Monthly Archives: maggio 2006

I CITTADINI CREDONO AI MEDIA PIU’ CHE AI GOVERNI

6 maggio 2006

Un sodaggio di GlobeScan per conto di Bbc, Reuters e Media Center in dieci paesi.

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(da Mediapost:  http://publications.mediapost.com/index.cfm?fuseaction=Articles.showArticle&art_aid=42981 )

 

I cittadini credono ai media più che ai loro governi: la conferma viene da un nuovo sondaggio condotto da Bbc, Reuters e il Media Center in dieci paesi (qui: http://www.globescan.com/news_archives/bbcreut.html ).

La rilevazione è stata fatta da GlobeScan sentendo 10.230 persone in UK, Usa, Brasile, Egitto, Germania, India, Indonesia, Nigeria, Russia e Corea del sud neiu mesi di marzo e aprile.

Secondo il sondaggio i media sono ritenuti credibili da una percentuale del 61% degli interpellati contro il 52% che dà più fiducia ai governi. Negli Stati uniti il governo supera i media in credibilità (67% contro 59%) e in Gran Bretagna il risultato è 51 contro il 47%.

La fiducia nei media registra la percentuale massima in Nigeria ( 88 contro il 34% che va al governo) seguita da Indonesia (86-71), India (82-66) e Russia (58-54).

La Tv pubblica è la fonte di informazione più credibile di tutti i media (indicata dall’ 82% contro il 16% che non la ritiene affidabile), seguita

Lettera di protesta Fnsi-Lsdi all’ ambasciatore libico per la vicenda Al-Darrat

5 maggio 2006
Lanciato anche un appello ai rappresentati dei paesi occidentali per sollecitare un intervento a favore del giornalista libico in carcere da 33 anni . Documento senza titolo

Una lettera di protesta all’ambasciatore libico in Italia Hosni Misallati ed un appello ai rappresentanti dei paesi occidentali che si recano in Libia per sollecitare un intervento a favore del giornalista Al-Darrat in carcere  da ben 33 anni in una località sconosciuta in Libia. Questo è quanto hanno deciso la Giunta della Fnsi e l’Associazione per la Libertà di Stampa e il diritto all’Informazione (Lsdi) durante un dibattito-conferenza stampa che si è svolto il 3 maggio nella sede della Fnsi a Roma in occasione della giornata mondiale per la libertà dell’informazione indetta dalle Nazioni Unite.

Nei primi quattro mesi del 2006 sono stati uccisi ben 30 giornalisti ed operatori dellÂ’informazione in tutto il mondo; altri 146 nel 2005; 788 i giornalisti arrestati nel 2005 e nel 2006 e 178 quelli ancora detenuti. Questi i drammatici dati resi noti dalla Federazione Internazionale dei

Giornata internazionale della libertà di stampa

30 GIORNALISTI UCCISI NEL 2006,788 ARRESTATI NEL 2005, 178 QUELLI ANCORA DETENUTI

LÂ’ enigma di Al-Darrat, giornalista libico arrestato nel 1973

3 maggio 2006

Le tragiche cifre raccolte in occasione del 3 maggio - In tre anni di guerra in Iraq 88 i giornalisti uccisi - Fra i detenuti ce ne dovrebbe essere uno, libico, in prigione da 33 anni: non si sa dove è detenuto né perché. Né, soprattutto, se è ancora in vita - Un articolo di Hamid Skif, giornalista, scrittore e poeta algerino, ne racconta l’ enigma – Fnsi e Lsdi dedicano a lui la giornata del 3 maggio

Sono 176 i giornalisti e operatori dell’ informazione uccisi dal primo gennaio 2005, 30 dei quali nei primi quattro mesi di quest’ anno. Si tratta di alcune delle cifre – di fonte Insi (International news safety Institute - che scandiscono quest’ anno il 3 maggio, giornata che l’ Unesco ha dedicato alla difesa della libertà di stampa.

L’ ultimo giornalista ucciso in ordine di tempo è Koussai Kahdban, della stazione radio di Baghdad Al-Bilad. E’ stato ammazzato a colpi d’ arma da fuoco da un gruppo di sconosciuti a Baghdad il 22 aprile.

Con lui – secondo Reporters sans frontières – salgono a 88 i giornalisti uccisi nel paese nei

TV/3
ITALIA. NEL 2005 CORSA ALLA DIGITALIZZAZIONE

2 maggio 2006
Nella corsa alla digitalizzazione delle piattaforme televisive in Europa nel periodo 2000-2005 il mercato italiano, partito tardi nella seconda metà degli anni Novanta, è quello che ha recuperato di più, con un tasso di crescita delle abitazioni digitali pari al 317%. Ne dà notizia l’ e-media institute, aggiungendo che, in cinque anni, le abitazioni digitali francesi e spagnole sono aumentate del 116%. Quelle britanniche sono cresciute del 166%. Durante il solo 2005 il mercato italiano è cresciuto del 46% preceduto da Spagna (55%) e Belgio (87%).

