Monthly Archives: agosto 2006

CHI HA UCCISO I GIORNALI? UNÂ’ ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE

29 agosto 2006

Il giornale non è la sua carta - Gli editori tradizionali sono il cuore del problema - Il rapporto con il pubblico attivo è strategico – Una riflessione di Luca De Biase su Braudel
Documento senza titolo

----------------------------

Chi ha ucciso i giornali?, si chiede Luca De Biase – nel suo Braudel , riportando il titolo di un articolo dell’   Economist secondo cui i giornali di carta spariranno nel 2043.
‘’Chi pensa di possedere il pubblico come il feudatario possiede i servi della gleba – risponde -. E chi pensa che il pubblico sia uno sciocco branco di guardoni, perditempo, interessati sono all'irrilevante. E chi pensa che i giornali siano business e non servizio. Non c'è un assassino. C'è un' associazione a delinquere’’.
Secondo De Biase:

1. Il giornale non è la sua carta.
2. Gli editori tradizionali sono il cuore del problema
3. Il rapporto con il pubblico attivo è strategico

Al GUARDIAN UNA FIGURA SPECIFICA DI ADDETTO AL BLOGGING

28 agosto 2006

Al Washington Post una iniziativa commerciale costruisce un ponte fra blog e media tradizionale
Documento senza titolo

---------------


Mentre il Washington Post apre concretamente ai blog, con ‘’una iniziativa commerciale che costruisce un ponte tra media tradizionali e mondo dei blog a carattere giornalistico’’ (come segnala Luca Conti su Pandemia - http://www.pandemia.info/2006/08/18/washington_post_si_fidanza_con.html -, il Guardian crea una figura specifica di Responsabile del settore blogging e interazione’’. Si tratta – spiega Robert Andrews su Journalis.co.uk (qui: http://www.journalism.co.uk/news/story1976.shtml) di Kevin Anderson, un giornalista della BBC.

Anderson è un giornalista online dal 1996 ed è passato alla BBC due anni dopo, diventando il primo corrispondente online all’ estero dell’ emittente, scrivendo di tecnologia e internet da Washington e producendo alcuni programmi – fra cui ‘’World Have Your Say’’ sul World Service.

"Sono stato giornalista online per 10 anni – ha detto -. Ogni mattina mi alzo, vado a lavorare e cerco di creare nuovi canali di comunicazone. C’ è ancora molto

‘’CHIUDERE I GIORNALI A PAGAMENTO?’’

27 agosto 2006
Una domanda paradossale che sta animando in Francia il dibattito sul futuro della carta stampata Documento senza titolo

-------------------------------------
 Chiudere i giornali a pagamento? E’ la domanda che si poneva sul suo blog (Demain tous journalistes? - http://benoit-raphael.blogspot.com/2006/07/faut-il-tuer-les-journaux-payants.html) Benoit Raphael, responsabile dell’ innovazione tecnologica del gruppo ‘’Dauphiné Libéré’’, e che è al centro in Francia di un acceso  dibattito sul futuro della carta stampata. 

La stampa a pagamento non sarebbe più redditizia: Raphael parte da questa analisi di Jeff Mignon ( http://mediacafe.blogspot.com/2006/07/un-quotidien-national-gnraliste-payant.html ), il quale osserva:
"Se non ci fossero le banche o degli investitori generosi, la grande maggioranza delle grandi testate della carta stampata sarebbero già state cancellate dal panorama dei media. L’ equazione è semplice: il numero di chi li compra e i ricavi pubblicitari non basterebbero a coprire i costi."
E riporta le sue due soluzioni: trasformarsi in giornali gratuiti oppure:  "Finiamola di pagare milioni di euro in carta, inchiostro e distribuzione e diventiamo una impresa web. E proponiamo una

FOTOGIORNALISMO: NASCE ‘’ANARCHY IMAGES’’, UNA AGENZIA CHE PUNTA AL ‘’MIGLIORAMENTO DELLA SOCIETA’’’

