea fra l'altro gli obiettivi ben diversi dei due progetti, entrambi avviati due anni or sono: «il primo puntando a fare un sacco di soldi...l'altro sognando di arricchire la democrazia americana indentificando le fonti fidate nell'ammasso di informazione disponibile online». Digg si basa strettamente sulla popolarità delle news, rientra fra i maggiori 20 siti Usa più visitati e ha appena ricevuto una sonante iniezione di contante. Invece il non-profit Newstrust chiede agli utenti di giudicare un articolo in base a 10 fattori diversi, tra cui accuratezza, equilibrio, contesto e concretezza. Partendo dall'idea che oggi il giornalismo è in pericolo, Fabrice Florin, fondatore di Newstrust, ritiene che «la tecnologia può fare differenza» e mira all'espansione dell'ardente comunità di utenti che propongono articoli da recensire, comunità che ha già superato i 2.600 aderenti. Due modelli divergenti nelle dinamiche dell'informazione online—"Web news opposites", titola l'articolo—comunque cruciali per il pluralismo e

SI INFITTISCONO GLI APPROCCI DEI MAINSTREAM MEDIA VERSO IL WEB 2.0

30 dicembre 2006

Su apogeonloine un articolo di Bernardo Parrella aggiorna su scambi ed esperimenti in corso fra le testate tradizionali e blogosfera, social media, licenze aperte - inclusi BBC, New York Times e Wall Street Journal
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Si infittiscono sempre di più i rapporti fra giornalismo tradizionale e nuovi media mentre gli sviluppi continui delle tecnologie e del cosiddetto Web 2.0 offrono uno scenario di opportunità sempre più ampio, ma di difficile interpretazione. Soprattutto sul piano della nascita di nuove forme di espressione giornalistica, quelle forme – i ‘’giornalismi possibili’’ - a cui Lsdi ha intitolato un suo blog per seguirne gli sviluppi.

Su questi approcci - fitti ma ancora incerti e timidi – Bernardo Parrella ha fatto il punto in un articolo per apogeonline, intitolandolo ‘’ Verso giornalismi differenziati e integrati’’

Integrare le tecnologie Gps (per stabilire direzione, velocità, altitudine) con le multicapacità della telefonia mobile (foto, video, suono e testo) per la nuova ondata di citizen journalism. Questo – informa Parrella - l’esperimento appena avviato all’Università di Brighton, dove 18 studenti useranno un handset Nokia della Nseries e un device Gps Garmin Etrex per creare una galleria online mirata a «esplorare come in futuro

PUBBLICITÀ: GOOGLE INSIDIA IL PRIMATO DELLA TV COMMERCIALE

30 dicembre 2006

Google UK, secondo le ultime previsioni, supererà a breve il fatturato pubblicitario delle televisioni commerciali - Un articolo su apogeonline --------------------

Nel 2008, se la televisione commerciale anglosassone non dovesse reagire, potrebbe registrarsi un incredibile sorpasso da parte di Google UK. Il noto motore di ricerca potrebbe diventare il contenitore pubblicitario più importante del paese.

La previsione è di Dario D’ Elia che, su apogeonline , spiega che ‘’quest'anno il fatturato pubblicitario di Google supererà i 900 milioni di sterline (1,3 miliardi di euro), praticamente raddoppiando il risultato del 2005 che aveva sfiorato i 460 milioni di sterline. Dati piuttosto significativi, che lasciano comprendere quanta share abbiano perso soprattutto radio e carta stampata’’.

In pratica le entrate pubblicitarie nel 2006 – aggiunge D’ Elia - supereranno quelle di Channel 4 e, in poco meno di 18 mesi, anche quelle di ITV1, la prima TV commerciale anglosassone. Mindshare e Initiative, le due più importanti concessionarie nazionali, sono convinte che si tratti di una rivoluzione silenziosa. I consumatori non se ne renderanno conto, ma i media tradizionali inizieranno a stringere la cinghia.

