‘’Dalla tv dei professori alla tv deficiente; la Rai della Seconda repubblica’’: è il titolo del nuovo lavoro che Roberta Gisotti ha pubblicato in questi giorni con Nutrimenti --------------
Roberta Gisotti, già nota per la sua battaglia contro il ‘’mostro’’ Auditel, racconta gli ultimi 13 anni della Rai, scanditi da 8 consigli di Amministrazione e 13 presidenti che hanno nominato una decina di direttori generali e decine e decine di direttori e vicedirettori di divisioni, reti, strutture, telegiornali, dipartimenti, consociate e di tutto quanto rientra nell’ottica della spartizione di un potere suddiviso in mille rivoli.
Ovvero – potrebbe essere un altro sottotitolo -, come tentare di realizzare l’obiettivo esplicitato da Licio Gelli nel “Piano di rinascita democratica” della P2: “dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna”.
Tentativo che, per fortuna, non è andato in porto. Tanto che, come osserva Giovanni Valentini nella prefazione al libro – che pubblichiamo qui di seguito – ‘’con l’apprezzabile sforzo di ricostruire gli ultimi anni di vita della Rai, dal 1992 al 2006, questo libro offre un contributo anche per immaginare il futuro del Servizio pubblico’’.
Un ‘’tema cruciale per la vita democratica del Paese –
In un articolato intervento sul sito del quotato mensile statunitense The Atlantic Monthly, Michael Hirschorn affronta la spinosa questione del futuro dei quotidiani alle prese con internet.
Con 14 miliardi di Euro di ricavi, Bertelsmann guida saldamente la classifica europea dei principali Gruppi Media. Lo rende noto
«Il cosiddetto mainstream informativo-comunicativo [...] è essenziale, a nostro avviso, che lo si guardi, lo si critichi, lo si analizzi, lo si studi da tutte le parti possibili e immaginabili, tranne dalla prospettiva ufficiale che esso propone e impone, quando, descrivendo se stesso, si traveste da rappresentazione della realtà . Poiché già sappiamo che essa è falsa». Giulietto Chiesa non si dilunga nella presentazione di