26 agosto 2006

Si tratta di Anarchy Images – Un’ agenzia, spiega il suo fondatore, Jason Pagan, con una ‘’posizione alternativa rispetto al mercato fotografico’’ ma che ‘’non ha nessun connotato politico ben preciso’’ – In Italia accordo con Grazia Neri
Documento senza titolo

----------------------------
di Daryl Lang, da Pdnonline (http://www.pdnonline.com/pdn/newswire/article_display.jsp?vnu_content_id=1003018510)


Jason Pagan, un veterano di Black Star e dell’Archivio Bettmann, ha da poco dato avvio ad una propria agenzia, Anarchy Images, per riunire i fotografi che vogliono condividere la sua filosofia di lavoro: ‘’fotografo e agenzia che lavorano insieme per il miglioramento della società’’ (http://www.anarchyimages.com/philosophy.php)

DallÂ’annuncio dellÂ’apertura della nuova agenzia il mese scorso, Pagan dice di aver ricevuto i dossier di oltre 200 fotografi interessati, e di aver trovato un accordo con cinque su una lista di quindici. Tra gli altri anche Joseph Rodriguez di New York, il dominicano Jon Anderson e il tedesco Daniel Etter.

Tra lÂ’ altro, Anarchy ha anche stretto un accordo di distribuzione con lÂ’agenzia italiana Grazia Neri.

Tra i reportages già pubblicati sul sito, le storie

INTERNET: FRANCIA, PUBBLICITAÂ’ ONLINE AL 9% DEL MERCATO

24 agosto 2006

Circa un miliardo di euro nel primo semestre del 2006, con un balzo di +52% in rapporto allo stesso periodo del 2005. Queste le cifre della pubblicità on line in Francia
Documento senza titolo

------------------------
Circa un miliardo di euro nel primo semestre del 2006, con un balzo di +52% in rapporto allo stesso periodo del 2005. Queste le cifre della pubblicità on line in Francia che – dice nel suo blog Benoit Raphael (qui: http://benoit-raphael.blogspot.com/2006/07/france-le-net-capte-9-des.html) farà riflettere gli editori della carta stampata cyber-diffidenti.

Secondo una recente ricerca, pubblicata dallÂ’ IAB France, "la parte di mercato di Internet negli investimenti plurimedia lordi raggiungerebbe il 9%", rileva il Journal du Net (qui: http://www.iabfrance.com/index.php?option=com_content&task=category§ionid=9&id=36&Itemid=59 ).
 

Questi risultati, più esaustivi, completano le cifre pubblicate da TNS (Trans Media Intelligence: http://www.tnsmediaintelligence.fr/intro.htm)  una settimana fa, che  annunciavano una parte di mercato del 7,1% con  748,8 miliono di euro di investimenti on line lordi. Il nuovo studio prende in esameun perimetro più ampio e contabilizza quasi un miliardo (984 milioni) di investimenti

SEI GIORNALISTI SU 10 USANO I BLOG PER LAVORO

24 agosto 2006

Un minisondaggio realizzato in Francia su un campione di una trentina di giornalisti
Documento senza titolo

--------------------------
Il ‘’60% dei giornalisti ammettono di aver consultato dei blog per completare il servizio che stavano realizzando’’. Un terzo di essi afferma di non essersi mai autocensurato, ma il 56% riconoscono di farlo qualche volta.

Sono alcuni risultati di un sondaggio realizzato in Francia su un campione di una trentina di giornalisti da "Blognalisme" (qui).

La maggior parte degli interpellati ‘’bloggano’’ per piacere, al di fuori del tempo di lavoro, oppure per cercare nuovi lettori. IL 12% lo fanno perché non si sentono a disagio di fronte alla linea editoriale del proprio media.

