Monthly Archives: novembre 2006

DALLA TV DEI PROFESSORI ALLA TV DEFICIENTE

30 novembre 2006

‘’Dalla tv dei professori alla tv deficiente; la Rai della Seconda repubblica’’: è il titolo del nuovo lavoro che Roberta Gisotti ha pubblicato in questi giorni con Nutrimenti
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Roberta Gisotti, già nota per la sua battaglia contro il ‘’mostro’’ Auditel, racconta gli ultimi 13 anni della Rai, scanditi da 8 consigli di Amministrazione e 13 presidenti che hanno nominato una decina di direttori generali e decine e decine di direttori e vicedirettori di divisioni, reti, strutture, telegiornali, dipartimenti, consociate e di tutto quanto rientra nell’ottica della spartizione di un potere suddiviso in mille rivoli.

Ovvero – potrebbe essere un altro sottotitolo -, come tentare di realizzare l’obiettivo esplicitato da Licio Gelli nel “Piano di rinascita democratica” della P2: “dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna”.

Tentativo che, per fortuna, non è andato in porto. Tanto che, come osserva Giovanni Valentini nella prefazione al libro – che pubblichiamo qui di seguito – ‘’con l’apprezzabile sforzo di ricostruire gli ultimi anni di vita della Rai, dal 1992 al 2006, questo libro offre un contributo anche per immaginare il futuro del Servizio pubblico’’.

Un ‘’tema cruciale per la vita democratica del Paese –

PIUÂ’ YOU-TUBE, MENO TV?

30 novembre 2006

Chi guarda non occasionalmente video online, passa meno tempo davanti alla tv tradizionale – Una ricerca di ICM per la BBC – Conferma del declino della televisione generalista
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Il 43% circa dei cittadini britannici che guardano video online almeno una volta alla settimana dichiarano di guardare di meno la tv. Online video eroding TV viewing, spiega un articolo della BBC su un recente studio di IMC – noto centro di ricerche -commissionato dalla stessa BBC.

Il 20% la guardano ‘’molto meno’’ e il 23% ‘’un po’ meno’’.

Ma questi consumatori regolari di video digitali, extra tv, sono ancora una larga minoranza. Non rappresentano che il 9% della popolazione totale. Un altro 13% dichiarano di guardare questi video ogni tanto e il 10% pensano che cominceranno a farlo regolarmente ‘’l’ anno prossimo’’.

"I video online sono molto più popolari fra i giovani – aggiunge l’ articolo –: il 28% di quanti hanno fra i 16 e i 24 anni dicono che li guardano più di una volta alla settimana’’.

Sintetizzando – dice Giovanni Boccia Artieri su mediamondo -: più YouTube meno Rai?

E si chiede

105 GIORNALISTI UCCISI: IL 2006 ANNO SANGUINOSO

29 novembre 2006

Un rapporto della Wan sull' anno in corso - 23 giornalisti morti a partire da giugno solo in Iraq
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Centocinque giornalisti uccisi nel 2006, un anno record per il sanue versato da giornalisti e operatori, secondo un rapporto semestrale della World Association of Newspapers (Wan).
Secondo il documento la progressione delle uccisioni si è accentuata nella seconda parte dell’ anno, con 71 vittime. Il numero di quelli uccisi in Iraq – 23 a partire da giugno – ha superato quelli degli altri paesi.

‘’L’ Autocensura, una reazione naturale alla repressione e alle minacce di violenza e di morte è un problema endemico in Asia centrale, America Latina e Medio Oriente’’.

Il rapporto completo può essere consultato qui - e qui c' è l' elenco di tutti i casi.

GIORNALI: COME INTEGRARE STAMPA E DIGITALE

29 novembre 2006

Un interessante articolo su Atlantic Monthly
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La spinosa questione del futuro dei quotidiani alle prese con internet è al centro di un articolato intervento di Michael Hirshorn sul sito del quotato mensile statunitense The Atlantic Monthly.

