In un racconto per Lsdi, Gregorj e Loska, i due blogger di giornalettismo militante che hanno messo in moto la vicenda del video-shock di Torino, denunciano l’ atteggiamento manipolatorio dei grandi media e la ‘’censura’’ nei confronti della blogosfera.
‘’Il fatto che sia stato un blog a denunciare il video – accusano – è stato sistematicamente taciuto fin quando non ne ha fatto menzione il tg3 (l’unico a citarci e ad intervistarci per conoscere anche la nostra campana). Siamo riusciti ad avere un riconoscimento da ‘’Repubblica’’ solo per vie traverse ed in un trafiletto che è scomparso quasi subito. Lo stesso vale per il Corriere, e bisogna puntualizzare che la citazione è stata inserita solo nella versione web, come se non fossimo degni – noi bloggers – di una menzione ufficiale’’.
Ma, al di là della scontata constatazione dello strabismo dei ‘’grandi media’’ nei confronti di blog e web, nel racconto fatto per Lsdi, Gregorj e Loska denunciano soprattutto un atteggiamento fortemente manipolatorio della macchina mediatica, sottolineando che, ‘’addirittura, in molti hanno additato a mostri i cybernauti che avevano visto il video, come se fossero dei ‘pervertiti’. Senza dire, invece, che gran parte delle persone che lo aveva visto lo aveva condannato e denunciato. E anche grazie a loro è diventato il fenomeno che sappiamo e ha permesso che i colpevoli fossero puniti’’.
Il mondo dei blog – chiariscono Grogorj e Loska – ha reagito al video subito, con durissime prese di posizione, ma i media ufficiali non se ne sono accorti. O forse ‘’era giornalisticamente molto più facile raccontare la storia di una serie di avventori che ridevano del ragazzo. Faceva figo, insomma…’’.
Articoli collegati:






2 commenti
purtroppo, e sottolineo purtroppo, quest’atteggiamento di “superiorita’” dei cosiddetti big media e’ la norma;
in USA, solo dopo molti casi simili e alte proteste e inziative dei blogger, ad esempio, ora si parla di integrazione, i blogger vengono invitati anahce alle convention dei partiti,e hanno acquisito un certo status nella scena mediatica e tra il grande pubblico;
in italia ci vorra’ ancora un po’, e forse neppure conviene fare le vittime, gridando alla censura e simili;
potremmo rifarci a “lo zen e l’arte del blogging”, cioe’ procedere con il nostro umile ma importante lavoro, dal basso, senza attendersi ricompense o gratificazioni, meno che mai dai ‘grandi testate’ nostrane
Commenta