TV/2
GB: IN FORTE CRESCITA LE CAMPAGNE INTERATTIVE

2 maggio 2006
Il valore complessivo del mercato della pubblicità interattiva si sarebbe attestato nel 2005 attorno a 40 milioni di sterline (investimenti delle aziende). Nel 2006 è previsto un incremento del 50% per un corrispettivo valore di 60 milioni di sterline. Lo rileva l’ e-media institute.
Tale valore include anche la spesa per la banda necessaria per talune applicazioni, le spese di produzione etc.
Nel 2005 i canali Sky hanno trasmesso circa 250 campagne interattive. ITV ha invece trasmesso 38 campagne pubblicitarie interattive e nel primo trimestre del 2006 ha registrato un incremento superiore al 75% dei ricavi generati dalle inserzioni interattive.

I MEDIA E LA FABBRICA DEL CONSENSO

2 maggio 2006

Net ripropone in edizione paperback ‘’La fabbrica del consenso’’, il famoso saggio sull’ universo dei media di Chomsky e Herman, che continua a conservare una stretta attualità --------------------

‘’I media servono a mobilitare l’appoggio della gente agli interessi particolari che dominano lo stato e l’attività privata, e spesso il modo migliore per comprendere, a volte con chiarezza cristallina e in profondità, le loro scelte, le loro enfasi e le loro omissioni è quello di analizzarli in questi termini’’. Parola di Noam Chomsky che aggiunge: ‘’questa tesi è ovvia. Ma il postulato democratico è che i media sono indipendenti e hanno il compito di scoprire e di riferire la verità, non già di presentare il mondo come i potenti desiderano che venga percepito”.

E’ così che comincia il primo paragrafo della prefazione a La fabbrica del consenso (Manufacturing Consent), che Chomsky aveva scritto 20 anni fa con Edward S. Herman e che la NET – a dieci anni dalla prima edizione - ripropone ora in edizione paperback, integrato con un saggio di Alberto Leiss e Letizia Paolozzi (La fabbrica del consenso - Noam Chomsky, Edward S. Herman – Net – 2006 – pagg. 501.

QuellÂ’ analisi

TV/1
SORPASSO IN TV: IN ITALIA LA PAY SUPERA IL CANONE

2 maggio 2006
Nel corso del 2005 la spesa degli italiani per acquisire servizi di televisione a pagamento (Pay TV, Pay per View, VoD) ha superato la spesa per il pagamento del canone radiotelevisivo (circa 1.600 milioni di euro).
Lo rileva l' e-media institute sottolineando che ‘’si tratta di un sorpasso storico al quale farà seguito prossimamente un ulteriore mutazione importante della struttura dei ricavi del sistema TV’’.
Secondo il centro di ricerca, presto ‘’i ricavi da pagamento diretto supereranno quelli da inserzioni commerciali. Nel 2004 i ricavi da esborso dei telespettatori (canone e Pay TV) valevano circa il 41% del totale dei ricavi degli editori. Quelli da inserzioni commerciali valevano circa il 56%.

IL GIORNALISMO USA VERSO L’ AUTODISTRUZIONE?

1 maggio 2006

Bertrand Pecquerie
Una volta era preso come modello, ma ora sembra attraversare una profonda crisi, sostiene Bertrand Pecquerie - ‘’Tutto ciò che aveva di postivo – la ricchezza, la diversità, la credibilità, la lotta contro il potere – si è rapidamente trasformato in negativo semplicemente perché i media americani, e non soltanto la Fox News, si sono trasformati in una macchina da guerra al fianco dell'amministrazione Bush’’ – L’ ondata di ‘’citizen journalism’’ e la minimizzazione del ruolo del giornalista - Il mix confuso di informazione–intrattenimento–comunicazione sta causando un danno irreparabile al concetto di informazione come pilastro della democrazia - Dietro la cosiddetta “democrazia virtuale”, la vera democrazia si sta indebolendo?
Documento senza titolo

 

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di Bertrand Pecquerie
(da Cbsnews http://www.cbsnews.com/blogs/2006/04/13/publiceye/entry1498205.shtml)

Che tempi difficili ha passato il giornalismo americano dal 2003!

Quell' anno, Jayson Blair ha scosso le fondamenta del New York Times e un'allucinazione collettiva ha coinvolto la stampa americana nella ricerca delle Armi di Distruzione di Massa in Iraq.

Nel 2005, Dan

USA: LE CATTIVE NOTIZIE LE COSTRUIAMO NOI…

1 maggio 2006

I vertici dell’ amministrazione Bush hanno spesso lamentato che la copertura delle notizie sull’ Iraq si focalizza troppo su eventi negativi e non riesce a dedicare attenzione agli sviluppi positivi, ma - paradossalmente – è lo stesso entourage di Bush a promuovere campagne di propaganda in cui si ingigantisce il ruolo di Al-Qaeda nel paese – Un articolo del Washington Post
Documento senza titolo

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I vertici dell’ amministrazione Bush hanno spesso lamentato che la copertura delle notizie sull’ Iraq si focalizza troppo su eventi negativi e non riesce a dedicare attenzione agli sviluppi positivi. Ne aveva parlato ampiamente di recente Norman Solomon in un articolo su Zmag.org (in italiano è qui: http://www.zmag.org/Italy/solomon-cattivenotiziemedia.htm), ma -  paradossalmente – è lo stesso entourage di Bush a promuovere campagne di propaganda in cui si ingigantisce il ruolo di Al-Qaeda nel paese.  

Ne dà notizia Thomas E. Ricks in un articolo sul Washington Post: “I militari Usa conducono un programma PSYOP per ingrandire il ruolo del leader di al-Qaeda in Iraq”, tradotto in italiano su