Get Me Rewrite! – segnala Bernardo Parrella su ’’giornalismi possibili’’ - si pone come una modesta (ma efficace) proposta per reinventare i giornali nell’ era digitale.
Hirschorn parte dall’evidente assunto secondo cui «le news online, super-sintetizzate, consumate al volo, sono come il fast food; il giornale, nutrito dai rinvigoranti canali giornalistici, è il pranzo a tavola».
Per poi suggerire una strategia di disaggregazione delle news basata, da una parte, sulla massima personalizzazione dell’informazione, opzioni tipo “My News” già diffuse sul web e offerte perfino dal New York Times, affiancate dai siti e blog preferiti. Dall’altra parte, va accentuata la “syndication” sfruttando l’avvento dei social media: creare canali specifici gestiti da autori/giornalisti capaci e/o noti, inclusivi di contributi degli utenti, e poi farli rimbalzare nel sito della testata-madre, su carta e altrove.

«In questa storia del futuro, marginalmente più ottimista—conclude l’articolo—i ruoli della stampa e del digitale sono invertiti. Le news originali, sotto forma

Atlantic Monthly: proposta (intelligente) per integrare stampa e digitale

27 novembre 2006
Who Killed the Newspaper?In un articolato intervento sul sito del quotato mensile statunitense The Atlantic Monthly, Michael Hirschorn affronta la spinosa questione del futuro dei quotidiani alle prese con internet. Get Me Rewrite! si pone come una modesta (ma efficace) proposta per reinventare i giornali nell'era digitale. Hirschorn parte dall'evidente assunto secondo cui «le news online, super-sintetizzate, consumate al volo, sono come il fast food; il giornale, nutrito dai rinvigoranti canali giornalistici, è il pranzo a tavola». Per poi suggerire una strategia di disaggregazione delle news basata, da una parte, sulla massima personalizzazione dell'informazione, opzioni tipo "My News" già diffuse sul web e offerte perfino dal New York Times, affiancate dai siti e blog preferiti. Dall'altra parte, va accentuata la "syndication" sfruttando l'avvento dei social media: creare canali specifici gestiti da autori/giornalisti capaci e/o noti, inclusivi di contributi degli utenti, e poi farli rimbalzare nel sito della testata-madre, su carta e altrove. «In questa storia del futuro, marginalmente più ottimista—conclude l'articolo—i ruoli della stampa e del digitale sono invertiti. Le news originali, sotto forma di articoli, post e

IFEX: ULTIME DAL MONDO

27 novembre 2006

- Cina: si teme per la libertà di stampa ai giochi olimpici
- Pen lancia una campagna contro il reato di diffamazione
- Russia: la censura sull’ informazione ambientale mette in pericolo la saità pubblica
- India: la società civile ottiene l’ accesso all’ etere
Documento senza titolo

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1 - CINA: TIMORI PER LA LIBERTA’ DI STAMPA AI GIOCHI OLIMPICI

Mentre la Cina si prepara ai giochi olimpici dell’estate del 2008, un crescente numero di associazioni membri di Ifex sono preoccupati che la copertura mediatica dell’evento non sia limitata e che i giornalisti cinesi che si occupano di questioni politiche siano presi di mira nel corso delle olimpiadi e dopo. Il 5 novembre il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha incontrato in Svizzera dei rappresentanti del Comitato Olimpico, e ha chiesto loro di esercitare pressioni sulla Cina perché mantenga la promessa di “assicurare che tutti i giornalisti, cinesi e stranieri, possano coprire ogni aspetto dei giochi senza ostacoli o timori”.
Il Comitato ha evidenziato come, nel dossier

TV: NASCE ”TIFOSI”, PROGRAMMA FATTO INTERAMENTE DAL ”PUBBLICO”

27 novembre 2006

Il progetto di TheBlogTv - Tutti i video selezionati ricevono un compenso, vanno in onda sulla webtv e concorrono alla realizzazione del programma settimanale
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Blog TV – la prima sperimentazione di tv realizzata direttamente dal pubblico – ha concluso l'accordo con un broadcast per produrre il primo programma sportivo realizzato da chi lo sport lo segue per passione, i tifosi.
Si chiamerà ‘’Tifosi’’.
Il programma – spiega BlogTv - sarà 100% user generated, realizzato cioè dai cittadini, dal presentatore/speaker, alla grafica, alle rubriche, ai miniformat.

