Ecco la Blogging Scolarship (solo per college Usa)
BRASILE : LE RADIO POLITICIZZATE ALIMENTANO LA VIOLENZA CONTRO I GIORNALISTI
Una indagine del CPJ – Proliferano nel Nordeste le radio legate a gruppi politici, protagoniste di accese campagne – Ma i loro giornalisti sono molto famosi nelle fasce più povere della popolazione perché danno voce ai problemi dei cittadini
------------------
La Regione più sfavorita del Brasile, il Nordeste, dove la radio è il mezzo di comunicazione più popolare, è conosciuta ora come una delle zone delle Americhe più pericolose per i giornalisti, cinque dei quali sono stati uccisi a partire dal 2000, sottolinea il Committee to protect journalists (CPJ).
Una delle ragioni di un tasso di violenza così allarmante sarebbe stata individuata nella proliferazione di stazioni radio molto politicizzate che appartengono o sono controllate da gruppi politici e che favoriscono un comportamento molto partigiano e aggressivo.
Il CPJ ha fatto una inchiesta sulla crescita di questo tipo di radio nella zona constatando che nell’ interno del Nordeste « i commentatori della radio sono sistematicamente impegnati in politica, fanno delle vibrate campagne per i loro alleati, attaccano ferocemente i loro avversari e utilizzano
BIELORUSSIA: CAMPAGNA IFJ CONTRO L’ IMPUNITA’ PER GLI ASSASSINI DI VERONIKA TCHERKASOVA
La giornalista bielorussa (nella foto) era stata uccisa due anni fa nel suo appartamento, in circostanze analoghe a quelle di Anna Politkoskaja
A pochi giorni dall’ assassinio di Anna Politkovskaja, la Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ)ha lanciato una campagna per mettere fine all’ impunità che circonda l’ uccisione di un’ altra giornalista della regione dell’ ex Unione sovietica, Veronika Tcherkasova, ammazzata l 20 ottobre 2004 nel suo appartamento a Minsk, in Bielorussia.
LÂ’ IFJ e lÂ’ Associazione dei giornalisti di Bielorussia (BAJ) hanno inviato una lettera al presidente bielorusso, Aleksnader Lukashenko, chiedendogli di riaprire lÂ’ inchiesta sul delitto.
AllÂ’ inizio di questÂ’ anno, gli inquirenti di Minsk avevano chiuso le indagini dopo il fallimento del loro tentativo di imputare lÂ’ uccisione al figlio della giornalista, Anton, di 15 anni, e al suo patrigno. Si tratta delle due persone per per primi avevano scoperto il cadavere della giornalista e che erano stati subito individuati come i maggiori sospetti. Non essendo riusciti a mettere insieme elementi di qualche consistenza contro Anton,
IL GIORNALISMO INVESTIGATIVO SEMPRE PIU’ MINACCIATO DAI TAGLI
Un nuovo allarme da un commentatore del Washington Post pubblicato con rilievo da editors weblog --------------
Riuscirà il giornalismo investigativo di approfondimento a resistere ai recenti tagli dei budget imposti a tante redazioni anche negli Usa? Howard Kurtz del Washington Post non pensa che sarà così. Il tema è stato ripreso recentemente da editors weblog , che - cosa importante perché il blog è l' espressione degli editori - pubblica con rilievo le riflessioni di Kurtz.
In un suo recente commento sul WP Kurtz sollecita lÂ’ industria a riconsiderare lÂ’ impatto delle restrizioni budgetarie.
I tagli recenti alla Reuters, per esempio, hanno spinto i giornalisti a chiedersi fino a che punto ci si possa aspettare che i redattori rimasti debbano lavorare più duramente per meno salario.
Kurtz fa riferimento in particolare al grosso lavoro investigativo che molti giornalisti hanno fatto in relazione alle vicende di corruzione nelle alte sfere del governo Usa. Egli teme che i recenti tagli dei budget significhino ‘’meno persone a spulciare fra I fascicoli nei municipi , nei ministeri o nelle
Usa: networked journalism per la trasparenza politica
Con l'approssimarsi delle elezioni di metà legislatura in Usa (7 novembre), ecco un'ottima iniziativa di networked journalism. La Sunlight Foundation—tra i sostenitori economici di NewAssignment.Net—ha appena lanciato una "indagine in tempo reale sui soldi che girano nel mondo politico di Washington". Un progetto di ricerca distribuita che "consentirà ai cittadini-giornalisti di scoprire quanti membri della Camera includano e paghino consorte o familiari come collaboratori ufficiali". Grazie a una serie di tool appositamente sviluppati, gli utenti possono investigare e tener traccia dei risultati in "appena tre minuti". Si viene così a sapere, ad esempio, che nelle presidenziali 2004 il senatore Joseph Lieberman ha tenuto sul libro paga i figli, come anche l'ex leader di maggioranza Tom DeLay per moglie e figlia. Perché un simile progetto? Primo, spiega Bill Allison, volevamo sapere «quanti sono i parlamentari che stipendiano familiari con i fondi per le campagne politiche, quanto li pagano e per cosa». Secondo, l'idea è creare strumenti e modalità che consentano ai cyber-utenti di fare ricerche collaborative, condividendone rapidamente (e pubblicamente) i risultati, cosa che richiederebbe settimane intere a un
WEB 2.0: SOLO UN’ ILLUSIONE L’ INTELLIGENZA COLLETTIVA?
Incrociando i dati delle principali piattaforme collaborative si scopre che sul web prevalgono ‘’the wisdom of the few’’, l’ intelligenza dei pochi, e l’ ineguaglianza partecipativa – Un articolo di Nicola Bruno su apogeonline
-----------------------
Ma è davvero collettiva l’ intelligenza del web 2.0? Se lo chiede, in un articolo su apogeonline, Nicola Bruno, riferendosi alla ‘’ottimistica e spesso tronfale retorica della partecipazione’’ che ‘’aleggia sul microcosmo dei social media’’.
In realtà, osserva Bruno, ‘’ogni 100 partecipanti, uno solo contribuisce attivamente con i suoi contenuti, 10 fanno il minimo indispensabile e 89 stanno a guardare’’. E c’ è già chi alla utopia dell’ ‘’intelligenza collettiva’’ contrappone la presunta realtà del ‘’the wisdom of the few’’, l’ intelligenza dei pochi.
Si tratta di Michael Arrington, l'autore di Techcrunch , che - osserva Bruno -, incrociando i dati di alcuni tra i più popolari servizi user-powered (digg, YouTube, Wikipedia) ‘’ha trovato un modello esplicativo e predittivo nella cosiddetta