«Il sorpasso è certo, ma tutto comunque dipenderà più da Google che dalle TV commerciali», ha

FREE PRESS: GIORNALI IN BOTTIGLIA

25 dicembre 2006


iLove è un mensile femminile che viene distribuito in Australia avvolto intorno ad alcune bottiglie di acqua minerale – La diffusione tocca per ora le 300.000 copie
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La free press trova nel packaging la sua nuova frontiera: contenuti come imballaggi!
‘’Alla faccia di chi pensa che l'editoria di carta sia morta’’. Ironizza –ma non tanto – in un suo post su pandemia Luca Conti, che ha segnalato questa ‘’geniale novità editoriale’’.

Si tratta di iLove , un mensile di 32 pagine che viene avvolto all’ esterno di bottiglie di plastica da 600 ml di acqua minerale.

La rivista presenta se stessa così:

- iLove is a 32-page glossy women’s magazine contained within the label of a quality 600ml spring water and is published in six separate editions monthly.
- iLove is the world’s first magazine on a bottle and Australia’s hottest new magazine targeting the young trendy woman “on the go”
.

Quando Time scoprì Internet…

23 dicembre 2006
Time Cover StoryAl di là delle solite lodi, la "persona dell'anno" scelta dal settimanale Time appare faccenda scontata e poco utile—particolarmente per chi segue da vicino simili dinamiche. Buona parte del contenuto è noto (non solo a navigatori incalliti), si dà ampio spazio ai soliti nomi arricchendoli con qualche sconosciuto a caso, sottovalutando e dimenticando però altri aspetti meno eclatanti eppur cruciali. Ad esempio, l'ascesa del citizien journalism nelle sue varie forme. È quanto fanno notare parecchi nella blogosfera USA, da JD Lasica a John Eckman, con un post significativamente intitolato La persona dell'anno sarebbe.. chi?, dove ricorda che «Time sembra aver perso una buona occasione per parlare di quale sarà l'impatto concreto dei media creati dagli utenti. Dove sono i link a progetti quali OurMedia, NewAssignment, The Independent Media Center e Center for Citizen Media?» Aggiungendo come il fondatore di quest'ultimo, Dan Gillmor, suggerisce che il soggetto più azzeccato dovrebbe essere «'Noi', anzichè creare differenze con 'Voi' o 'Tu'». Ancora più duro il sito del mensile libertario Reason: «Basta con Time magazine. Ecco piuttosto un elenco su cui riflettere». Snocciolando poi alcune possibili "persone dell'anno" e

INTERNET STA UCCIDENDO LA VECCHIA TV?

23 dicembre 2006
Dopo i giornali, anche la vecchia televisione sarà ‘’vittima’’ della rete? – Negli Usa due programmi televisivi di punta hanno perso negli ultimi 12 anni oltre un terzo di spettatori, mentre internet è cresciuta a un ritmo del 5,5% all’ anno – Un grafico realizzato con Swivel, un nuovo servizio online ------------------

Tommaso Tessarolo segnala un interessante post sul blog di Stefano Cazzella, (alias Caccio; vedi qui il suo profilo) intitolato “Internet Killed the video star!”.
L’ analisi viene svolta mettendo alla prova il nuovo servizio online Swivel, la cosiddetta YouTube dei dati, incrociando i dati d’ascolto di alcuni network USA con quelli sulla diffusione di Internet.

Nel grafico sono riportate le variazioni percentuali, rispetto ai loro massimi, delle tre misure prese in considerazione. Dalla loro comparazione appare evidente che i trend dell’audience di entrambi i programmi televisivi hanno un andamento analogo e in controtendenza rispetto a quello dell’utilizzo di Internet: gli ascolti televisivi sono in calo quasi-costante (negli ultimi 12 anni entrambi i programmi hanno perso circa il 40% dei loro telespettatori) mentre la diffusione di Internet cresce con un

UN AGGREGATORE DI NEWS CON UN MOTORE ‘’UMANO’’

21 dicembre 2006

Giornalisti professionali e una rete di volontari alla base di DailySource.org, un nuovo esperimento di interazione permanente per una informazione di qualità nato negli Stati Uniti – Andare oltre ‘’Google news’’ e i suoi automi-algoritmi
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Persone in carne e ossa possono fare un ‘’Google news’’ meglio delle sole macchine?
Sì, secondo Peter Dunn, fondatore di DailySource.org , un sito web che punta a scegliere e fornire servizi e notizie di alta qualità messe in rete dalle centinaia di fonti internet.

Lo segnala Amy Gahran su Poynter.org , spiegando che DailySource è una organizzazione non-profit che si dichiara ‘’impegnata a fornire ai lettori le informazioni di cui essi hanno bisogno per poter prendere delle decisioni serie su chi appoggiare politicamente, a prendere una piena coscienza di che cosa accade nel mondo, a trovare occasioni di impegno spirituale e culturale e a scegliere come spendere meglio i propri soldi e come godere di una migliore salute’’.

Il sito si basa sul lavoro di quattro o cinque redattori professionisti che navigano in internet per cercare le storie migliori e pubblicarle sul sito.

Ma – e questa è la cosa più interessante – Dunn utilizza

TURCHIA: NASCE BIANET, AGENZIA E BANCA DATI PER L’ INFORMAZIONE INDIPENDENTE

21 dicembre 2006

Fino ad ora esistevano solo tre piccoli giornali di opposizione – Su Osservatorio sui Balcani una intervista al fondatore della testata – Il ruolo chiave delle radio private
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Nel nostro paese il mondo dei media è dominato dai grandi investitori. Esistono solamente tre piccoli giornali di opposizione, Birgün, Evrensel e Gündem, che non riescono a sopravvivere nella logica del mercato, hanno tutti difficoltà finanziarie e sono oberati dai debiti.
E’ questo in sintesi il quadro del sistema editoriale in Turchia descritto da Ertuğrul Kürkçü, coordinatore del progetto che è alla base di Bianet , una delle più interessanti realtà del mondo dell’informazione indipendente del paese.

Kürkçü, ne parla ampiamente in una intervista a Fabio Salomoni pubblicata su Osservatorio sui Balcani .

’’All’interno della logica di mercato – spiega nell' intervista il giornalista turco - è difficile far sopravvivere un giornalismo indipendente. Noi abbiamo pensato due cose: mettere in piedi una strategia della comunicazione alternativa al mercato e lottare per questo e presentare un nostro progetto di comunicazione, un agenzia di informazioni. In seguito abbiamo fatto delle indagini sul campo dalle quali è emerso che la cosa di cui si sente

UNA CATENA DI GIORNALI USA RINUNCIA AL COPYRIGHT

20 dicembre 2006

GateHouse, proprietaria di 415 testate, fra cui molti quotidiani, ha cominciato ad usare le licenze di Creative Commons per una parte dei propri contenuti – Naturalmente è previsto solo per uso non commerciale - E’ il primo gruppo editoriale che arriva a tanto, commentano alla Creative Commons Foundation --------------------

Un gruppo editoriale Usa, GateHouse Media , a cui fanno capo 415 testate fra quotidiani e settimanali locali, molti dei quali nello stato del Massachussetts (in particolare dell’ area di Boston) ha deciso di cominciare a diffondere i contenuti di gran parte delle sue testate rinunciando al copyright e affidandosi alle licenze Creative Commons.
Ne dà notizia Bernardo Parrella in un articolo su giornalismi possibili,.

Tutto questo, per ora, avviene per il Watertown TAB e altri 95 giornali del gruppo, ovviamente per usi non-commerciali" .

Come spiega Mia Garlick, responsabile della Creative Commons Foundation, finora «nessuna catena o grande gruppo editoriale era arrivato a tanto», mentre Dan Kennedy, professore di giornalismo alla Northeastern University, ha aggiunto: «Rinunciare al copyright per i