''I video dovranno avere una lunghezza massima di 5 minuti ed avere un contenuto calcistico: finte telecronache, opinioni sul campionato, cori da stadio, parodie e sfottò, performance straordinarie, etc. Tutti i video selezionati vanno in onda sulla nostra webtv e concorrono alla realizzazione del programma settimanale. Ogni video selezionato riceverà un compenso di 10 euro''.

‘’Sarebbe grandioso se “Tifosi” – si augurano i creatori del sito - potesse fare la differenza rispetto a tutti i programmi sportivi visti fino ad ora. Non le solite facce, le solite opinioni, i soliti servizi, le solite tribune....ma finalmente potremo mostrare la passione, la creatività, i preparativi, i cori, le

BERTELSMANN PRIMO GRUPPO MEDIATICO IN EUROPA
FININVEST AL NONO POSTO, RAI 13/A

26 novembre 2006
Con 14 miliardi di Euro di ricavi, Bertelsmann guida saldamente la classifica europea dei principali Gruppi Media. Lo rende noto e-media institute, aggiungendo che ad esso segue il Gruppo francese Lagardère che realizza dalle proprie attività media circa 8 miliardi di euro di ricavi.

Fra i gruppi italiani, il Gruppo Fininvest è al nono posto, RAI al tredicesimo e RCS Media Group al ventesimo con 2,2 miliardi di ricavi.

La classifica dei primi 20 gruppi europei è qui .

CAUCASO: STAMPA PARALIZZATA DALLA PAURA DOPO L’ UCCISIONE DI ANNA POLITKOVSKAJA

26 novembre 2006

Dopo l' agguato alla giornalista russa, legato molto probabilmente alle sue inchieste sulla Cecenia, i giornalisti indipendenti della regione, impauriti, isolati e consapevoli della propria impotenza, scelgono il silenzio e l'autocensura – Un articolo su Osservatorio sui Balcani
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di Dana Tsei (titolo originale: “North Caucuses: Journalists Feel the Heat”)
traduzione per Osservatorio sui Balcani: Francesca Tomasi

A seguito dell’assassinio in ottobre della giornalista Anna Politkovskaya, che più di chiunque altro ha scritto sulle violazioni dei diritti umani perpetrate nel Caucaso del Nord, i giornalisti della regione si sono sentiti sempre più minacciati ed isolati.

Recentemente la Politkovsakya aveva scritto con frequenza dalla Repubblica di Kabardino-Balkaria, nel Nord-Ovest del Caucaso. Ad una settimana dalla sua morte, un giornalista locale è stato “avvisato” dai servizi segreti che “se ci daranno l’ordine di “liquidare” i giornalisti, tu sarai uno dei primi.”

Ad un secondo giornalista un agente di polizia avrebbe detto che “esistono persone che non amano molto i giornalisti. Ed anche quelli che hanno giurato di ucciderti personalmente.”

Anche un editore della Repubblica è stato contattato telefonicamente da un investigatore ed interrogato circa i suoi contatti ed incontri con la Politkovskaya. All’editore è stato spiegato

“Sui media non si media”

24 novembre 2006
«Il cosiddetto mainstream informativo-comunicativo [...] è essenziale, a nostro avviso, che lo si guardi, lo si critichi, lo si analizzi, lo si studi da tutte le parti possibili e immaginabili, tranne dalla prospettiva ufficiale che esso propone e impone, quando, descrivendo se stesso, si traveste da rappresentazione della realtà. Poiché già sappiamo che essa è falsa». Giulietto Chiesa non si dilunga nella presentazione di aideM - Rivista di critica della comunicazione (Chiementi Editore), trimestrale al debutto che dirige insieme a Adalberto Minucci. Va al sodo per descrivere l'obiettivo della pubblicazione: smontare ogni genere di contenuto informativo per interpretarlo in base alle logiche politiche ed economiche che stanno alla base. (continua...)