Infine, "se più della metà di questi giornalisti-blogger ritiene che, globalmente, il medium più interessante è la stampa scritta (probabilmente perché la maggioranza degli interpellati proviene dalla stampa scritta), seguono un 33%  secondo i quali è sui blog che si trovano le informazioni più interessanti, prima della  radio (6,3%) e della televisione (3,1%)".

INTERNET: IL GUARDIAN PUNTA SEMPRE DI PIUÂ’ ANCHE SUI BLOG

23 agosto 2006

Un giornalista ex BBC chiamato a dirigere uno speciale settore dedicato a blogging e interazione
---------------
Il Guardian ha portato via alla Bbc Kevin Anderson (che faceva parte dell'ufficio di Washington dell'emittente televisiva e poi era andato a Londra e aveva inventato il programma radio interattivo "World Have Your Say") e gli ha affidato il settore "Blogging e Interazione".

Il Guardian – rileva Carlo Felice Della Pasqua nel suo blog -, ha lanciato già il celeberrimo e frequentato blog "Comment is free" e punta sempre di più su internet, pur senza trascurare il giornale cartaceo.

‘’A me
– dice - pare un buon punto di equilibrio che potrebbe essere imitato da altri editori della carta stampata in Italia e all'estero. Ma, a parte poche, pochissime eccezioni, gli editori italiani sembrano abbastanza sordi quando si tratta di ascoltare i segnali che vengono dai colleghi più moderni all'estero’’.

SCOPRI NELLA LEGGE DOVÂ’ EÂ’ IL CLIENTELISMO

22 agosto 2006
Negli Usa una coalizione investiga sugli ‘’earmarks’’ delle leggi, piccoli commi che non c’ entrano niente con la legge stessa ma in cui si nascondono concessioni di soldi pubblici a qualcuno senza alcun dibattito – Un esempio concreto di ‘’giornalismo investigativo partecipato’’ Documento senza titolo

----------------------

Un esempio concreto di giornalismo investigativo partecipato viene segnalato da Luca De Biase nel suo blog (http://blog.debiase.com/).

Attraverso David Weinberger – scrive De Biase - si scopre che esiste una coalizione per investigare sugli earmarks inseriti nella nuova legge per il Departments of Labor, Health and Human Services, and Education. Trovo la cosa meravigliosa. Gli earmarks a quanto capisco sono piccoli frammenti di legge che non c'entrano niente con la legge principale nella quale sono inseriti e che di solito servono a dare soldi pubblici a qualcuno senza che ci sia un vero dibattito in materia. Sunlight Foundation usa le mappe di Google per mostrare dove vanno i soldi. E chiama tutti a raccolta per investigare chi ha inserito quei frammenti di legge o perché. Giornalismo

I MEDIA CAMBIANO CON LÂ’ APERTURA ALLA RETE

22 agosto 2006
In un articolo su apogeonline (http://www.apogeonline.com/) Federico Fasce fa il punto su quel che si dice in rete a proposito di blog, editoria e ordine dei giornalisti – ‘’Molte discussioni – spiega - ruotano intorno al nuovo volto dei media e anche Microsoft se ne è accorta’’.

Blog ed editoria, la discussione continua. Dopo il report di Luca Conti sul rapporto tra i quotidiani italiani e la Rete, arrivano i primi commenti. Luca De Biase invita non solo gli editori, ma anche i blogger a muoversi di più, a essere più attivi. Alessandro Longo analizza la situazione dal punto di vista delle redazioni italiane, ed evidenzia gli ostacoli a un'apertura verso la Rete. Nel frattempo si parla di abolire l'Ordine dei giornalisti, e Luca Conti interviene nel dibattito, citando il pensiero di Mario Adinolfi. Massimo Mantellini, invece, commenta una frase del presidente dell'ordine Del Boca, mostrando la sua posizione. Matteo Bordone non ha mai capito l'utilità reale dell'Ordine, e spiega le sue ragioni.

L’ articolo prosegue qui: